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Roma, una partecipata assemblea ha chiesto la libertà per Anan, Ali e Mansour

(18 Giugno 2024)

assemblea per anan, ali e mansour 2

Ieri, si è svolta a Roma l'assemblea in solidarietà con tre prigionieri della resistenza Palestinese, soggetti a una detenzione che indica l’alto livello di complicità tra le autorità italiane e quelle israeliane, impegnate nell’attuazione di un genocidio. La partecipazione è stata ampia e convinta: una sorta di tributo a chi, con enormi sacrifici e mettendo a repentaglio propria vita, continua a lottare le brutali politiche di occupazione e di colonizzazione.

Si è anche sottolineato che ben 2000 sionisti italiani sono partiti volontari per Israele, rendendosi materialmente complici dello sterminio in atto. Nessuno li ha demonizzati, né perseguiti penalmente. Insomma, la logica è sempre la stessa: due pesi, due misure.
Si è poi pensato a iniziative di autofinanziamento diffuso, così da sostenere le gravose spese legali dei palestinesi detenuti.
L'imperialismo Italiano conferma la propria logica repressiva e la complicità con gli aguzzi. È di ieri, da parte dell’esecutivo di casa nostra, l’ammissione di vendere armi ad Israele.

In maniera spudorata, lo si negava da mesi. L’altra faccia di questa complicità è proprio la persecuzione nei confronti di chi lotta per la liberazione del popolo Palestinese. Lo sappiamo da sempre.

Respingiamo al mittente le false accuse e le politiche securitarie e repressive. Mai come oggi, tali pratiche dei padroni italiani vanno smascherate con decisione.
Va poi detto che, in vari interventi nella assemblea, è emersa la volontà di sostenere il blocco del trasporto degli armamenti dal porto di Genova, organizzato dai lavoratori combattivi.
Dalle ore 06,00 del 25 giugno, questi ultimi cercheranno di bloccare gli armamenti destinati a guerre e conflitti. La classe dei lavoratori e delle lavoratrici ribadisce il proprio fermo NO alle guerre imperialiste.

L'assemblea svoltasi ieri a Roma ha garantito la partecipazione a tutti i prossimi passaggi, nell’articolata mobilitazione sostegno dei tre compagni palestinesi sottoposti a persecuzione giudiziaria. Senza una mobilitazione di massa, diventa difficile sostenere a livello internazionale la causa solidale Palestinese, a Roma come altrove. Per la classe sfruttata, contrastare la repressione dei prigionieri Palestinesi vuol dire opporsi a quelle logiche repressive che, in potenza, possono colpire chiunque lotti per i propri diritti. Del resto, la stessa lotta del popolo palestinese è parte integrante della battaglia globale per la libertà e contro l'ingiustizia capitalista.

Perciò, vanno rilanciati i contenuti e le prassi dell'internazionalismo Proletario.

Intifada fino alla vittoria.
La resistenza non è terrorismo.
Libertà per Anan, Ali e Mansour.
No alla barbarie genocida dello Stato di Israele, razzista e suprematista.

Enrico Biso

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