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(31 Gennaio 2012) Enzo Apicella

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(Il saccheggio del territorio)

Pordenone, 28 giugno: giù le mani dal Tagliamento!

(18 Giugno 2024)

Alle ore 20,30, nei locali del Circolo Libertario E. Zapata (in via Ugaresca 3B), si svolgerà l'Assemblea/dibattito GIÙ LE MANI DAL TAGLIAMENT0.

Interverranno esponenti del comitato “Tagliamento Libero”

Tagliamento libero

In data 11 aprile 2024, la Giunta Regionale del FVG ha approvato il documento preliminare (Delibera n. 530) con il quale vengono realizzati diversi “interventi per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico lungo il corso del fiume Tagliamento”. Tra questi, il più impattante riguarda la “Costruzione di una traversa laminante, con luci mobili a paratoie piane, adiacente al ponte Dignano per la creazione di un bacino di espansione in linea, in alveo attivo” che prevede una spesa complessiva stimata di 200 milioni di euro.

In seguito alle tragiche alluvioni del 1965 e 1966, la Regione FVG aveva già in passato proposto alcune soluzioni, tra le quali la realizzazione di uno sbarramento all’altezza della stretta di Pinzano e, a valle della stretta, la costruzione di sei casse di espansione. Questi progetti, al tempo, videro la determinata opposizione della cittadinanza locale che auto-organizzata in comitati locali riuscì a bloccarli.

Il fiume Tagliamento è l’ultimo grande fiume dell’Europa centrale che ancora scorre liberamente. Esso è oggetto di interesse per gruppi di studio di molte università di vari paesi del mondo per la rinaturalizzazione di fiumi ormai compromessi. Esso rappresenta un habitat naturale unico per la ricchezza di biodiversità, grazie anche alla presenza di numerosi prati stabili.

Il fiume Tagliamento viene ritenuto un ecosistema estremamente prezioso, essendo considerato l’ultimo corridoio fluviale morfologicamente intatto delle Alpi e per questo è stato designato ZPS (Zona di Pro-tezione Speziale) e ZSC (Zona Speciale di Conservazione).

Anche per quest’ultima malsana idea della Regione di realizzare una traversa laminante si è fatta sentire la voce contraria di tante persone provenienti dai luoghi interessati e non solo. A questo scopo è stata avviata una campagna di difesa ambientale (Tiliment libar/Tagliamento libero) che prevede “azioni di sensibilizzazione e informazione volta a tutelare il bene comune Tagliamento”. Riteniamo l'operazione avviata dalla Regione composta da progetti inaccettabili che avranno ripercussioni devastanti sull'intero alveo del fiume Tagliamento e lungo il Medio Friuli. Tali opere appaiono più il frutto di decisioni prese nelle stanze chiuse della politica, che rispondono ad esigenze affaristiche particolari più che alla salvaguardia delle comunità locali.

Molti dei problemi idrogeologici che oggi stiamo subendo sono la conseguenza di scelte politiche e amministrative sbagliate e di uno sfruttamento del territorio a soli fini speculativi. Emblematici sono gli esempi della diga di Ravedis che ha comportato la distruzione di una delle più belle valli della regione, ancora oggi solo parzialmente funzionante e costata cifre enormi prelevate dalle tasche dei e delle contribuenti; e la diga di Barcis che ha provocato gravi problemi idrogeologici all’abitato con il blocco delle ghiaie che hanno alzato il livello dell’alveo del torrente Cellina e riempito per metà l’invaso del lago. Anche qui, invece di rinaturalizzare il torrente, si preferisce spendere milioni di euro per lo sghiaiamento, senza peraltro risolvere nulla, dal momento che dovrebbe essere prelevato materiale inerte in quantità paragonabile a quanto ne porta a valle il fiume.

In pratica si crea una cava di prestito finanziata dal pubblico con sommo gaudio per i fornitori di ghiaia, Senza considerare l'inquinamento ambientale e il traffico con il continuo via vai di mezzi pesanti.

É ora di porre un freno a questi progetti scellerati. L’ambiente è un bene comune che va tutelato e difeso dalle speculazioni e da scelte politiche che sono il prodotto di una mentalità che non sa cogliere la complessità degli ecosistemi e di conseguenza non agisce preventivamente ma solo per mette- re una pezza sugli effetti finali.

Iniziativa Libertaria - Pordenone

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