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Salvate la Sanità

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(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
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Sull'accordo tra i Medici di Medicina Generale e Legacoop

(4 Luglio 2024)

nuovo si cobas

Il sindacato dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) e Legacoop tramite Sanicoop che controlla circa 130 cooperative mediche diffuse sul territorio hanno stabilito un intesa che prefigura la gestione “cooperativa” e non più pubblica della Sanità Territoriale.
In tal modo, questo pseudo sindacato, di medici dipendenti del SSN, rinuncia ad essere un organismo rappresentativo di lavoratori dipendenti del SSN e trasloca armi e bagagli alla dipendenza della Legacoop.

Con questo accordo viene a cadere l'ultima finzione di sanità pubblica, universale e gratuita.
Richiamarsi, ormai, a questi concetti è come fare del romanticismo che poco si accordano con le logiche di mercato, che pervadono ogni aspetto della vita sociale. Con questa operazione si abbattono gli ultimi presidi della Sanità Pubblica che si avvia a non esserlo neanche formalmente.

Certi passaggi dell’ accordo sono oscuri e poco chiara è la natura dei finanziamenti. Vi è solo la certezza del ruolo preminente che avrà il capitale privato che oltre ai mezzi propri vuole accaparrarsi del PNRR destinato alla riqualificazione della Sanità Territoriale e gestire quote di spesa pubblica. Non si definiscono le sfere di competenza tra pubblico e privato e non è chiaro come il tutto si interfaccia con la sanità convenzionata.
L'angolo di visuale che sembra aver motivato l’accordo è quello di dare voce agli interessi del Medico di Medicina Generale (MMG) assediato da vincoli di sostenibilità economica e costretto ad accasarsi al mondo delle cooperative (Legacoop) per mantenere ruolo e tenore di vita professionale altrimenti non sostenibile.
In attuazione di una legge dello Stato, vennero varate le Aggregazioni Funzionali Territoriali per gestire con gruppi di 20 medici una platea di circa 30.000 pazienti. Ora questo accordo di lavoro, ne da attuazione.
Di fronte ai costi di gestione (contestuali ai tagli della sanità pubblica) finire nelle braccia della Legacoop era una conseguenza inevitabile.
Il richiamo e il rimpianto ad una sanità pubblica venuta meno nel garantire, prestigio e remunerazione allo status di dipendenti pubblici giustifica, per questi, la scelta di riconvertirsi come imprenditori o assoggettarsi ad essere dipendente di organismi imprenditoriali ammantati di finalità etiche e sociali. Arrivano i buoni!

Ma i lavoratori della logistica conoscono molte bene che ruolo di potere rivestono le cooperative e quelle affiliate alla Legacoop in particolare. Ogni riferimento mutualistico è cancellato da una pratica quotidiana squisitamente manageriale e ferocemente capitalistica. Dopo aver appaltato il settore della distribuzione delle merci ed avere espresso in passato anche un ministro del lavoro (Giuliano Poletti ex presidente della Legacoop) ora si allungano i tentacoli anche sulla Sanità Territoriale. Passata l’emergenza pandemica che aveva messo a nudo la povertà dei presidi territoriali, anziché potenziare il ruolo pubblico ci si affida alle cure pelose dell’imprenditoria privata dissimulata sotto i panni delle cooperative.
Lo spettacolo che si palesa è disarmante: in parlamento, si azzuffano come tanti scolaretti nell’ora di ricreazione. Da una parte i fautori dell’autonomia differenziata che va ad aggravare ulteriormente gli squilibri di un SSN già regionalizzato e dall’altra i finti difensori dell’articolo 32 della Costituzione che vuole i cittadini uguali nella esigibilità del diritto alla salute.
Tutto bello e tutto vero, peccato che allo spettacolo dei guitti parlamentari fa da sfondo quest’accordo tra Legacoop e MMG.
Gli interessi padronali a volte contrastanti trovano sempre il modo di conciliarsi a spese dei lavoratori e della Sanità Pubblica. Così per le spese di guerra e per le guerre non vi sono contrasti insanabili e le colorazioni filo Nato o filo Putin finiscono con il sostengono ai fronti di guerra.
Solo il proletariato internazionale rompe con la logica delle guerra imperialistiche e con i nazionalismi.

si cobas

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