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CCNL Telecomunicazioni - Un accordo da bocciare.

Firmato il Contratto delle TLC - Flessibilità, legge 30 e pochi spiccioli

(8 Dicembre 2005)

Un contratto brutto, per altro firmato in un settore fortemente in attivo e ad alta redditività, che la dice lunga su quello che è oggi l'atteggiamento sindacale in materia di rapporti con Confindustria alla vigilia dello scontro sul nuovo modello sindacale.

In un settore dove già ora la flessibilità e la precarietà del lavoro sono alle stelle si è andato a firmare un contratto dove la flessibilità e la precarietà vengono di fatto rafforzate.

Si è andati a superare il riferimento settimanale per l'orario di lavoro inserendo il riferimento al monte ore lavoro da prestare sull'arco dei sei mesi (con possibilità di derogare all'anno in contrattazione aziendale). Salta così il controllo sulla organizzazione del lavoro, le Rsu perdono potere negoziale e le imprese potranno attingere a piene mani alle tante, svariate possibilità di distribuzione del lavoro su cicli pluriperiodali in modo da potere così aumentare l'intensità di lavoro (condizione utile e necessaria per la riduzione dei costi occupazionali) e la flessibilità.

Si è andati a regolare tutti quegli strumenti previsti dalla legge 30 che risultavano più utili alle imprese. Non ci si venga a dire, come fa la Cgil nazionale, che la legge 30 non è stata recepita solo perchè nel contratto non è stato prevista la regolamentazione di istituti contrattuali come il lavoro a chiamata o altro. In realtà il contratto firmato è andato a regolare quegli istituti più utili all'impresa, come l'apprendistato (quasi a vita vista la lunghezza della sua possibile durata e le soglie di età coinvolte) e come il contratto di inserimento (strumento utilissimo per tirare il collo a lavoratori che costretti dalla precarietà vengono obbligati a fare l'insieme delle mansioni ma pagate uno o due livelli iferiori)

Non è un caso che Bombassei (Confindustria) canti vittoria sul sole 24 ore vantando le ampie ed utili flessibilità ch il contratto ha introdotto, e non èun caso che Confindustria intenda ora utilizzare questo accordo per cerare di aumentare l'isolamento dei metalmeccanici e tentare di costringerli a bere la stessa minestra in cambio di pochi spiccioli.

Le parti relative alla flessibilità del lavoro e della prestazione riempiono almeno la metà dell'intesa siglata (come dire che alla fine è passata la piattaforma di Confindustria mentre quella a suo tempo presentata dai sindacati, già allora debole e contestatissima, sembra quasi essersi persa per strada). Una buona seconda metà dell'accodo è tutta ordinata invece sui tempi dell'inquadramento. Una questione questa, che al di là delle pompose soddisfazioni sindacali, è in realtà un puro e semplice recepimento nel testo contrattuale di quanto già la Telecom aveva pattuito a novembre in cambio dell'Ok sindacale sul suo piano industriale.

Un contratto quindi completamente condizionato dall'interesse di impresa che si conclude infine con quattro righe per sostanziare lo scambio tra tutta la flessibilità concessa e quattro spiccioli i aumento.

Il salario ottenuto è infatti cosa risibilissima rispetto alle necessità dei lavoratori ed è addirittura inferiore a quanto la tanto declamata concertazione sindacale si proponeva di ottenere in riferimento all patto del 23 luglio.

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Gli aumenti che dovevano coprire il divario inflattivo sul biennio precedente partono dal 1/01/2006 (producendo già così un enorme risparmio per le aziende in termini di montante retributivo).


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La Tantum di vacanza contrattuale (sul 2005), oltre ad essere misera, non va ad influire sugli istituti pensionistici e sul Tfr.

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L'aumento ponderato, a fronte di una richiesta di 103,6 euro prevista dalla piattaforma, si traduce in meno di 50 euro mensili, per il 4° livello, livello di massimo addensamento dei lavoratori delle TLC.. Per il 5° circa 55 euro a fronte di richieste di 115.

A questo punto la parola passa ai lavoratori ai quali deve essere data la possibilità di conoscere e discutere la proposta di accordo e di esprimere un loro giudizio vincolante attraverso il ricorso del referendum nei luoghi di lavoro. E' questa la prima richiesta da far emergere nei confronti dei sindacati confederali.

Per organizzare la battaglia in categoria e per sostenere il voto contrario all'accordo delegate e delegati Rsu del settore si stanno attivando per promuovere già nei primi giorni della prossima settimana una riunione nazionale (a Milano o Bologna) ................... seguiranno ulteriori informazioni

7 dicembre 2005

Il Coordinamento RSU

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