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(27 Novembre 2010) Enzo Apicella
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Saluto delle FARC-EP a tutti i popoli del mondo

(10 Gennaio 2006)

Da parte delle FARC-EP, organizzazione del popolo insorta in armi che oggi combatte il governo narco-fascista di Alvaro Uribe Vélez, fedele esponente degli interessi dell’ultradestra colombiana legati alla Casa Bianca, vi giunga un saluto rivoluzionario e bolivariano di fine anno, così come gli auguri per i vostri propositi per il 2006.

La soluzione dei gravi problemi che attraversano l’umanità non possono essere i bombardamenti indiscriminati, i mitragliamenti, le invasioni imperiali, i ricatti o le imposizioni leonine del Fondo Monetario Internazionale, che segue alla lettera le direttrici del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Così come nella nostra patria sono falliti il Plan Colombia, mostro neocoloniale diretto a ristabilire l’egemonia statunitense con la consustanziale spoliazione delle nostre risorse umane e naturali amazzoniche, ed il Plan Patriota, quale suo più recente componente militare, sta subendo la stessa sorte anche la fratricida invasione ai danni del popolo iracheno, e più presto che tardi le forze occupanti -capitanate da Washington e dai suoi alleati di guerra- saranno costretti ad abbandonare le fertili terre del Tigri e dell’Eufrate.

E’ altrettanto necessario salutare la giusta lotta del popolo palestinese per costruire uno stato libero e sovrano, l’indomabile rivoluzione cubana intenta a costruire il Socialismo e l’avanzata inarrestabile della rivoluzione bolivariana in Venezuela, paradigma per gli altri popoli del mondo che navigano tra la povertà e la miseria, acuite dall’applicazione del modello neoliberale.

Inaccettabile è la reclusione nelle prigioni dell’impero di quelli che osano, con coraggio ed orgoglio patriottico, inso rgere contro gli oppressori, o il loro trasporto su aerei-carcere noleggiati dalla CIA per torturarli e portarli in paesi i cui governi non hanno la benché minima dignità, con il pretesto della presunta lotta al narcotraffico ed al terrorismo.

Impossibile è non salutare i quartieri di Parigi, sommersi dalla povertà e dalla discriminazione razziale, che per tre settimane consecutive hanno espresso il loro malcontento mettendo in scacco il governo Chirac, smascherando ancor di più la fallacia del “sogno europeo”. Sfortunatamente, la risposta governativa ha portato più repressione, con la minaccia di deportare i rif ugiati che avessero partecipato alle proteste.

Salutiamo, inoltre, le organizzazioni presenti negli Stati Uniti, in particolar modo le madri ed i familiari delle migliaia di soldati mercenari morti o feriti che oggi mettono in discussione l’avventura coloniale di Gorge W. Bush in Iraq, la cui unica ragione di peso è quella di impossessarsi del petrolio con menzogne per giustificare la guerra.

Ancora una volta va il nostro saluto rivoluzionario e bolivariano a tutti quelli che, oltre le nostre frontiere, sono convinti della possibilità reale di costruire un nuovo ordine mondiale senza esclusi, in cui regni il rispetto per la sovranità delle nazioni e la conservazione dell’ecosistema, e soprattutto senza sfruttatori né sfruttati.

Contate sulla nostra sincera solidarietà, convinti che non saremo inferiori al lascito storico del Libertador Simón Bolívar e dei nostri martiri, come l’indimenticabile Comandante Jacobo Arenas.

Persisteremo nel tentativo di raggiungere la firma dello scambio di prigionieri di guerra in potere del governo e della nostra organizzazione insorta in armi, così come manteniamo un’inalterata disponibilità ad intavolare dialoghi, verso una pace duratura e definitiva, con un nuovo governo che esprima altrettanto. Il futuro della Colombia è di pace con equità e sviluppo.

Montagne della Colombia, dicembre 2005

Commissione Internazionale delle FARC-EP

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