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La Cittadinanza perduta

Facciamo Breccia 11 febbraio 2006 a Roma per rompere con la politica della mediazione che ingloba e annulla ogni istanza di autodeterminazione edi laicità

(22 Gennaio 2006)

E' di questi giorni l'approvazione da parte del Parlamento Europeo della Risoluzione contro l'omofobia . La Margherita si è astenuta.

Dal 1981 il Parlamento Europeo ha in più occasioni ribadito agli stati membri la necessità di non discriminare sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, approvando importanti Risoluzioni che hanno segnato positivamente il percorso di cittadinanza.

Nel 1981 la Risoluzione 756 invitava l'Organizzazione Mondiale della Sanità a depennare l'omosessualità dalla classificazione internazionale delle malattie. L'OMS la depennò il 1 gennaio 1993.
Nel 1984 la Risoluzione sulle discriminazioni sessuali sul luogo di lavoro (relatrice Vera Squarcialupi).
Nel 1994 la Risoluzione sulle parità di diritti per gli omosessuali nella comunità (relatrice Claudia Roth) .
Poi il trattato di Maastricht e di Amsterdam, la Carta dei Diritti Umani in Europa di Nizza che vedevano inserito una clausola antidiscriminatoria. Senza dimenticare la direttiva 2000/78 contro ogni forma di discrminazione sui posti di lavoro.

Oggi sono tentato di leggere questa sequenza di eventi importantissimi per la democrazia ed il riconoscimento delle cittadinanze come una carrellata di atti formali e dovuti che una istituzione come il Parlamento Europeo era ed è chiamato, per ragioni di politically correct, a fare.

Il Parlamento Europeo può permettersi di discutere e di votare diritti riconosciuti e affermati per gay, lesbiche e trans rimanendo però in una specie di limbo dorato dove commissioni su commissioni elaborano documenti, interventi, proposte e finanziamenti per progetti di non discriminazione da attuare nei paesi dell'Unione.
Calati però negli stati membri ,queste proposte, raccomandazioni, risoluzioni diventano optional e nell'italietta clerico-fascista argomenti da rigettare. (Verona insegna)

I diritti e la cittadinanza nel nostro paese, nelle nostre province, si trasformano, sublimano perdono ogni soggettività giuridica per lasciare lo spazio alla famiglia, alla religione, alla nazione, alla stanzialità.

Un'Europa che sempre più mira ad essere una fortezza economica e militare accetta ogni sorta di mediazione e discriminazione in cambio di una definizione sempre più forte di appartenenza, di sicurezza, di riconoscimento di radici comuni , magari cristiane, come garanzia di difesa da un qualsivoglia attacco esterno e disordine interno.
Questo patto ,tra poteri forti che sorreggono l'Unione Europea, punisce ogni diritto di cittadinanza che sfugge alla logica del controllo sociale e che si propone 'intrinsecamente disordinato e destabilizzante' , sia esso migrante, senza casa, senza reddito , gay, lesbica, transessuale , rom ...., lasciandolo in balia di un improbabile riconoscimento da parte degli stati membri sempre più nazionalisti e xenofobi. Una politica questa che crea sempre più marginalità, allontanando la cittadinanza dal cuore delle città e dal cuore della politica.

La Margherita in linea con i dettami vaticani non ha votato la recente risoluzione contro l'omofobia perchè le coppie gay lesbiche trans vengono equiparate alla famiglia tradizionale etero e procreatrice, la famiglia come cellula fondante dell'economia, della nazione, dell'ordine naturale, della cristianità, come modello economico culturale, sociale , religioso da privilegiare e difendere da chi vorrebbe autodeterminarsi e attraversare gli spazi liberamente.

La contrapposizione famiglia e pacs è fuorviante perchè sposta il livello del confronto sul terreno del 'chi se lo può permettere' scavalcando la vera e più profonda spaccatura data dal tentativo di chi intende fossilizzare la società precarizzandola e frantumandone le relazioni sociali, rinchiudendo le persone in orticelli prestabiliti e ben recintati e chi cerca in tutti i modi di non farsi 'barrare', di tenere collegate le lotte sociali, di scavalcare i recinti e attraversare i territori ridefinendo così, partendo da un se transgender migrante e precario il concetto di cittadinanza.

La cittadinanza come i diritti umani stanno diventando un museo dei ricordi da insegnare a scuola tra un ora di religione e una presentazione dell'esercito.
Stanno bene con tutto e val sempre la pena di esibirli tra mille contraddizioni nelle amministrazioni locali, tra uno sgombero di rom , l'eliminazione delle panchine, un rosario davanti ai consultori e perchè no con l'avvallo di una amministrazione legalitaria di centrosinistra....

La cittadinanza è diventata un privilegio sorretta da una moltitudine di marginalità.
Su questa contraddizione si muove Facciamo Breccia e intende l'11 febbraio 2006 portare a Roma una molteplicità e perchè no una moltitudine di soggetti che chiedono laicità e autodeterminazione.

Roberto Aere

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