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Amianto, l'Inail contro gli operai

(26 Gennaio 2006)

Questa mattina più di un centinaio di lavoratori della ex Breda Fucine di Sesto S.Giovanni hanno protestato contro l'INAIL di Milano Sabaudia, bloccando la via e occupando l'atrio dell'Istituto. Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dai direttori dell'INAIL di Milano Sabaudia e di Sesto S.Giovanni e da alcuni funzionari, che hanno accettato di aprire un tavolo di confronto davanti alle proteste degli operai. I lavoratori si incontreranno con i funzionari dell'INAIL tra un mese per fare il punto della situazione, dopo aver ribadito che comunque andranno avanti con la presentazione di nuove cause legali per il riconoscimento dei benefici pensionistici spettanti agli esposti all'amianto, che l' INAIL ha finora negato.

Dopo aver lavorato decine di anni alla Breda Fucine di Sesto S.Giovanni esposti a sostanze cancerogene e nocive (cromo, nichel, e soprattutto amianto), molti dei nostri compagni di lavoro sono morti per mesotelioma pleurico e altri tumori provocati da questa sostanza (sono 75 i nostri compagni di lavoro morti finora accertati).

Altre decine di noi si sono ammalati e ad altri purtroppo si ammaleranno in futuro perché l'amianto è un cancerogeno che colpisce anche dopo 20, 30 e anche 40 anni.

La legge 257 del 1992, oltre a mettere fuori legge l'amianto, riconosceva agli operai esposti il diritto di ricevere dei "benefici" pensionistici data la loro ridotta aspettativa di vita per essere stati in contatto col pericoloso minerale cancerogeno.

Numerose ispezioni dell'allora Servizio di Medicina del Lavoro (SMAL) effettuate alla Breda negli anni dal 1974 al 1988 documentano l'uso massiccio dell'amianto.

Nonostante i morti e i malati, l'INAIL si è sempre rifiutata di riconoscere non solo i benefici pensionistici dovuti ai lavoratori della Breda Fucine esposti ma neppure le malattie professionali causate dall' amianto, schierandosi di fatto dalla parte dei padroni che in questi anni - pur essendo a conoscenza della pericolosità di questo materiale - hanno accumulato enormi profitti sulla pelle dei lavoratori, oltre a tutto evadendo il pagamento dei contributi dovuti per l'asbesto. Contro questo atteggiamento filo-padronale abbiamo intentato 7 cause per 37 lavoratori: nelle prime 3 cause giunte a conclusione i giudici hanno dato pienamente ragione ai lavoratori riconoscendo che l'amianto c'era, che era presente nei reparti della fabbrica in modo massiccio e che tutti gli operai di quei reparti erano stati esposti al cancerogeno. Persino il nuovo padrone che ha acquistato quanto restava della Breda Fucine (il reparto Forgia e Trattamento Termico, oggi Metacam) ha riconosciuto, in una lettera diretta all'INAIL, la presenza dell'amianto nei capannoni della fabbrica. l'A.S.L. di Sesto S.Giovanni ha fatto interrompere i lavori di smantellamento di alcuni reparti - sequestrando l'area per alcuni giorni - per la massiccia presenza di manufatti di amianto.

L'lINAIL - invece di prenderne atto - ha continuato a fare come le tre scimmiette: non vede, non sente, non parla ... Ecco perché, nonostante l 'apertura del tavolo di confronto, la nostra lotta continua.

Sesto S.Giovanni, 25 gennaio 2006
Per info:. cell. 335.7850799

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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