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Fermiamo la Nato! Fermiamo la guerra!

Mobilitazione per il 10 febbraio a Taormina

(4 Febbraio 2006)

Il 9 e 10 febbraio, Taormina ospiterà il vertice dei ministri della difesa della Nato. Come già accaduto 12 anni fa, sempre nella stessa città siciliana, il meeting rappresenterà un nuovo punto di svolta per le strategie politico-militari dell'Alleanza Atlantica. Quella volta fu varato un piano di ammodernamento dei sistemi nucleari; stavolta i 26 paesi membri discuteranno la proposta del ministro messinese Antonio Martino (teorico del neoliberismo, in linea con l'establishment USA) di ammettere Israele nella Nato.
Un'opzione, giustificata con la recente vittoria elettorale di Hamas, che avrà conseguenze gravissime nell'area mediterranea e che allontanerà qualsiasi soluzione del conflitto israelo-palestinese.
"In questo modo", ha del resto spiegato lo stesso Martino, "un'eventuale aggressione ad Israele, sarebbe un attacco contro tutta la Nato".
Il potenziale aggressore? "L'Iran", ha chiarito il ministro, "il cui presidente ha detto che il suo obiettivo è quello di cancellare lo Stato di Israele".
Gli Stati Uniti e la Nato, cioè, si preparano alla terza guerra preventiva del XXI secolo, ancora una volta in Medio oriente, potenziando i dispositivi di morte, prima fra tutte la base militare di Sigonella, alle porte di Catania, dove un'impresa della Lega delle cooperative8 la C.M.C.) sta eseguendo lavori infrastrutturali per oltre 100 milioni di Euro.

Con l'allargamento a buona parte dell'est Europa, l'Alleanza atlantica ha anche assunto il ruolo di polizia dei gruppi di potere transnazionale che puntano al controllo delle risorse economiche e naturali dell'ex blocco sovietico.
A Taormina, in quest'ottica, sarà anche presente il ministro della difesa della Russia.
Ci saranno poi delegazioni di 7 Paesi mediterranei: Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Mauritania, Marocco e Tunisia.
È notorio il loro ruolo di gendarme atlantico contro gli Stati e dei movimenti non allineati con le scelte neoliberiste delle potenze imperialiste, come il loro carattere repressivo dei diritti umani e politici.
Meno noto il fatto è che la Nato guarda a questi Paesi del "Dialogo Mediterraneo" per la crociata contro le migrazioni di milioni di diseredati che da Africa e Asia tentano di giungere in Europa.
E' nei deserti di questi Stati che USA e alleati vogliono creare i nuovi campi di detenzione per immigrati e "nemici": altre nuove Guantanamo mediterranee.

In preparazione della giornata internazionale contro la guerra e le occupazioni il prossimo 18 marzo, a 3 anni dalla guerra Usa contro l'Iraq, facciamo appello alla mobilitazione contro il vertice del 9/10 febbraio a Taormina dei ministri della difesa dei paesi Nato, a sostegno delle loro politiche di guerra e razzismo, che insanguinano sempre più il Medioriente ed il Mediterraneo.

- Contro la proposta di ingresso di Israele nella Nato e per lo scioglimento dell'Alleanza Atlantica

- Per l'immediato ed incondizionato ritiro di tutte le truppe dall'Iraq

- Per la fine dell'occupazione israeliana dei territori palestinesi e per la creazione di uno stato palestinese indipendente

- Per la smilitarizzazione e denuclearizzazione della Sicilia e del Mediterraneo e per la riconversione per uso civile della base di Sigonella

- Per il sostegno di tutti i popoli (primi fra tutti quello iracheno e palestinese) alle lotte per la loro autodeterminazione

LA SICILIA NON E' ZONA DI GUERRA, VIA LE BASI NATO DALLA NOSTRA TERRA

10 FEBBRAIO mobilitazione contro il vertice NATO a Taormina (concentramento alle ore 14 alla stazione di Catania ed alle 15,30 alla stazione di Giardini)

Info-adesioni:alfteresa@libero.it (entro le 20 del 3/2) / 3803266160

promotori: Attac-Catania, CpoExperia, Giovani Comunisti, Collettivo Spedalieri, Collettivo Autonomo Studentesco,..

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