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Fiat Alfa Romeo di Pomigliano: una sparuta minoranza di 6000 operai

(17 Febbraio 2006)

“SONO UNA FARSA I REFERENDUM SUL CONTRATTO COMINCIATI STAMATTINA IN FABBRICA” DICHIARA LO SLAI COBAS CHE INOLTRE PREANNUNCIA UNA QUERELA IN PROCURA CONTRO IL SEGRETARIO GENERALE DELLA FIOM-CAMPANA MAURIZIO MASCOLI

Polemiche e tensione alle stelle oggi in fabbrica dopo le forti proteste dei lavoratori della Fiat Alfa Romeo e delle collegate aziende terziarizzate e di servizio operanti all’interno del perimetro della fabbrica che in 6.000, in entrambe le assemblee generali del primo e del secondo turno di ieri, hanno “rispedito al mittente” la recente intesa di “ miseria e flessibilità ” sul contratto nazionale dei metalmeccanici siglata tra Federmeccanica e FIM-FIOM-UILM. C’è voluto un video, girato dagli stessi lavoratori della fabbrica e poi portato alle agenzie di informazione per documentare, “con prove alla mano”, la rivolta dei lavoratori di un’intera fabbrica.

Di lavoratori oggi in prevalenza giovani e giovanissimi, e perlopiù precari, che già non ne possono più di essere relegati al ruolo di servi della gleba da parte delle baronie sindacali confederali. Con queste ultime che traggono (per mancanza di leggi in materia) i loro poteri di rappresentanza dal riconoscimento datoriale attraverso la firma dei contratti truffa”. Dal filmato, girato in fabbrica dagli operai della Fiat, il dato che emerge in modo inequivocabile è che nelle assemblee generali di ieri l’unica esigua minoranza era rappresentata dai burocrati sindacali di FIM-FIOM-UILM-FISMIC.

Non a caso la protesta è nata dopo che questi ultimi hanno rifiutato di dare la parola ai lavoratori che volevano presentare e mettere ai voti in assemblea, alla luce del sole e per alzata di mano (per evitare brogli referendari) l’intesa contrattuale, un’intesa tra l’altro non condivisa DA TUTTI i lavoratori della più grossa fabbrica del sud.

…”Non è la prima volta che i sindacati confederali “truccano le schede e manipolano i referendum. Infatti questi referendum sono ‘autocertificati” e gestititi - senza dar conto a nessun obbligo di legge - da quelle stessi parti sindacali che, avendo già sottoscritto gli accordi, hanno interesse a determinarne l’approvazione”. SAREBBE ORA DI AVERE ANCHE IN ITALIA UNA LEGGE CHE PONGA FINE AL MONOPOLIO DELLA RAPPRESENTANZA SINDACALE CONFERITO DALLE ORGANIZZAZIONI IMPRENDITORIALI A CGIL-CISL-UIL TRAMITE LA STIPULA DEI CONTRATTI- BIDONE.

Intanto lo Slai Cobas annuncia che sporgerà una formale querela in Tribunale contro il segretario generale della Fiom Campana che ha definito sulla stampa “squadraccia fascista” la protesta di massa dei lavoratori di ieri, e gravemente ingiuriato lo Slai Cobas.

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 15/2/2006

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