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Cgil, al via oggi il XV° congresso: per un nuovo progetto del paese

Da oggi a Rimini e per quattro giorni l’assise nazionale, apre Epifani. La Costituzione al primo punto, poi autonomia, contratti e tesi alternative. Passando per la pace

(1 Marzo 2006)

Come intende riprogettare il paese la Cgil? Chi avrà la pazienza di ascoltare tutti e quattro i giorni del quindicesimo congresso della Cgil in programma a Rimini da oggi fino a sabato potrà farsene una idea. L’intervento del segretario generale Guglielmo Epifani è previsto intorno a metà mattinata, dopo i saluti e gli adempimenti di rito. Il leader del centrosinistra, Romano Prodi, parlerà venerdì a chiusura dei lavori della mattinata.

Al primo punto del progetto della Cgil per il paese c’è la Costituzione, ampiamente rappresentata nel programma dei lavori di Rimini. E per il resto basta scorrere le dieci tesi del documento unico. Ma i temi veri del congresso saranno anche altri: dal “modello tessili”, avanzato dal Corriere della Sera, alle “tesi alternative”, e la loro corrispondenza con le rispettive percentuali dei delegati, dal “patto dei 12” al “patto fiscale”. Liberazione ha cercato di fare una illustrazione sintetica e assolutamente non esaustiva dei principali temi in campo nel dibattito tra le varie anime della Cgil.


Autonomia. Dopo l’esperienza dei governi di centrosinistra è tornato di attualità il tema dell’autonomia, dagli esecutivi e dai partiti. Il passaggio, contenuto nel preambolo alle dieci tesi non è di poco conto. Grazie all’autonomia, il più grande sindacato italiano dovrebbe essere in grado «di misurarsi per intero con la grande sfida culturale, istituzionale, politica e sociale che è aperta nel paese: costruire nei fatti, declinandola per intero, la centralità del valore del lavoro e dei diritti». Nel confronto interno, la Fiom ha sempre preferito usare la parola “indipendenza” dalla politica, in quanto più precisa e più impegnativa per il quadro programmatico futuro.

Contratti. Sul modello contrattuale c’è l’attenzione maggiore non solo da parte di Cisl e Uil ma anche di Confindustria. Nel documento di maggioranza si riafferma la centralità del contratto nazionale e si respingono le ipotesi di “federalismo contrattuale”. L’ipotesi di aumento dei salari reali viene ignorata, mentre si parla di adeguamento delle retribuzioni all’inflazione. Dai vari discorsi fatti da Epifani fino ad oggi si capisce che sarà la leva fiscale il principale strumento del riequilibrio dei redditi. Per Rinaldini, invece, «il potere d’acquisto, la situazione economica, quote di produttività e la distribuzione della ricchezza devono essere i criteri di riferimento del contratto nazionale».

Democrazia. Rappresenta sicuramente il tema più “emendato” di questo congresso. Sono ben due le tesi alternative presentate (più una serie di emendamenti), oltre a quella del documento unico primo firmatario Guglielmo Epifani. Il nodo è attorno all’esigibilità o meno del referendum in tutte le fasi degli accordi, dalla piattaforma alla firma finale. Nella tesi 9 (Epifani) se ne fa menzione come estrema ratio e senza specificarne l’esigibilità. La tesi presentata da Patta ne parla vincolandola alla richiesta di una «quota di lavoratori» non meglio indicata. Nella tesi presentata da Rinaldini il referendum è un passaggio obbligatorio del percorso.

Pace. Insieme al “rapporto con i movimenti” è la vera novità della Cgil modello Epifani, con posizioni coraggiose sul ritiro dei soldati italiani.

Patto fiscale. Sarà il cavallo di battaglia di Epifani nel confronto con Prodi. Il fisco come terreno in cui riequilibrare il costo del lavoro, e rimettere le cose a posto per quanto riguarda le rendite.

Tessili. Il Corriere della Sera, e il giuslavorista Pietro Ichino, da lunedì scorso sono entrati in campo opzionando il “modello tessili” come il migliore dei sindacati possibile, sulla base di una assoluta moderazione salariale, e in chiave anti-Fiom.

Tesi alternative. Nel corso delle assemblee nei luoghi di lavoro le tesi di Rinaldini hanno ricevuto il 14, 51% (9b) e il 15, 36% (8a). Patta ha ottenuto il 10, 6%. Non è stato possibile sapere la percentuali dei voti nelle varie categoriei.

Fabio Sebastiani (Liberazione 1 Marzo 2006)

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