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Difendere l’indipendenza della Cgil dal centrosinistra confindustriale

(2 Marzo 2006)

La relazione di Guglielmo Epifani e lo sviluppo del congresso della Cgil indicano un rischio grave per il movimento operaio e sindacale nella prossima fase che si aprirà con il probabile successo del centrosinistra alle prossime elezioni politiche.

Si è voluto realizzare il 15 congresso della confederazione prima del voto esattamente per evitare una discussione libera e democratica tra gli iscritti e i lavoratori sui rapporti tra il movimento sindacale e la politica del nuovo governo.

Ed oggi, invece, la relazione di Epifani si subordina, addirittura per 3000 giorni, ad una prospettiva di affiancamento del centrosinistra. Questo a prescindere dal contenuto reale del suo programma su cui assurdamente Epifani sceglie l’ambiguità totale affermando che “non è qui il momento di indicare ciò che approviamo e ciò che secondo noi manca” ( quindi nulla su ciò che non approviamo) in tale programma.

Le modeste “preghiere” sul patto fiscale e sulla richiesta che la riduzione del “cuneo fiscale” non vada totalmente a vantaggio dei profitti non eliminano ma sottolineano il carattere di subordinazione del progetto della maggioranza della confederazione.

E’ in parallelo con questa il rilancio di una politica di concertazione con la cosiddetta nuova confidustria di Luca di Montezemolo. L’intreccio è evidente esattamente perchè il centro dell’Unione ( Udeur, Margherita e maggioranza DS) di quella “nuova Confindustria” è rappresentanza politica.

Non ha caso la linea epifaniana ha ricevuto il plauso di Fassino e D’Alema , nonche del segretario del PRC Fausto Bertinotti, quest’ultimo in una deriva trasformista e governista sempre più palese.

E’ a rischio l’indipendenza della CGIL e gli interessi dei lavoratori, rispetto ai quali la Cgil rischia di ripetere la sciagurata politica degli anni ’90, quando ne liquidò grandi conquiste (dalla scala mobile alle pensioni, al lavoro a tempo indeterminato) in nome del fiancheggiamento dei governi di centrosinistra.

La lotta per l’indipendenza del movimento sindacale e della CGIL dal centrosinistra confindustriale deve quindi diventare l’asse di raggruppamento della sinistra sindacale nella confederazione.

I militanti di progetto comunista nella CGIL si impegnano in questa prospettiva e nella battaglia per sviluppare una vertenza generale del mondo del lavoro contro padronato e governo (quale esso sia) intorno alle rivendicazioni fondamentali del mondo del lavoro: il recupero salariale, l’abolizione delle varie forme di precarietà, il salario ai disoccupati, la riduzione reale dell’orario di lavoro.

(2 MARZO 2006)

Marco Ferrando, portavoce nazionale
Franco Grisolia, responsabile Sindacale
PROGETTO COMUNISTA-SINISTRA DEL PRC

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