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La Gioventù Comunista Ceca e il revanscismo reazionario

Intervista a Radim Gonda, vice–presidente e responsabile esteri dell’Unione della Gioventù Comunista Ceca (KSM)

(13 Marzo 2006)

intervista fatta dal compagno gc P. Carta del circolo Togliatti di Cagliari , pubblicata dall'ERNESTO del 08/03/2006

Praga - In un elegante palazzo in stile neoclassico in via della Politica, sede centrale del KSCM (Komunisticka Strana Cecha a Moravy - Partito Comunista di Boemia e Moravia), il clima è teso. A pochi passi dalla trafficatissima Piazza Venceslao, fino a poche settimane fa affollata di turisti, si respira un’aria quasi surreale. Solo la calorosa accoglienza dei compagni stempera la tensione, mentre attraversiamo i lunghi corridoi che conducono a un ufficio, in cui a fatica trovano posto i divani circondati da bandiere, striscioni e pile di documenti. È qui che, dopo pochi minuti di attesa, incontro Milan Krajca e Radim Gonda, rispettivamente Presidente e vice-Presidente dell’Unione della Gioventù Comunista Ceca (Komunisticky Svaz Mladeze - KSM), la cui reazione fa trasparire un piacevole stupore. Nonostante gli ostacoli e la difficoltà di reperire spazi e visibilità sui mass-media, l’associazione giovanile del Parito Comunista riceve copiosi attestati di stima e solidarietà.

Sono passati pochi mesi dall’arrivo della lettera con cui il Ministero dell’Interno minaccia lo scioglimento di una delle più radicate e capillari strutture giovanili del panorama politico ceco, legata a uno dei Partiti Comunisti più forti d’Europa (dal punto di vista elettorale sfiora il venti percento), sulla base di motivazioni futili ed inconsistenti.
Tutto questo non può essere considerato una coincidenza: tra pochi mesi ci saranno le elezioni politiche e tutti i sondaggi danno per certa una forte avanzata al KSCM. A questo si aggiunge il fatto che il Partito Socialdemocratico ha preferito, dopo l’ultima tornata elettorale, sostenere una maggioranza di centro-destra e un governo in cui figurano elementi provenienti dalle più bieche retrovie reazionarie. La prossima tornata elettorale si preannuncia, quindi, molto delicata. Sopratutto tenuto conto del fatto che la situazione sociale è caratterizzata dal fatto che gli indici di qualità della vita mostrano segni negativi, così come quelli relativi alle condizioni dei lavoratori, garanzie di equità sociale, prospettive dei più giovani, precarizzazione e sfruttamento, salari e pensioni, fino ad arrivare ai laconici ma espressivi indici di natalità (in picchiata) e mortalità.

Lontano dai poli di attrazione turistica la situazione è più grave – tengono a precisare dei compagni provenienti dalla Moravia – perché lo smantellamento dello stato sociale non è stato seguito da alcuna forma di protezione e assistenza per le fasce più deboli.
Si tratta, in molti casi, di campi in cui si è voluto recepire norme europee indirizzate alla protezione di interessi monopolistici e del capitale finanziario, senza considerazione alcuna delle popolazioni locali, ma solo in favore del profitto capitalista.
E non occorre certo un politilogo di lungo corso per inquadrare l’attacco alla Gioventù Comunista Ceca in un contesto molto più ampio -europeo appunto- ricco di precedenti. È il caso delle Repubbliche Baltiche, i cui Parlamenti hanno approvato leggi con cui Nazismo e Comunismo vengono considerate ideologie equipollenti. E su questa stessa strada si è inserita l’iniziativa del Parlamento ceco. Un preludio piuttosto esplicito a quanto sta accadendo ora, sull’onda di un processo maccartista che vorrebbe sul banco degli imputati chi lotta per un effettivo progresso sociale e che si è concretizzata nella proposta illustrata da Goran Lindblad del Partito Popolare Europeo, intitolata: “Sulla necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi totalitari comunisti”, nella quale, in sostanza, il comunismo viene equiparato ai regimi nazista e franchista. Una semplicistica quanto inaccettabile equiparazione, del tutto strumentale ed antistorica, tra lotta di classe e crimini, che ha il chiaro obiettivo di delegittimare e criminalizzare il Movimento dei Lavoratori, le loro aspirazioni a un concreto cambiamento sociale, economico e politico di cui l’idea comunista è parte integrante.

Radim Gonda si fa serio mentre, informalmente, discutiamo di questi temi, mostrando solo a tratti qualche cenno di disapprovazione, quando gli chiedo qualche informazione sulle ultime manifestazioni di piazza che hanno visto risorgere formazioni di stampo neofascista, nonché episodi di squadrismo. È sempre lui, in qualità di Responsabile Esteri della KSM, a rispondere in tono chiaro e pacato, alle mie domande.

Radim, possiamo riepilogare i fatti?

Nel Novembre del 2005 il Ministero dell’Interno della Repubblica Ceca ha inviato all’Unione della Gioventù Comunista Ceca una lettera con cui si preannunciava la messa fuorilegge dell’associazione, sulla base delle seguenti argomentazioni inconsistenti.
Si accusa la KSM di interferire nell’area di attività riservata ai partiti politici. E questa motivazione è assolutamente priva di fondamento. L’unico appiglio legale che segna una linea di confine tra la sfera di attività e le associazioni civiche (tra le quali la KSM) si trova nella legge elettorale, la quale dice che solo i partiti politici possono prender parte alle elezioni politiche e competere per conseguire seggi in Parlamento. Ma la KSM non prende parte alle elezioni in qualità di soggetto politico. Sembra quasi che al Ministero dell’Interno nessuno conosca la legge che si vorrebbe far rispettare.
L’attacco contro la KSM è ovviamente politicamente motivato. Nessuna delle altre associazioni civiche connesse ai partiti ha ricevuto attacchi, come per esempio i Giovani Conservatori, i Giovani Socialdemocratici, o l’Associazione dei Giovani Cristiano-democratici. Hanno attaccato solo la Gioventù Comunista: e questo è un chiaro tentativo di limitare i più basilari diritti civili e le libertà di tutte quelle associazioni che saranno considerate pericolose, o sgradite, al governo. Sulla base dello stesso pretesto potrebbero essere dichiarate illegali associazioni ambientaliste, o quelle degli Inquilini...
L’altra motivazione addotta e sulla base della quale chiedono la nostra messa fuori legge è apertamente ideologica, politica. Il nostro programma politico recita: “la KSM lavora per un superamento rivoluzionario del capitalismo, per la costruzione di una democrazia socialista –abolizione della proprietà privata e sostituzione con la proprietà sociale, pubblica– e per la creazione del Socialismo come primo passo per la creazione, in prospettiva, della società comunista. La KSM non crede che il capitalismo possa essere riformato, ma lotta per un rovesciamento rivoluzionario da parte delle classi lavoratrici”. Gli uffici del Ministero hanno utilizzato altre citazioni simili, tratte dal nostro giornale Mlada Pravda (Pravda giovanile) dicendo che sono affermazioni illegali. Il Ministero, inoltre, non accetta che divulghiamo alcuni documenti con lo scopo di formazione politica. Per dimostrare quanto possa essere ridicolo l’attacco, cito testualmente dalla lettera inviataci: “per quanto riguarda le citazioni di Marx, Engels, Lenin (si può vedere il banner sul sito della KSM), non possiamo che rilevare che l’approccio alla dottrina marxista-leninista non è neutrale, e non è mirata alla semplice divulgazione di documenti storici, ma è coscientemente promossa, così come è palesemente espresso nel programma politico della KSM”. Si cerca quindi di costringere la KSM a rinunciare al suo programma politico, alla sua identità comunista, ai suoi obiettivi ed alle sue basi teoriche su Marx, Engels e Lenin, cioè al marxismo in generale.

Come replicherà la KSM a questi attacchi?

Replicheremo affermando ancora una volta i nostri principi: vogliamo il socialismo, vogliamo abbattere il capitalismo e vogliamo che a raggiungere questo obiettivo siano le masse dei lavoratori. Ed ovviamente continueremo a diffondere gratuitamente i classici del marxismo sulla nostra pagina web.
L’attacco alla KSM è un attacco all’intero Partito Comunista di Boemia e Moravia, uno dei Partiti Comunisti più forti d’Europa, ed è parte integrante di un progetto più ampio, di una campagna anticomunista di lunga lena che è cresciuta, per intensità, lo scorso anno.
Una prima e concreta realizzazione è stata, per esempio, una petizione intitolata: “Cancelliamo i comunisti”, proposta anche come disegno di legge dai senatori di destra Mejstrik e Stetina, in cui si criminalizzava l’ideologia comunista, il movimento dei lavoratori e la stessa parola “comunista”. Questa proposta equiparava il comunismo e il fascismo. Ora deve essere discussa dalla Camera dei Deputati del Parlamento della Repubblica Ceca. Anche una cosiddetta organizzazione umanitaria People in Need–Czech Republic è stata coinvolta in questa campagna anti-comunista. Questa organizzazione ha portato avanti una forte campagna anti-comunista nella scuola pubblica elementare e superiore. Ed ancora, il codice penale, recentemente riformato, configura tra i reati l’approvazione o il diniego dei crimini nazisti, e di quelli definiti “comunisti”.

Sarete sicuramente informati della risoluzione del Consiglio d`Europa. Avete preso delle posizioni in merito? Pensate che un coordinamento sovranazionale sarebbe una contromisura efficace?


Quello è stato solo l’ultimo passaggio, in ordine cronologico. Una settimana fa ho partecipato a Bruxelles a una conferenza di Partiti Comunisti e Partiti del Lavoro, organizzata dal Partito Belga dei Lavoratori, incentrata su questo tema.
La risoluzione anticomunista del Consiglio d’Europa, non è che un atto reazionario, e per fortuna non ha raggiunto il quorum necessario per essere approvata, sarebbe stato un grave danno per il popolo. La caccia alle streghe non riguarda solo i comunisti, ma l’intera società, dal momento che si tratta di un tentativo di criminalizzare le battaglie sociali e, nello specifico, il conflitto sociale. Si vogliono erodere le più elementari regole ed i diritti democratici. La necessità primaria è quella di resistere a questa campagna e di mobilitare tutte le nostre forze per una resistenza democratica e popolare, dal momento che queste non sono che avvisaglie di un tentativo di legittimare a posteriori quanto di anticomunista è stato fatto e, preventivamente, quanto verrà fatto in futuro.
Per quanto riguarda la risposta a questi atti, è già partita una campagna di solidarietà alla KSM con messaggi di stima e solidarietà in tutto il mondo. Grande è l’impegno dei compagni greci che stanno coordinando la campagna di solidarietà e che hanno organizzato una enorme manifestazione di protesta ad Atene, a cui abbiamo partecipato.

Ci sono state prese di posizione ufficiali del Partito della Sinistra Europea?

Ho partecipato personalmente, in qualità di osservatore, alla riunione del Comitato Direttivo del PSE, tenutasi a Berlino alcune settimane fa. Io ho soltanto richiamato l’attenzione dei compagni sulla situazione corrente ed ho fatto una proposta di risoluzione ufficiale. A questa è seguita una proposta dei compagni della PDS, meno incisiva e netta di quanto non fosse quella da me proposta, ma alla fine tutto si è risolto in un nulla di fatto.

Come avete risposto al Ministero?

La KSM ha inviato una lettera al Ministero nella quale si respingono le accuse e chiediamo di chiarire specificamente cosa ci viene richiesto. In ogni caso abbiamo chiesto di posticipare qualsiasi decisione, anche perché non è possibile discutere in tempi cosi brevi coinvolgendo tutti i compagni. Il periodo previsto per i negoziati è stato esteso fino al 3 Marzo ma gli uffici si sono rifiutati di fornire ulteriori chiarimenti in merito alle ragioni e alle richieste alla base dell’attacco. Di recente il Ministro dell’Interno ha telefonato al capogruppo della Camera dei Deputati del KSCM, spiegando che sarebbe stato opportuno iniziare una serie di incontri con i rappresentanti della KSM. Questa era stata proprio una delle nostre prime proposte. Abbiamo quindi contattato la Direttrice del Dipartimento che si occupa delle elezioni e delle associazioni, ma la risposta è stata che non risultava alcuna telefonata. Uno strano gioco delle parti, vero? Nel frattempo, la data per un primo incontro è stata fissata, l’accordo prevede anche la presenza del vice presidente del KSCM, il compagno Exner.
La lotta per l’esistenza legale della KSM, in ogni caso, è forte. Noi vogliamo che l’organizzazione resti legale e prendiamo parte a qualsiasi iniziativa contro la campagna anticomunista in atto, ma siamo pronti a qualsiasi situazione, non smetteremo mai di lottare.

Qual è stata la risposta della società civile nella Repubblica Ceca ed in Europa?

Nella Repubblica Ceca abbiamo presentato una petizione e raccogliamo le firme dei cittadini. Fino adesso ne abbiamo raccolto diverse migliaia. Ma quello che conta è la dimensione internazionale del problema ed incredibilmente ampio è stato il sostegno delle associazioni giovanili, civiche, dei Partiti e dei singoli che hanno espresso il loro sostegno alla KSM, indirizzando le proteste contro le ambasciate e i consolati della Repubblica Ceca in diversi Paesi. Abbiamo saputo che questi hanno inviato a Praga, al Ministero degli Affari Esteri, dei rapporti sulle manifestazioni di solidarietà organizzate dai compagni. Tutto questo è fondamentale ed offre lo spunto per un’altra riflessione: le forze democratiche, e specialmente quelle comuniste, hanno dimostrato che la solidarietà internazionalista è uno dei più efficaci strumenti a loro disposizione.
Per questo un forte ringraziamento va a quanti, nel proprio Paese, hanno urlato la loro indignazione per la campagna che ci colpisce e portato il loro sostegno alla nostra lotta.
Per noi ha grande, grandissima importanza. Grazie compagni.

di Piergiorgio Carta

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