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Gli ex alunni della scuola Diaz

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(15 Novembre 2012) Enzo Apicella
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Carcere e isolamento: rompiamo il muro di silenzio!

Manifestazione a Parma il 25 marzo

(14 Marzo 2006)

Carcere di via Burla

Nel carcere di Parma vige la “massima sicurezza” per la presenza di una sezione in cui ci sono all’incirca 70 persone sottoposte al 41bis.
In realtà il regime di massima sicurezza si estende a tutti i detenuti del carcere di via Burla: in molti ci hanno detto che in altre galere non è così pesante come a Parma.
Questo significa per tutti 21 ore chiusi in cella, censure alla posta e ai pacchi, attività ricreative col contagocce, “domandine” senza risposta, sezioni punitive (come la 1B), oltre al “normale” corso della vita penitenziaria fatta di precaria o inesistente assistenza medica, scadente qualità del vitto e prezzi altissimi dello spaccio, mancanze nei servizi essenziali come l’acqua calda o magazzino degli effetti personali.
Da settembre a dicembre sono morte 5 persone, appena dopo la visita al carcere di via Burla del presidente della commissione Giustizia al Senato che, facendo anche dell’ironia, ha dichiarato che nel carcere è tutto a posto e che il problema del sovraffollamento è inesistente.
Per il direttore del carcere Di Gregorio sono episodi normali che accadono sia fuori che dentro; peccato però che a Parma succedano un po’ troppo spesso, come denunciamo già dal 2001, quando la notizia di una serie di morti a catena ci arrivò dalle lettere dei detenuti.

41bis e isolamento

Il regime di 41bis per noi rappresenta la prova di come lo stato di diritto in realtà voglia dire annientamento, distruzione di un essere umano, omicidio quotidiano compiuto giorno per giorno attraverso l’ isolamento e continue restrizioni.
Per la prima volta nel nostro paese questo regime è stato imposto a dei prigionieri comunisti, tra i quali anche Marco Mezzasalma, rinchiuso nel carcere di via Burla.
Questa applicazione è da considerarsi come apripista in vista di una sua estensione a quelle aree del movimento non recuperabili all’interno di logiche di compatibilità, come sta già accadendo per i compagni anarchici colpiti dalla repressione.

Differenziazione

L’apparato politico tende sempre più verso la creazione di un sistema carcerario differenziato e la regolazione della vita carceraria attraverso l’ aumento di logiche premiali.
Stiamo già assistendo non solo all’ accrescersi della differenziazione del trattamento all’interno del carcere, ma anche alla creazione di strutture carcerarie ad hoc per diverse tipologie di detenuti di cui l’Emilia Romagna ne è un laboratorio, grazie al carcere per tossicodipendenti di Castelfranco, l’ ospedale psichiatrico di Reggio Emilia e i vari Cpt –lager- per i immigrati presenti nella regione.

Repressione

Il contesto politico e sociale in cui tutto ciò accade è il contesto della “guerra infinita” e dell’inasprimento della repressione.
La guerra, che ha il suo fronte esterno in Iraq, ha anche un suo fronte interno in cui vengono applicate legislazioni d’emergenza antiterrorismo e si inaspriscono i reati associativi, tutte manovre tese in primo luogo ad ostacolare chi lotta nel proprio paese, chi si oppone allo sfruttamento, alla guerra, chi esprime solidarietà alle lotte dei popoli oppressi dall’ imperialismo.

Solidarietà

In molte parti d’Italia si intensificano le forme di lotta contro il carcere, isolamento ed i cpt.
In solidarietà a Marco e a tutti i detenuti, abbiamo pensato un corteo che passerà in via Burla, per cercare di rompere il muro di silenzio creato attorno al carcere e ai prigionieri.

No all’isolamento, no al 41bis!

SABATO 25 MARZO CORTEO
Partenza da p.le Allende Ore 15.00 – Parma


Per info:
no41bis_parma@virgilio.it
Tel: 3298648057-3203469192

Fonte

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