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(23 Febbraio 2010) Enzo Apicella
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“La Svolta delle Svolte”

dove finisce rifondazione comunista, ultimo baluardo della Sinistra di Classe in Italia

(21 Marzo 2006)

Era nell’aria ma così a venti giorni delle elezioni non se l’aspettava proprio nessuno. Non c’è più strategia politica, per mancanza evidente di intelligenza, cognizione di fase e senso della posizione che dettino una naturale chiusura ermetica agli attacchi esterni e interni. Mancanza letale per noi comunisti e per un partito che si dica effettivamente tale. Sicuramente frutto di cattive valutazioni e deficit politico di chi è chiamato alla guida e all’organizzazione di un Partito.

E’ chiaro a tutti i comunisti insomma che la vittima sacrificale di questa nuova fase di compromesso storico dalla parvenza anti-berlusconiana (entrata nel senso comune di tutti noi e guai a metterla in discussione pena l’emarginazione politica e sociale) ma con una precisa connotazione di rilancio economico dell’Italia a spese dei lavoratori è il nostro partito: Rifondazione Comunista. Partito magari trash e con suoi mille difetti derivanti da certa conservazione e da una certa decadenza figlia della fase attuale ma pur sempre ultimo baluardo della Sinistra di Classe retaggio della Prima Repubblica, antifascista ,costituzionalista e socialista in senso largo. Effettivamente la Costituzione fu un primo compromesso storico figlio della Resistenza al fascismo ma si reggeva su valori collettivi e sociali di enorme rilevanza, il comunismo togliattiano e la dottrina sociale democristiana di De Gasperi e Dossetti. Altra cosa è adagiare una società intera sul Modello Mercato e su valori univoci come avviene oggi da chi calpesta la Carta Costituzionale. Come direbbe quel vecchio e saggio uomo dai mille difetti e lontano da me politicamente anni luce quale Oscar Luigi Scalfaro, Io non ci sto.

Ieri la doccia fredda, ovviamente appresa da un quotidiano borghese, la Stampa di proprietà Montezemolo- Fiat (a quel punto perché non apprenderla dal Sole 24 Ore per darci l’Onore delle Armi come si fa con i grandi avversari). Il buon Riccardo Barenghi, debole però all’ingaggio juventino come una giocatore bandiera che tradisce la sua maglia per solcare i grandi campi ( altro che il compagno Lucarelli), ci informa sulla giornata di sabato-domenica ricca di avvenimenti abbastanza rilevanti per la Sinistra Radicale. A posteriori capiamo finalmente il significato creato in laboratorio dell’aggettivo “radicale”. Eventi non emersi ( non oscurati…le parole sono importanti direbbe Nanni Moretti) per un giusto sciopero del sindacato dei giornalisti la Fnsi. Ogni sciopero è sacrosanto e d’ora in poi sarà vitale incominciare a puntualizzare quelle che sino a ieri erano ovvietà , oggi nella Nuova Sinistra no. Andiamo con ordine:

- Sabato si sono svolte le manifestazioni per ricordare all’Italia, al Mondo, all’Unione i tre anni di guerra d’occupazione in Iraq con la richiesta del ritiro delle nostre truppe.

- Sabato e Domenica si è svolta la manifestazione di apertura del processo di costituzione della Sinistra Europea in Italia.

- Domenica c’è stata la rottura definitiva con lo show , non solo elettorale, di Berlusconi con la Confindustria ma era chiaro già da tempo che nell’associazione di imprenditori si è cambiata impostazione politico-economica già dal passaggio modello imprenditoriale nord-est rivolto essenzialmente a tutelare la piccola-media impresa (che nel paese è maggioritaria) e rappresentata da D’Amato. Si è passati poi a Montezemolo che rappresenta la vecchia aristocrazia borghese della grande industria che non peggio della prima ha delocalizzato all’estero , ristrutturato, precarizzato, flessibilizzato e avvilito i propri lavoratori ma ha un accesso a denari statali con più facilità e meno litanie sindacali, politiche e dell’opinione pubblica. Perché è l’automobile ci insegnano è Made in Italy come l’olio, la pasta, la pizza e l’inno nazionale. Fottuta retorica nazionalistica da italietta decadente.

- Con Confindustria, Ruini (lunedì), Corriere della Sera l’Unione ora ha dalla sua i più grandi elettori del paese. La sinistra democratica politica e giornalistica non si pone domande. Tutti hanno risposte pronte e sorrisi ottimistici stampati.

- La Bielorussia alle elezioni conferma a stragrande maggioranza la presidenza al neo-statalista Lukaschenko che vede il suo paese crescere con un Pil da brivido con politiche di contenimento dell’iniziativa privata (solo il 25%) e centralità dell’interesse strategico nazionale al di sopra di ogni pressione .Di questi tempi in Europa si direbbe : è grasso che cola e il popolo bielorusso non patisce la fame, la mafia, la droga e la corruzione delle ex repubbliche socialiste sovietiche. Fallita la rivoluzione colorata e i tentativi di destabilizzazione “democratica”-antidemocratica ( con un opposizione elettorale del 7 %!!!) Usa, Nato, Unione Europea attaccano e minacciano sanzioni. La Sinistra Europea Democratica è silente.

- Allawi afferma che in Iraq c’è una guerra civile che uccide ufficialmente 50 civili al giorno. Usa e alleati smentiscono. Allawi non è né un terrorista né un resistente ma un rappresentante democratico di un governo imposto non democraticamente.

- Funerali di Milosevic in Serbia. Per renderci conto sono i funerali di Enrico Berlinguer elevati all’ennesima potenza, nessuna autocritica o domanda si eleva dalla platea democratica guerrafondaia giornalistica e politica. Per questi è un criminale adorato da un popolo di criminali. Giudizio etnico etico su un popolo su base lombrosiana. Gli slavi sono cattivi e malefici.

- Fatto di minorissima ma rilevantissima importanza, Piero Sansonetti, direttore del quotidiano comunista Liberazione esce polemicamente dal sindacato dei giornalisti perché parla di sciopero inopportuno che oscura la manifestazione di sabato. Il comitato di redazione di Liberazione è favorevole allo sciopero. E’ aperta la petizione per sollevarlo dal suo incarico da direttore del giornale di partito che il il comitato di redazione ne elegga uno più rispettoso verso la democrazia sindacale. Oggi Sansonetti, ex diessino come Folena, è a Omnibus alle otto su la7, chi rappresenta? E’ organo del Partito come il giornale che sovvenzioniamo o parla per se stesso? Vorrei capire.

Questo il breve e succulento panorama politico nazionale e estero. Ho già evidenziato alcune distorsioni presenti nel panorama politico italiano e riguardanti prettamente il vasto scacchiere della sinistra democratica e progressista. Non ho detto né laica né atea né agnostico-razionalista né confessionale. Per me è un problema irrilevante quando si parla di Costituzione e di sinistra italiana che è laica e come tale assumo un consono atteggiamento di rispetto laico quando ne parlo. Insomma un’area politica che si attenga agli stretti valori della costituzione repubblicana e politicamente collocabile nell’Unione. Da Mastella a Bertinotti passando per Prodi, Rutelli, Fassino, D’Alema , Boselli e Pannella.

E’ evidente che prima la guerra nel Golfo, la Somalia e poi il 98 e la guerra qualche scrematura la fecero diversificando e diversificandoci. C’è stata pure una deriva Maggioritaria che ha portato personalismo e morte politica, e un ingresso in Europa con Mastricht mai rettificato dal Popolo ….Come in Fancia.

E’ ormai prassi in Italia entrare in “cose” europee senza chiedere pareri, far nascere discussioni, voti….basilari processi democratici che avanzerebbero non solo comunisti, ma socialisti, liberali, democristiani…persone di buon senso.
Torno alla cronaca di Barenghi sulla Stampa. Il titolo è già di per se da cardiopalma:

L’ANNUNCIO. VENGONO MESSI IN DISCUSSIONE ALTRI FONDAMENTI DELLA TEORIA E DELLE PRATICHE COMUNISTE
Bertinotti: basta con le classi mettiamo al centro la persona.
Il segretario: Rifondazione sparirà, entreremo nel Partito della sinistra europea. La notizia è che subito dopo il voto e con il nuovo governo (possibilmente quello di Prodi) appena nato, Rifondazione comunista non sarà più lei. O meglio sarà una sorta di corrente dentro questo nuovo partito o soggetto politico o Sezione italiana (allusione alla vecchia Internazionale comunista) o chiamatelo come volete. E non è azzardato prevedere che quando torneremo a votare per le amministrative o per le politiche non troveremo sulla scheda il suo nome, il suo aggettivo (comunista) e la sua falce e martello ma qualcos'altro.


Egli ci riferisce della “svolta delle svolte” di Fausto Bertinotti. Ricapitoliamo dopo la “rottura con lo stalinismo”, l’annullamento della categoria dell’imperialismo, la rottura col 900, le varie teorie revisionistiche su Foibe e Resistenza, il governismo duro e puro dell’ultimo congresso e l’abbraccio metafisico-religioso con il cristianesimo durante la passione del papa polacco nonché l’adagiamento su posizioni filo-israeliane e antilluministiche sul concetto di Resistenza e Autodeterminazione dei Popoli , in Palestina come in Irak. Ecco la “novità” che rivoluzionerà l’ultimo baluardo della Sinistra di Classe , Rifondazione Comunista .
Come dice giustamente Barenghi questa è il cambio dei cambi ( con una metafora Fiat direi un passaggio da una prima ad una quinta che sfascia la frizione e la scatola del cambio intera) perché prelude a un cambio di nome ma proprio perché mette in discussione altri fondamenti della teoria e delle pratiche comuniste.
Bertinotti afferma che che si deve sostituire il concetto di «classe con quello di persona», che «abbiamo bisogno di una forte ipotesi revisionistica, ovvero ripensare tutto l'impianto culturale della nostra storia». A conferma delle sue tesi ( non credo abbia pensato di lanciare ipotesi conoscendo la figura) cita il Concilio Vaticano II dice che «nella nostra storia troppo spesso l'uguaglianza ha fatto premio sulla libertà». E invece, spiega, «la nuova cultura politica di questo partito della sinistra europea deve saper conciliare le due cose molto di più e meglio di quanto in passato abbia fatto il movimento operaio. La libertà della persona non è una concessione all'avversario ma un concetto fondamentale per qualsiasi sinistra moderna». Una sinistra che «dovrà magari recuperare il Marx della critica allo sfruttamento e all'alienazione che negli ultimi venticinque anni è stato rimosso», ma che poi dovrà «oltrepassarlo.
E immettere dentro di sé elementi nuovi, la comunità, la persona, la libertà appunto».Dice Barenghi : Se non è una fuoriuscita dal comunismo poco ci manca (questione di tempo). Continua dicendo “Oggi si discute del Partito democratico, ipotesi che mi trova in dissenso ma di cui riconosco il fascino perché la crisi della politica è così grave che la ricerca del nuovo è molto forte: dunque è un'idea suggestiva, non è un bidone. Ma proprio per questo penso che ci sia bisogno di un'operazione analoga a sinistra. Analoga ma alternativa». Come direbbe il saggio detto popolare , l’uomo sta facendo i conti senza l’Oste e l’Oste è il Partito della Rifondazione Comunista nel suo corpo di militanti, dirigenti e iscritti che evidentemente sta vedendo la sua distruzione con l’arma della scure culturale e meta-politica della propria casa politica. Ricordo a Bertinotti che quando parla di Libertà deve dare degli aggettivi, io come comunista lotto , come ha fatto il Movimento Operaio che lui disprezza, per quelle sostanziali come farebbe una qualsiasi Sinistra di Classe, borghesemente illuminista, comunista, socialdemocratica, laburista in un paese che non siano gli Stati Uniti D’America dove non è presente e si vede in tutto il suo orrore. Lui evidentemente si riferisce ai diritti civili, alle libertà individuali sacrosante e importantissime ma storicamente conquiste in Italia della Democrazia Progressiva teorizzata da quel gran cervello di Palmiro Togliatti che conquistò le une e le altre con un Partito Comunista organizzato di quadri e di massa e ,fatto ancor più rilevante, dall’Opposizione. Oggi per la prima volta ci ritroviamo con la prospettiva di un’Italia senza Sinistra di Classe e social-laburista, oltre che comunista. Credo che per me che ho 24 anni sia un problema maggiore di chi ormai va verso la strada del declino cui inevitabilmente porta la vecchiaia. Altro che Alternativa di Società , altro che tornare a Marx…ristudiamoci un po’ di storia.

a.l. coordinamento gc federazione di Cagliari

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