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Getronics:i lavoratori e le lavoratrici di napoli contro le consorterie aziendali ed i sindacati di comodo

Alcuni capetti aziendali di napoli tentano di controllare e contenere il dissenso dei lavoratori napoletani della getronics.

(22 Marzo 2006)

Un documento del "Collettivo Lavoratori e Lavoratrici della Getronics di Napoli" denunciano manovre e strategie aziendali per legittimare esuberi e vessazioni. Si annunciano nuove iniziative di lotta. Ecco il testo integrale del comunicato:

Le elezioni per la nuova rappresentanza sindacale aziendale di Napoli della Getronics hanno finalmente fatto venire alla luce ambiguità, manovre sotterranee, personaggi e contraddizioni. Un motivo di riflessione per le prossime iniziative di lotta. Sono emersi patti trasversali e rapporti clientelari tra gruppi di “lavoratori” con capi e responsabili di servizio i quali negli ultimi anni hanno legittimitato irregolarità, inettitudini, assistenzialismo e gestioni poco chiare. Non solo. Hanno legittimato ed alimentato discriminazioni, marginalizzazioni, vessazioni individuali, trasferimenti coatti, violenze di ogni tipo. In poche parole hanno creato un clima di sconforto e di violazioni dei diritti che hanno danneggiato l’immagine e lo sviluppo dell’azienda. In pratica dei personaggi mediocri, forti del loro potere di interdizione, hanno emarginato lavoratori e lavoratrici altamente preparati e professionalizzati. Per non parlare degli sprechi, dei rapporti poco trasparenti con i fornitori e la scarsità di impegni nel reperire nuove commesse e la rottura dei rapporti, forse voluta, con le istituzioni in ambito regionale. Autentiche risorse “umane” non utilizzate con lo scopo di sostenere localmente le “consorterie” ed i vertici aziendali nazionali, i loro progetti di smantellamento, le esternalizzazioni a “prezzi stracciati” per favorire la sete di potere e di profitto. La tensione, lo sconforto tra i lavoratori e le lavoratrici di Napoli sono state alimentate e pianificate scientificamente. Così come sono state pianificate scientificamente le vessazioni. Non è un caso se tra qualche mese la magistratura del lavoro dovrà esaminare ricorsi presentati da qualche lavoratore per danno biologico e mobbing. Il voto per la Rsu ha fatto emergere anche una volta il ruolo di un ex sindacalista della Fim Cisl, poi diventato responsabile dell’ufficio personale della Getronics di Napoli e di Agile:Eugenio Gervasio. Un personaggio molto legato a Serra. Un personaggio che insieme ad altri capi e capetti ha alimentato sconforto, rassegnazione, irregolarità, tensione, marginalizzazioni e discriminazioni. Ha gestito in modo ambiguo e poco chiaro le “incentivazioni” economiche e risorse aziendali per invitare i lavoratori e le lavoratrici a licenziarsi e ad organizzare il lavoro in maniera fallimentare. Come sono state gestite le incentivazioni? Ci sono stati "mediatori" tra Gervasio ed i lavoratori interessati? Da verificare la gestione delle "spese di rappresentanza"? L’amministratore delegato Mazzantini dovrebbe opportunamente aprire un’inchiesta su quello che è avvenuto in questi anni a Napoli e Potenza. Anche sulle storie di Alchera. Gervasio insieme ai capetti locali Santoro e Rizzuto su suggerimento dei suoi amici romani è sceso in campo per normalizzare e mettere a tacere i lavoratori e le lavoratrici napoletani attraverso il controllo diretto della RSU sostenendo un capetto legato direttamente a Violani e Serra come Ernesto Castaldo. Ha approfittato anche della mancanza di alternativa, di rinnovamento e delle contraddizioni della Fiom Cgil e la mancanza di qualità di un delegato filoaziendalista come Claudio Mazzaro. Gervasio, i capetti locali e la consorteria che regge ancora le fila in Getronics hanno lo scopo di orientare/disorientare i lavoratori per convincerli a smantellare l’azienda, a favorire il disegno di Schisano. Gervasio, i capetti e gli amici della Fim Cisl hanno contrattato per loro i posti migliori. Posti di prestigio. Prima però devono eliminare gli “ostacoli”. Non è un caso se il neodelegato corportativo Castaldo non appena eletto vuole “vedere” il piano industriale aziendale e teorizza che è giusto vendere pezzi della filiale italiana a Schisano. Intanto la Consob impugna il bilancio della Innotech. La Innotech del "texano". Non è un caso se nella giornata di oggi il delegato corporativo ha raccolto una decina di tessere per la sua organizzazione tra i kapetti ed i personaggi vicini a Gervasio. Quale è il piano industriale di cui parla Castaldo? La riunione al Ministero non si è tenuta. Come fa il neodelegato corporativo a parlare di un piano industriale? Conosce già le intenzioni di Mazzantini? Il nuovo amministratore delegato della Getronics deve dare subito un segnale di vero cambiamento. Deve rimuovere i responsabili dello sfascio aziendale. Sembra che qualche segno di cambiamento forse arriverà nei prossimi giorni. Sembra che Serra e Suglia avvisati di un imminente licenziamento hanno provveduto ad inviare il certificato di assenza per malattia. Forse vogliono prendere tempo perché pensano che Schisano abbia ancora opzioni per fare la scalata di Getronics e quindi reintegrarli. Che dire del risultato delle elezioni? I lavoratori e le lavoratrici hanno confermato il voto alla Fiom Cgil per spirito di appartenenza riconoscendogli un il ruolo di organizzazioni sindacale più “avanzata”.Le preferenze date a Mazzaro sono state date in mancanza di candidati alternativi. La Uilm ha pagato per gli ambigui rapporti tra il sindacato territoriale e nazionale con Piero Serra. La Falleri rappresentava e rappresenta una spinta nel fianco per il suo dinamismo. Una spina nel fianco per la stessa Uilm. Non è un caso che ha ottenuto comunque un successo personale essendo stata votata da molti lavoratori e lavoratrici iscritti alla Fiom. Non è un caso che la base della Fiom Cgil è stata determinante per costringere i propri territoriali a rinunciare al secondo delegato eletto per sostenere con grande spirito democratico e militante la Falleri. Bisogna prendere atto che alla Getronics di Napoli esiste uno zoccolo duro, un consistente gruppo di avanguardie che non è riuscito a vincere in termini elettorali in quanto la consorteria locale e nazionale ha mobilitato galoppini e personaggi che in questi anni hanno lucrato e goduto di vantaggi e di agevolazioni di ogni genere. Hanno partecipato al voto anche i personaggi legati al sistema di potere e clientelare aziendale. Che fare? Le avanguardie potranno vincere attuando la vera democrazia partecipativa: continuare con le denunce, i dossier, le iniziative di lotta.Bisogna continuare nell’opera di militanza attiva. Bisogna mettere alla prova Mazzantini. Non farsi incantare dagli inviti “unitari” del neodelegato Castaldo che a nome dei suoi “padroni” insiste nel volere “vedere” il piano industriale. Castaldo ed i suoi compari stanno raccogliendo le tessere perchè dopo hanno intenzione di spaccare l'unità dei lavoratori proponendo accordi e strategie che sostengano le manovre delle consorterie aziendali locali e nazionali. Infine alcune domanda:Quale piano industriale? Caro Mazzantini ma la Getronics ha ancora intenzione di vendere?

collettivo lavoratori e lavoratrici della Getronics di Napoli

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