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L'Italia tripudia la guerra

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(5 Novembre 2010) Enzo Apicella

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In solidarieta’ agli indagati per la manifestazione contro la guerra in Iraq

(23 Marzo 2006)

Apprendiamo dagli organi di stampa che una 40ina di persone risultano indagate dalla Procura della Repubblica di Bologna per l’occupazione dei binari della Stazione Centrale di Bologna a seguito della manifestazione di protesta indetta 3 anni fa all’indomani dell’attacco anglo-americano all’Iraq.

Giudichiamo la vicenda preoccupante per diversi aspetti:
1) Il delicato momento politico in cui viene resa pubblica questa vicenda;
2) La concomitanza con il 3°anniversario dell’inizio della guerra in Iraq;
3) La motivazione delle indagini;
4) Le cariche sindacali e politiche che vengono colpite da questa indagine.

Il momento politico in cui il nostro Paese si trova è particolarmente delicato, che indagare degli esponenti politici e Sindacali per un’azione , assolutamente condivisibile, come manifestare contro una guerra illegittima scatenata grazie a delle bugie, risulta pericoloso oltre che offensivo. L’azione della Procura assume anche i contorni di un torbido progetto se si pensa alla scelta strumentale di recapitare questi avvisi proprio il giorno della Manifestazione contro la Guerra in Iraq che ha visto più di 100.000 persone sfilare a Roma e tante altre migliaia in ogni parte del mondo.

La motivazione di queste indagini ci preoccupano ulteriormente visto che un’azione identica è stata attuata anche dai Metalmeccanici della nostra Regione nel Gennaio di quest’anno per denunciare il comportamento irresponsabile dei vertici degli Industriali che impedivano il rinnovo CCNL scaduto da oltre un anno; azione di lotta dura ed estrema che però, unitamente ad altre azioni similari nel resto d’Italia, ha costretto alla ragione gli industriali del nostro Paese. Allo stato attuale ci domandiamo: la scelta di indagare i pacifisti Bolognesi per la manifestazione di 3 anni fa’ è un preludio per fare lo stesso con le lavoratrici ed i lavoratori Metalmeccanici che per altre ragioni hanno usato la medesima strategia di lotta? Lotta sostenuta anche nei fatti dalla Camera del Lavoro di Bologna che nella giornata del 17 gennaio ha interrotto i lavori del proprio congresso per consentire a tutti i delegati di quell’assise di partecipare all’occupazione pacifica della stazione centrale.

Infine ci preoccupa anche il fatto che esponenti Sindacali e Politici sono stati indagati a prescindere dalle responsabilità e cariche che questi ricoprono. Con questo non si chiede l’impunità per nessuno, ma si sottolinea che se si indagano i responsabili di strutture Sindacali o Politiche con questi metodi si mette in evidenza che non sono solo le persone ad essere indagate ma anche le strutture che essi rappresentano e quindi, a conti fatti, una intera area Politica che si riconosce nella cosiddetta Sinistra radicale.

Premesso e considerato ciò ci sentiamo di esprimere la nostra massima solidarietà a Massimo Betti coordinatore delle RdB, a Tiziano Loreti segretario Provinciale del PRC e a tutti quei Compagni che in prima persona hanno scelto una pratica di lotta pacifica e coerente anche se dura. Solidarizziamo con essi in quanto i tempi che viviamo necessitano di prese di posizione chiare e nette soprattutto se queste azioni denunciano una guerra che, per stessa ammissione di chi l’ha scatenata, è stata giustificata da delle menzogne.

LE LOTTE NON SI PROCESSANO!!!

Bologna 22/03/06

RSU KPL Packaging FIOM

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