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Il Patto è quasi pronto

Prove tecniche di concertazione tra imprese e sindacati

(25 Marzo 2006)

«Dobbiamo investire per il futuro», e «metterci assieme», «partendo da un modello di politiche industriali dove le idee sono poche e anche un po' confuse: abbiamo una politica industriale poco chiara e dobbiamo assolutamente tracciarla». Prove tecniche di concertazione e nuovo patto sociale, ieri, tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Le parole che abbiamo citato sono state pronunciate dal vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei, in genere «il duro» che conduce tutte le principali relazioni industriali, a un convegno in cui erano presenti i tre sindacati: evidentemente, a due settimane dal voto bisogna lanciare altri segnali.

E dunque secondo Bombassei è necessario «trovare nuove relazioni industriali meno conflittuali» in cui «ciascuno deve tutelare i propri interessi» nello stesso tempo unendosi per «tutelare gli interessi del Paese in un rapporto più collaborativo». «Si tratta di metterci insieme», ha spiegato il vicepresidente di Confindustria rivolgendosi ai segretari generali dei tre sindacati confederali, «non solo per il rinnovo degli accordi del '93 ma per la convenienza di trovare nuove relazioni industriali che portino agli interessi dei lavoratori, delle aziende e del Paese».

Messaggio subito recepito dal segretario generale Cisl Savino Pezzotta, che, come si sa, ha deciso di mettere al centro dell'ultimo scorcio del suo mandato (è stato riconfermato lo scorso anno, ma dovrebbe lasciare entro il prossimo) proprio il tema del rinnovo del modello contrattuale e quello di un nuovo patto sociale: «Bisogna ripensare alle relazioni industriali perché queste non funzionano. E' inutile girarci attorno. C'è qualcosa dentro il sistema della contrattazione che non funziona - ha spiegato Pezzotta - Cambiare il modello contrattuale significa far diventare il Paese più moderno e rompere le resistenze corporative». Sui temi dell'economia e dello sviluppo, il leader della Cisl ha poi rilanciato la proposta di un «patto di legislatura» tra parti sociali e governo. «Imprese e lavoratori - ha affermato - trovino punti di accordo e convergenze da porre al nuovo governo. Serviranno politiche di rigore.

Se imprese e sindacati non saranno portatori di questo rigore il Paese non farà passi avanti».
Per Luigi Angeletti, segretario generale Uil, la ricetta per la competitività sta nell'«investire i pochi soldi che abbiamo nei settori in cui eccelliamo». Intervenendo alla stessa tavola rotonda, organizzata da Fondimpresa - il fondo formazione gestito da imprese e sindacati - il leader Uil ha aggiunto che «l'Italia sta diventando una società a basso costo, che cerca di adagiarsi a questa competizione così indigesta.

Dobbiamo, invece scommettere, anche in termini di formazione, sulle cose in cui siamo bravi. La competizione la vinciamo sulla qualità».
Sui modelli contrattuali, al contrario, nessun intervento da parte della Cgil: la confederazione ha più volte ribadito che non è la priorità per il paese, ma che è disposta a discuterne insieme a tutti gli altri temi. Ma rigorosamente dopo le elezioni.

IL Manifesto 24 Marzo 2006

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