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Ecco cos’è veramente “San Donà Patrimonio srl”

(1 Aprile 2006)

“SAN DONÀ Patriomonio srl”: si chiamerà così la nuova società istituita dall’Amministrazione di centro-destra sandonatese nella seduta del Consiglio Comunale del 27 marzo scorso.

Per giustificare tale istituzione è certamente vero che la ragione presentata è legata all’acquisto del Teatro Astra, operazione bloccata dai mancati trasferimenti erariali dovuti ai tagli della finanziaria berlusconiana 2006.

È altresì vero, soprattutto, che questa società “gestirà” TUTTO il patrimonio pubblico fino al 2050.

I beni comuni, dal verde pubblico alle case, dalle reti fognarie alle strade, dai macchinari a, forse, lo stesso personale dipendente, insomma tutto ciò che al momento risulta amministrato dal Comune, potranno essere venduti, permutati, affittati, essere fatti rientrare persino in qualche “operazione finanziaria” e passare sotto la voce "valorizzazione del patrimonio pubblico”. Questa scelta, invece, altro non è che un sistema elegante per ESTERNALIZZARE, ovvero METTERE FUORI CONTROLLO E FUORI GESTIONE, il patrimonio di tutti, affidandolo ad un Consiglio di Amministrazione fatto di tecnici e dirigenti e magari anche ad un amministratore delegato.

Abbiamo espresso tutta la nostra contrarietà alla “Sandonà Patrimonio srl”, pur coscienti che il Governo di centro-destra, con questo dispositivo di finanziaria, ha messo in croce la gran parte dei Comuni italiani.

Riteniamo però che la risposta non possa essere rappresentata da alchimie finanziarie, e tanto meno da “apparenti sgonfiamenti di bilancio”; la risposta non può che essere politica e concertata tra tutti gli enti locali, in particolar modo tra quelli amministrati dal centro-sinistra che, si presume, abbiano maggior attenzione e sensibilità nel far sì che il patrimonio comunale non finisca miseramente in mani estranee a tutta la cittadinanza.

L’augurio che ci concediamo, a questo proposito, è che il nuovo Governo (auspichiamo NON Berlusconi) compia un atto urgente che metta fine a questo ricorso assurdo alla costituzione di Società di Scopo (per lo più scatole vuote) che altro non fanno se non aumentare impropriamente la spesa pubblica, e perciò i costi per i cittadini, costretti a pagare tre volte per servizi “inesistenti”, nonché i guadagni di dirigenti “ben disposti” nei confronti di privatizzazioni ed esternalizzazioni.

30 Marzo 2006

Marina Alfier
Consigliere comunale di San Donà di Piave
Aderente al Collettivo "B. Brecht" del Veneto Orientale

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