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Il ragionier Fantozzi

un articolo di Riccardo Orioles

(28 Agosto 2002)

Il ragionier Fantozzi, al ritorno dalle vacanze, ha abbassato il finestrino della Bianchina, ha sporto il braccio per prendere il biglietto dal casello... e se l'e' sentita afferrare da una mano ferrea. "Agente Mc Pherson della Compagnia Assicurazioni! Lei e' Fantozzi Ugo?".

"S-si'".

"Ah ah! Lei e' ricercato per evasione assicurativa! Brigadiere, proceda!". E immediatamente un altro energumeno ha aperto il bagagliaio della Bianchina e s'e' preso pinne, maschera, giornali pornografici, radioregistratore e canna da pesca, tutti gli oggetti cioe' che costituivano il corredo da beach-enterteinment di Fantozzi.

"Confiscati! Le saranno restituiti quando avra' pagato il nuovo aumento della Rc auto! Vadi, vadi!".

E fu cosi' che il ragionier Fantozzi seppe che a partire da settembre 2002 l'assicurazione della Bianchina era aumentata del quattrocento per cento, allo scopo di pagare le vacanze dei megamanager delle Assicurazioni Generose.

Tornato a casa, Fantozzi trovo' sotto la porta una cortese lettera dell'Unita' Sanitaria Locale ("Da oggi gli antireumatici si pagano!"), una della sua banca - che non oso' aprire - ed una dell'Enel privatizzata che gli comunicava il taglio della luce.

"Siamo senza luce! - grido' Fantozzi alla signora Pina - E stasera c'e' la partita!". Afferro' convulsamente il vassoio d'argento dono di matrimonio della zia Pia, il Bot e le quattro azioni della New Financing comprati all'inizio del governo Prodi, due carciofi acquistati a suo tempo a scopo di speculazione e si fiondo' fuori di casa. Riusci' a piazzare il vassoio al monte dei pegni, il Bot a un cieco che chiedeva l'elemosina a piazza Duomo, fu preso a cazzotti nei denti da un broker a cui aveva cercato di piazzare le azioni che ormai valevano un cent l'una, ed ebbe un vero colpo di culo coi carciofi: a piazza Venezia, uno spacciatore gli offri' per i due vegetali mezzo chilo di cocaina purissima (il prezzo dei carciofi era ormai alle stelle) che Fantozzi rivende' poco dopo a un ministro a cui avevano arrestato il pusher che riforniva abitualmente il ministero.

Fantozzi riusci' ad arrivare agli sportelli dell'Enel esattamente alle 13.25. "Ecco... qui c'e' la bolletta! La prego, mi riattacchi la luce! Stasera c'e' la partita!".

L'impiegato lo squadro' con disprezzo. "Fa... ottantamila lire, cioe' sessanta euri".

"Ecco... Ma scusi, ottantamila... Ottantamila lire sono quaranta euri, no? L'ha detto il Governo!".

L'impiegato non lo degno' d'una risposta e si limito' a indicargli la tabella appesa alla parete. "Nuove disposizioni. Ecco il resto. Anzi no, non c'e' resto". E abbasso' il vetro.

Fantozzi guardo' la tabella. C'era scritto: "Conversione lire-euro" e, in basso e piu' in piccolo: "Ad uso dei poveracci". "Ecco, vediamo... - lesse faticosamente Fantozzi - dunque... Un miliardo di lire, uguale un milione di euri... Un milione di lire, uguale cinquecento euri...

Centomila lire, uguale settantacinque euri.... Cinquantamila lire, uguale cinquanta euri... Mille lire, uguale un euro... Cinquecento lire, uguale mezzo cent e un bottone...". Piu' in basso ancora c'era scritto: a partire da gennaio, le pensioni saranno pagate in patacones", ma questo era scritto in caratteri cosi' piccoli che Fantozzi, essendo anche miope, non riusci' a leggerli per niente.

D'altra parte, era cosi' eccitato e impaziente al pensiero della partita che non lesse nemmeno tutto il resto del manifesto.

La sera, a casa, alle ore venti e venticinque esatte, Fantozzi era sprofondato nella sua solita poltrona, con un pacchetto di patatine pronte all'uso a destra, la coca-cola a sinistra, un'enorme bandiera tricolore fra le braccia, un fischietto, una raganella e un piccolo petardo da mezzo chilo da gettare dalla finestra al momento del gol decisivo.

Si giocava Italia-Tonga, valevole per la semiqualificazione ai Mondiali: l'Italia schierava Vieri, Totti, Luca da Montezemolo, Sabrina Ferilli, Sgarbi ed altri quindici famosissimi calciatori pagati quaranta milioni (di euri) al minuto; il Tonga schierava undici giocatori due dei quali avevano gia' visto almeno una volta una palla (pero' da tennis) nel corso della loro vita.

"I-ta-lia I-ta-lia". Alle venti e ventinove Fantozzi aveva gia' cominciato a fare il tifo. Alle venti e trenta il video s'illumino' sinistramente e apparve un'annunciatrice.

"A causa dei contrasti emersi fra la lega calcio e la televisione, la partita di questa sera non verra' trasmessa. Andra' in onda invece il documentario: Gli etruschi, antico popolo del mistero".

"Aaaarg!". Da tutte le finestre del condominio si alzarono grida di panico, singulti strozzati e ululati, piu' un colpo d'arma da fuoco (il geometra Spirito, del settimo piano, che aveva trascorso le vacanze sulla poltrona per prepararsi meglio alla partita e ora per lo sconforto aveva cercato di suicidarsi con la pistola lanciarazzi.

"Non possono farci questo! Non possono!". Improvvisamente, sullo schermo televisivo di Fantozzi e degli altri centocinquanta abitanti del condominio (e di altri cinquantacinque milioni di italiani che nello stesso momento stavano sbraitando la stessa cosa) si materializzo' la figura severa del Supermegamanager Grand'Uff. Min.degli Est. Gran Propriet. SuperPresidente d'Italia.

"Cosa, non possiamo, Fantozzi?".

"No... ecco... Io volevo dire... io pensavo..".

"Lei pensa, Fantozzi? Lei vorrebbe pensare?".

"No, ecco... Io... io non mi permetterei... non mi permetterei mai, Eccellenza...".

"Volevo ben dire!" fece l'immagine sullo schermo. E si dissolse.

Quella notte, attraverso il tam-tam clandestino, gli inquilini del condominio vennero a sapere che il Tonga aveva battuto l'Italia per sette a zero; in premio, il centravanti del Tonga aveva ricevuto una piroga nuova. L'allenatore dell'Italia aveva immediatamente fatto una conferenza stampa per proclamare il proprio diritto alla riconoscenza della nazione. Alcuni dei condomini (quelli che riuscirono a trovare delle dosi a credito) si dettero alla droga. Altri si arruolarono nelle brigate rosse (ma prima dovettero firmare un modulo presso la piu' vicina sede del Sisde). Altri ancora, seguendo il ragionier Visentin dell'ottavo piano, andarono a cercar fortuna nelle lontane Americhe, e piu' precisamente in Argentina.

Fantozzi vago' da solo per tutta la notte blaterando parole sconnesse ("Avevano ragione gli studenti! Bisogna fare un sessantotto, bisogna!"). Alla fine pero' la sua educazione cattolica ebbe il sopravvento: si infilo' in una chiesa per chiedere perdono al Signore dei suoi pensieri sovversivi. "Scusi, dov'e' la fermata del tram?" gli chiese una vecchietta mentre entrava. E Fantozzi: "La'!".

Purtroppo, una pattuglia di vigilantes della Militia Christi equivoco' la risposta di Fantozzi: "Ha invocato Allah!". "E' un estremista islamico!". "Vuol fare saltare la chiesa con tutto il cardinale!".

Fantozzi fu sottratto a stento all'ira popolare, consegnato alle Guardie Padane e da queste all'ambasciata americana, che provvide a tradurlo a Guantanamo. La' ogni giorno un marine grande e grosso lo interroga: "You taleban?".

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