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(9 Aprile 2013) Enzo Apicella

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Genova: come regalare AMT a Transdev (pagando il disturbo…)

(8 Aprile 2006)

E’ finalmente (per il Comune di Genova) partita la grande operazione delle zone blu. I malcapitati che si troveranno il posto dove erano soliti parcheggiare l’auto sotto casa delimitato con una bella striscia di quel colore dovranno rassegnarsi a pagare - per ora 25 euro al mese - per un posteggio… O meglio per la possibilità virtuale di un posteggio. Perché in realtà il posto non è detto che si trovi. Anzi in alcuni casi è certo che qualcuno non lo troverà, visto che sembra che il Comune stia vendendo un numero di permessi maggiore del numero dei posti auto (per questo alcune associazioni dei consumatori stano già intervenendo dal punto di vista legale). Per ora questa misura si limita a zone abbastanza circoscritte (e privilegiate) della città, ma il problema è che - una volta aperta la strada - questa rischia di essere la strategia del futuro per spellare i genovesi in modo indiscriminato e rimpinguare le casse del Comune.

La giustificazione sta nel fatto che poiché si occupa il suolo pubblico è giusto che si paghi. Con la stessa logica si potrebbe argomentare che poiché l’ossigeno contenuto nell’aria è pubblico chi ne fa uso (perdipiù espirando anidride carbonica) deve pagare un pegno. Naturalmente uguale per tutti a prescindere dal reddito e dalla condizione sociale. L’imprenditore come il disoccupato (del resto se uno non lavora cosa se ne fa dell’automobile?), l’operaio come l’avvocato, il piccolo commerciante come il calciatore della Samp. E ringraziamo che non ci chiedono gli arretrati…

In realtà le giustificazioni sono altrove. Come è noto il Comune di Genova non molto tempo fa ha venduto il 41% del capitale di Amt a una società francese, Transdev. Pur avendo una quota di minoranza Transdev fa sostanzialmente quel che le pare, ad esempio anticipa la chiusura della metropolitana alle 9 di sera (prima era a mezzanotte) oppure disdetta il contratto con Trenitalia che permetteva agli utenti di accedere al cosiddetto biglietto integrato. Cioè a chi magari deve andare da Voltri a San Martino di prendere il treno fino a Brignole e poi il 18 pagando un solo biglietto. Quanto è costata l’Amt a Transdev? In pratica nulla. Perché la società acquirente ha pagato 22 milioni di euro, ma riceve in cambio 3 milioni di euro l’anno per 6 anni come pagamento di “consulenze” (eccola la parola magica con cui si spiega tutto da Consorte all’Amt!) al Comune. Più qualche altra pinzillacchera e così si va a pari. Quindi costo dell’operazione: zero! E quando si dice che la Regione nella finanziaria regionale stanzia fondi per il trasporto pubblico locale, almeno per quanto riguarda Genova significa che si finanzia una privatizzazione.

Ma non basta. Siccome Amt aveva un deficit consistente e nessun imprenditore privato se lo sarebbe accollato volentieri cosa si è fatto? Prima della privatizzazione si è divisa Amt in due società, l’Amt doc (quella da privatizzare) e l’Ami, che rimane intermente pubblica. Il deficit dove è andato a finire? Naturalmente in Ami, cioè nelle nostre tasche. Andiamo avanti: il Comune possiede il 100% del capitale di Ami, che a sua volta possiede l’81% di Genova Parcheggi. E Genova Parcheggi è la società che si occupa della gestione dei parcheggi pubblici e delle zone blu. Dei 25 euro (per il momento) che si pagano e si pagheranno nei quartieri dove le zone blu verranno introdotte, circa 20 sono di Ami e cioè coprono il buco il buco di bilancio ereditato da Amt.

Ultimo aspetto: è evidente che nei prossimi anni le tariffe saliranno, che già oggi è spiacevole pagare anche solo 25 euro l’anno senza essere sicuri di trovare posto e che infine si assiste a un fenomeno di migrazione delle auto dalle zone blu alle aree adiacenti, col rischio che a lungo andare le zone a pagamento rimangano vuote e si riempiano quelle circostanti. Non ci vuole molto a capire che quelli che se lo possono permettere decideranno di affittare un posto macchina in un parcheggio coperto e infatti in questi giorni viene rilanciato il progetto dei 9 parcheggi nel centro città, così alla spartizione del bottino partecipa anche Coopsette. E così il cerchio ci chiude. Chi ci guadagna? Tutti tranne noi.

Resistenze - Foglio di organizzazione sociale di Progetto Comunista Sinistra Prc

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