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Ricordando Stefano Chiarini

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(6 Febbraio 2007) Enzo Apicella
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San Donà (VE): per il comunismo, fuori dal PRC

Il consigliere comunale di Rifondazione si dimette dal partito, assieme alle compagne e ai compagni delle aree critiche di Rifondazione Comunista

(12 Aprile 2006)

Il 10 aprile alle 15.30 - a seggi elettorali chiusi da poco e a risultati ancora sconosciuti-si è tenuta in Municipio a San Donà una conferenza stampa in cui Marina Alfier, capogruppo di RC ha dichiarato le dimissioni dal Partito della Rifondazione Comunista e dalle sue istanze dirigenti (Comitati Politici Regionale e Provinciale); a chi le ha chiesto come mai questa decisione proprio in quel momento, ha risposto che l'impegno personale e soprattutto politico era quello, innanzitutto, di mandare a casa Berlusconi, di non creare disorientamento tra gli elettori del centrosinistra e di rafforzare la Sinistra.

Ha sostenuto che, da questo momento non rappresenterà più Rifondazione Comunista in Consiglio Comunale a San Donà e il Gruppo Consigliare assumerà la denominazione di "Prospettiva Comunista Sandonà", che continuerà a rappresentare i Comunisti sandonatesi e gli elettori che l'hanno eletta, nelle amministrative del 2003, quando prestò il proprio nome, in qualità di candidata Sindaco, alla lista PRC-VAS.

Marina Alfier ha inoltre dichiarato, peraltro con una comunicazione inviata al Presidente del Consiglio Comunale, di rassegnare le dimissioni dall'incarico di vicepresidente del Consiglio e che il gruppo di nuova denominazione, si batterà da Sinistra, contro la destra e le politiche di destra da chiunque perseguite; sarà al fianco di tutte le organizzazioni e movimenti di uguale ispirazione e nell'ambito del Consiglio Comunale, sarà in rapporto dialettico e comunque unitario il più possibile con l'opposizione alla Giunta di centrodestra, come fino ad ora lo è stato.

Le motivazioni di questa decisione, tanto difficile quanto necessaria, si riassumono in più punti:

prima innanzitutto la tendenza del gruppo dirigente nazionale di RC a snaturare la natura comunista di questo Partito, negandone l'ispirazione originaria; quindi il venir meno di un costume e di una pratica politica democratici che garantiscano pari dignità e agibilità a chi non condivide completamente o in parte le scelte del gruppo dirigente; e poi i tanti, troppi, ostacoli, tentativi di delegittimazione, sfiducie pubbliche e abiure, esercitati nei suoi confronti, da un gruppo dirigente locale,provinciale e regionale definito autoreferenziale e dedito ad interessi particolari, perfino di ordine personale; senza contare la negazione totale di agibilità politica, nell'esercizio dell'attività istituzionale, dell'uso del simbolo e nome del Partito.

A sostegno dell'iniziativa della consigliera comunale si sono schierati le compagne e i compagni delle aree critiche di Rifondazione Comunista sandonatese che usciranno tutti dal Partito e continueranno l'attività politica e militante, con finalmente ritrovata AGIBILITA', NEL COLLETTIVO POLITCO-CULTURALE B.BRECHT DEL Veneto Orientale, che già opera da un anno su tutto il territorio del Sandonatese e Portogruarese.

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