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Le aspirazioni di Bertinotti e i bisogni del popolo italiano

(23 Aprile 2006)

La controversia tra Bertinotti e Dalema per la conquista della presidenza della Camera mi spinge a chiedere quale sia la vera ragione per la quale il segretario di RC, a tutti costi, vuole quella poltrona.

Non riesco a vedere nessuna motivazione politica, con al centro gli interessi della classe operaia e della masse popolari del nostro Paese, in questa pretesa di Bertinotti.

Nel passato ci sono stati autorevoli esponenti dell’allora PCI presidenti della Camera, ma mai il segretario del partito.

Nessun segretario del PCI, ad eccezione di Togliatti subito dopo la liberazione, ha mai preteso e ricoperto incarichi istituzionali: Non hanno mai confuso il ruolo del partito con le peculiarità dell’Istituzioni Republicane.

Altri sono i compiti che spettano ad un segretario generale di un partito comunista.

Questa richiesta nasconde problemi di altra natura e che, forse, attengono alla sfera privata di un uomo che, sentendo il peso degli anni intende chiudere in bellezza la sua vita pubblica. Sono aspirazioni sacrosante e rispettabilissime ma, non centrano niente con la linea politica di un partito comunista e i suoi obiettivi.

In realtà il narcisismo di Bertinotti sta portando RC a sostenere posizioni politiche incomprensibili per il Paese e ridicolizza il ruolo politico del Partito.

Non siamo alla vigilia della nascita di un governo alternativo al sistema capitalistico, non siamo neanche alla vigilia della formazione di un governo di unità nazionale; allora di che cosa dovremmo essere garanti?

Forse si rivendica il ruolo di ago della bilancia per la formazione di questo governo.

Ma allora, per chi ha un lavoro precario, è vitale che RC ponga, come primo atto del suo operato, l’abolizione della legge 30, per esempio,che si riveda la ridistribuzione della ricchezza nazionale, che si impediscano le delocalizzazioni, che ci sia il ritiro immediato da tutti i fronti di guerra.

Il prestigio non è una sostanza commestibile, attiene alla sfera dei bisogni secondari;, la popolazione italiana è ancora ferma ai bisogni primari da soddisfare.

E’ sconfortante assistere a comportamenti che nulla hanno a che fare con la realtà vivente della maggior parte del popolo.

Questa classe politica che si accapiglia per un posto di prestigio, per un incarico di prestigio, questa classe politica che in nome di un Dio o in nome di Interessi Superiori spingono milioni e milioni di individui alla disperazione per la mancanza di futuro e di speranza, merita tutto il nostro disprezzo.

Lucio Miotto

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