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(25 Giugno 2006) Enzo Apicella
Il 25 e il 26 giugno vota NO al referendum costituzionale sulla "devolution"

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“Salviamo la Costituzione!” Salviamo il nostro futuro

(24 Aprile 2006)

Il 25 Aprile 1945 ha aperto un'età nuova nella nostra storia.
Un orizzonte di macerie è stato anche il terreno di costruzione di una libertà e di una dignità fino allora misconosciute e negate.
Il primo tratto di un nuovo cammino ha condotto a forme e regole condivise di convivenza: la Costituzione entrata in vigore il 1 gennaio 1948.
La Costituzione è oggi gravemente insidiata.
Non è questa una valutazione dettata da pregiudizi ostili di parte.

La cosiddetta “devolution” minaccia di introdurre disuguaglianze nella fruizione di diritti fondamentali (alla salute e all'istruzione, in particolare).
Per la storica, non superata diversità nelle risorse, differenze geografiche si trasformano in discriminazioni economiche.
La disuguaglianza da superare diventa disuguaglianza stabilizzata.

La modifica della “forma di governo” è la più inquietante e la più grave sotto diversi aspetti.
Il potere del "Primo Ministro" è ampliato a dismisura, sottraendo prerogative al Presidente della Repubblica da un lato, dall'altro al Parlamento.
Il “Primo Ministro”concentra in sé poteri di una tale dimensione che sovvertono il senso dello Stato Costituzionale concepito dalla Lotta di Liberazione e dalla Resistenza, come Stato costruito intorno ai limiti al potere.
Non c’è nessuno in grado di opporsi al “Primo Ministro”, non esiste nessuno che possa limitarlo.
Questa concentrazione di poteri in una sola carica si trasforma in concentrazione di poteri in una sola persona. Siamo in presenza di un progetto reazionario di trasformazione dello Stato di Diritto in uno Stato autoritario, una prospettiva resa più grave dal diffondersi di una "politica spettacolo" che favorisce la personalizzazione, la costruzione della figura del "capo".
E' ciò che, con preoccupazione quasi ossessiva, la Costituzione del 1948 ha voluto evitare, con esplicito riferimento e in esplicita opposizione alla tragica esperienza del fascismo.

Queste preoccupazioni e queste domande riguardano la libertà, la dignità, i diritti, la giustizia; in definitiva la convivenza e la pace. Non riguardano contrapposizioni tra partiti e schieramenti. Coinvolgono significati essenziali e valori fondamentali.

Celebrazioni e commemorazioni sono ad alto rischio di vacuità, se parteciparvi non impegna a conferire loro un contenuto.
Non si piega la ricorrenza a un interesse e non si offende il ricordo, se il 25 Aprile 2006 viene vissuto come preparazione al referendum in difesa della Costituzione.
Salvare la Costituzione è salvare, insieme, il passato e il futuro.

25 Aprile 2006

Soccorso Popolare di Padova

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