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    Cambio della guardia New Cisl, Bonanni attacca Epifani

    Il successore di Savino Pezzotta contro la Cgil: «Sulla legge 30 sbaglia, farà affogare Prodi» Contratti caldi La Cisl vorrebbe un tavolo subito, per riformare il modello

    (29 Aprile 2006)

    La Cisl cambia faccia: finita l'era Pezzotta, adesso tocca a Raffaele Bonanni. Da ieri l'ex segretario confederale è stato promosso al grado di «generale », mentre il collega Pier Paolo Baretta diventa suo vice, ovvero «aggiunto». Stellette a parte, la nuova Cisl si presenta subito con un puntuto biglietto da visita, indirizzato dritto dritto contro la Cgil: «Sulla legge Biagi Guglielmo Epifani è partito con il piede sbagliato - ha esordito nel suo giorno da matricola Bonanni - Chiederne l'abrogazione rappresenta un errore incredibile: mentre si propone come custode di Romano Prodi, Epifani rischia di essere la pietra al collo che lo farà affogare ». Non è insomma il tempo dei diplomatismi e dei «volemose bene» tra le due organizzazionii, e nonostante subito dopo il neo-leader sindacale inviti alla «concertazione » - di cui l'attuale governo dovrebbe essere il campione - si capisce subito che tra la squadra di Bonanni e quella di Epifani non tira aria buona.

    Ricordiamoci che il segretario generale della Cgil, due giorni fa, proprio alla vigilia del cambio di guardia nel sindacato cattolico, ribadiva il must cigiellino del dopo-elezioni: «La legge 30 deve essere riscritta», ovvero di fatto abrogata e sostituita da una nuova normativa sul lavoro. Bonanni non si è fatto scappare l'occasione di sottolineare che è la Cgil a volersi distanziare dalle altre confederazioni: «La sommaria liquidazione della legge Biagi da parte della Cgil - ha spiegato - marca una rottura preventiva con Cisl e Uil, mentre occorrerebbe un fronte comune per rilanciare il Paese».

    Completamente diverso è l'approccio che la Cisl vorrebbe sulla legge 30, con un governo che lasci piena autonomia alle parti sociali: «Si tratta di rafforzare il ruolo della contrattazione sui rapporti flessibili emigliorare le tutele dei lavoratori interessati, sul piano salariale, contributivo, degli ammortizzatori sociali e con lo Statuto dei nuovi lavoratori - ha detto - Sarebbe opportuno che tali questioni tornassero nel dominio della contrattazione. Sono le parti sociali che devono riprendersi il loro ruolo, misurandosi con il lavoro che cambia e trovando le soluzioni di una flessibilità adeguatamente tutelata». Al prossimo governo dell'Unione, Bonanni chiede dunque di «sostenere questo processo, agevolando l'autonomia contrattuale con la messa a disposizione di incentivi e ammortizzatori sociali».

    Posizioni distanti anche sulla riforma del modello contrattuale, altro cavallo di battaglia della futura gestione Bonanni, ma in questo caso il neo segretario Cisl manda un «rimprovero» agli industriali: «Non vorremmo da parte di Confindustria, soprattutto sul modello contrattuale, minuetti e accondiscendenze per continuare a non farne nulla, con la valutazione miope che tutto sommato è meglio tenere il sindacato fuori dal controllo di una quota salariale consistente», ha detto rivolgendosi all'associazione presieduta da Luca Cordero di Montezemolo. La Cisl vuole tornare al tavolo e «affrontare subito il problema»: «Servono - spiega Bonanni - due livelli della contrattazione collettiva, un'estensione generalizzata del secondo livello, un ampliamento del negoziato e del controllo sociale dei lavoratori e del sindacato su tutti i fattori del lavoro, ad iniziare da produttività, salario e scelte complessive del sistema produttivo». Dopo un po' arriva la risposta del presidente di Federmeccanica Massimo Calearo: «Sui contratti non servono dichiarazioni, aspettiamo il sindacato alla prova dei fatti: l'importante è che ci si risieda quanto prima al tavolo».

    Quanto alla legge 30, Calearo ha ribadito che «la Biagi deve restare, è un passo avanti importante per le imprese». Ancora più diretto Montezemolo: nel programma biennale 2006-2008 varato ieri dalla Giunta confindustriale, si segnala come viale dell'Astronomia ritiene «che vada esclusa ogni ipotesi di intervento teso ad eliminare o a modificare in maniera sostanziale la legge Biagi». Essa va invece «completata con nuovi e moderni ammortizzatori sociali, sulla base di tutele che non scoraggino la ricerca attiva di opportunità occupazionali».

    Dalla Cgil nessuna replica, a parte gli auguri di buon lavoro, ma Giorgio Cremaschi (Fiom) spiega che «tra la Fiom e Bonanni ci sono distanze abissali», e che «se la concertazione vuol dire scambi con nuova flessibilità, allora no grazie». Infine Bonanni parla della nuova maggioranza: sostiene la candidatura di Franco Marini al Senato, afferma che lo stretto vantaggio elettorale «è un pessimo esito», ma che «comunque deve governare chi ha vinto». Spiega che insieme a Cgil e Uil si impegnerà «per il no alla devolution nel prossimo referendum». E al futuro governo Prodi dice: «Avvii subito la concertazione».

    Antonio Sciotto(IL Manifesto 28 Aprile 2006)

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