IL PANE E LE ROSE - classe capitale e partito
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E ora via le truppe dall'Iraq. Subito!

iniziativa per il ritiro delle truppe a Genova

(13 Maggio 2006)

Nei giorni scorsi si sono svolte alcune riunioni che hanno visto la partecipazione di compagni di varie associazioni, collettivi e organizzazioni che negli anni passati si sono battuti per il ritiro immediato delle truppe in Iraq: Rete contro il G8 per la globalizzazione dei diritti, San Benedetto, Buridda, Emergency, Rifondazione Comunista. La valutazione emersa in quella sede riunioni è che ora sia arrivato finalmente il momento di pretendere che quel ritiro venga effettuato.
Sono state messe a calendario due iniziative:
-Dalle 16.30 alle 18 del 24 maggio : sit in sotto la prefettura di Genova
-Dalle 18 alle 19 ora in silenzio sui gradini del palazzo ducale.

Resistenze aderisce alla manifestazione e invita a partecipare. Berlusconi è stato mandato a casa: ora vorremmo vedere se cambia qualcosa! La notizia di oggi - non troppo sconvolgente in realtà - secondo cui agenti del Ros avrebbero partecipato ai rapimenti di "terroristi" effettuati dai servizi segreti americani nel nostro paese richiede una risposta politica. Non si dica che siamo antiamericani: il 70% dei cittadini degli Stati Uniti sono ormai contrari alla politica di Bush in Iraq, quindi l'unico vero antiamericano è proprio lui, il Presidente degli Stati Uniti, l'uomo delle multinazionali del petrolio. Resistenze sta con Cindy Sheenan, coi latinos che si battono per il riconoscimento dela cittadinanza, coi lavoratori della metropolitana di New York che hanno scioperato per difendere i propri diritti e col loro dirigente sindacale, Roger Toussaint, in carcere in questi giorni per avere organizzato la loro lotta, con gli iracheni che difendono la propria casa, la propria famiglia, il proprio paese e con tutti gli altri popoli che vedono il proprio paese occupato militarmente e spogliato delle proprie ricchezze.

Alleghiamo il testo del volantino: per adesioni potete scrivere a norma.b@libero.it

SUBITO, E SENZA CHIEDERE IL PERMESSO A BUSH

Nei giorni in cui un nuovo governo si appresta a chiudere un quinquennio da archiviare al più presto, siamo in piazza per esigere il ritiro dei soldati italiani dall'IRAQ entro l'inizio dell'estate; non perché vittime di attentati, ma perché non dovrebbero trovarsi là.

LO VIETA LA COSTITUZIONE, che all'art. 11 recita "l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.";

LO PROMETTE ESPLICITAMENTE IL PROGRAMMA ELETTORALE DELL'UNIONE alle pagine 30, 31 e 32.

Non si capiscono quindi i tentennamenti e le precisazioni attendiste che serpeggiano nell'unione

I SOLDATI ITALIANI SONO COINVOLTI DIRETTAMENTE IN AZIONI DI GUERRA. Non possiamo dimenticare l'agghiacciante "annichiliscilo, Luca, annichiliscilo" urlato da un soldato italiano ad un commilitone che teneva un iracheno sotto tiro; ne la "battaglia dei ponti" in cui fu colpita anche un'ambulanza

NON SVOLGONO AZIONI UMANITARIE, se non in modo del tutto marginale.

Dall'Espresso dell'11 maggio, che cita dati del ministero della difesa:

-100 milioni di spese militari per ogni milione di aiuti

- l'intelligence ha ottenuto 30 milioni di euro, mentre per le esigenze di prima necessità della popolazione ne sono stati stanziati 16. Quando mai una missione di pace ha speso più per lo spionaggio che per il soccorso alla popolazione locale, ed ha mobilitato un contingente di altre 3500 soldati e 100o veicoli militari?

Ricordiamo peraltro che l'Italia non ha mai aderito alla richiesta dell'ONU di destinare lo 0,7% del proprio bilancio ad aiuti internazionali. Perché dunque tutta quest'ansia di "aiutare" proprio gli iracheni?

LA GUERRA E' STATA VOLUTA DAGLI STATI UNITI CON IL PRETESTO DELLE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA, una cinica menzogna ormai smascherata; non ha portato agli iracheni la democrazia, ma una guerra civile che produce decine di migliaia di morti. E, solo dall'inizio di quest'anno e solo a Bagdad, sono avvenuti 20000 sequestri, e 10000 persone hanno abbandonato le proprie case.

Non vogliamo altre Nassirye, altri funerali militari, altri proclami altisonanti, altre medaglie d'oro promesse o assegnate; e il solo modo per evitare queste cose è ritirare subito i soldati italiani. E promuovere davvero, in tutte le sedi possibili, una politica nazionale ed internazionale di pace e di giustizia.

Resistenze
Blog per il dibattito politico e l'organizzazione sociale di Progetto Comunista - Sinistra di Rifondazione Comunista Genova

Fonte

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