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Consultazione Arcella: la truffa continua (in padovanet)

(31 Maggio 2006)

Che la giunta comunale padovana abbia deciso di giocare sporco sulla consultazione relativa al cosiddetto "piano Gregotti" dell'Arcella è un dato ormai confermato da numerose circostanze verificate: l'immobilismo per un anno e due mesi dall'approvazione della delibera, mai trasmessa al Consiglio per la discussione, la mancata approvazione del regolamento per l'effettuazione die referendum di circoscrizione (dopo una richiesta presentata dai Verdi oltre un anno fa) ,la discussione notturna l'11 maggio scorso al Consiglio di circoscrizione n. 2 della richiesta di consultazione indetta poche ore dopo (il 12 maggio alle 10.30) dalla giunta (che tempismo) per il 28 maggio, lo spostamento poi al 18 giugno, la redazione autoritaria dei quesiti (chissà chi li ha fatti inizialmente), il tentativo del vicesindaco di sommare i voti dei quesiti b) e c), poi riuscito, grazie alla riformulazione della giunta successivainsomma, c'è veramente da mettersi le mani nei capelli! E, mi si consenta, senza alcuna presunzione, se faccio fatica io a capire le mosse di questa partita, immaginiamo cosa ci capirà il cittadino dell'arcella

Ma è proprio questo il punto: se vuoi capirci di più ed hai un computer vai a vedere gli approfondimenti in padovanet, no?

E lì scopri quanto segue: 1) schermata dove si vota. Non si sa, te lo dirà il Sindaco con una comunicazione scritta; 2) come si vota. Con una croce sulla soluzione a) o sulla b)

A questo punto tenti di approfondire cliccando sulla soluzione a) e ti ritrovi tutta la pagina, in cui di spiegazione sul quesito a) non c'è proprio nulla, solo la riproposizione della dizione della scheda ("nessun intervento edilizio, in attesa delle nuove regole urbanistiche", totale 1 riga, vale a dire 68 caratteri, inclusi spazi e punteggiatura) e l'intero quesito b) (12 righe di spiegazione, non ho voglia di contare i caratteri); ovviamente se clicchi b) trovi solo le dodici righe di spiegazione del quesito b), nella duplice versione. Alla faccia della par condicio !

Ma quel ch'è peggio, cliccando l'icona lettera del sindaco (quella che arriverà ai cittadini che hanno diritto al voto) scopri che, secondo Flavio Zanonato, "qualche mese fa è stato avviato un programma di riqualificazione urbanistica all'Arcella per riordinare insediamenti, riammodernare infrastrutture e spazi verdi". Ma come? Stiamo parlando della stessa cosa, ovvero di un progetto urbanistico di 20 anni fa, di cui ha già discusso la vecchia giunta Destro (così ha affermato Zampieri pochi giorni fa ribattendo a Riccoboni), ritirato fuori dal cassetto nel novembre 2004 ed approvato in giunta il 28 febbraio 2005 ?
E poi continua, con la spiegazione del progetto che prevede "la costruzione di due edifici di diversa altezza" (dimentica di dire che uno ha l'altezza della torre già esistente nell'area Pam).

Ma la perla è che poi il Sindaco, nella lettera agli elettori, dice proprio cosa votare: la dizione letterale è la seguente: "ogni abitante potrà scegliere una delle due soluzioni proposte: soluzione a, nessun intervento edilizio, in attesa delle nuove regole urbanistiche; soluzione b, la soluzione prevede due modalità di intervento. Le chiedo di esprimere la sua preferenza tra 1 e 2". Ci può essere ancora qualche dubbio? Persino nella lettera che invita ad andare a votare (o meglio che ti consente di andare a votare) è chiaro che il Sindaco ti invita a votare per il B, nella formulazione 1 o 2. Incredibile, ma vero. Elettore dell'arcella, oserai mica scontentare il tuo sindaco ?

Ed infine, cliccando, cliccando, si scopre che, secondo la Giunta padovana, lo spostamento della data della consultazione al 25 giugno, data in cui si effettuerà il referendum sulla cd. "devolution" non è possibile, ai sensi dell'art. 4 del regolamento sui referendum comunali, che vieta l'accostamento dei referendum alle operazioni di voto.

Peccato che questo non sia un referendum, ma un'autentica invenzione (rabberciata e pasticciata come poche) dell'amministrazione padovana.
Se no, ci sono ben altre regole non osservate:lo stesso regolamento prevede infatti che il referendum sia indetto dal Sindaco, previa deliberazione del Consiglio Comunale, almeno 60 giorni prima (12 maggio, 18 giugno, direi che non ci siamo), previa audizione dei capigruppo consiliari (e, essendolo, posso testimoniare che non c'è stata alcuna riunione sul punto); non solo lo stesso art. 4 prevede che non possono essere tenuti referendum comunali "dopo la pubblicazione del decreto di indizione di elezioni e consultazioni referendarie nazionali e regionali" ( e quindi ora non si potrebbe proprio fare, né il 18 né il 25); all'art. 8 si prevede il quorum per la validità (fissato nel 50% +1 degli aventi diritto, non nel 20% deciso dalla giunta), all'art. 9 si prevede che entro il 45° giorno precedente alla votazione il sindaco dispone la pubblicazione dei manifesti con i dati sul quesito, il giorno, le modalità di individuazione del luogo della votazione, il quorum necessario ( e qui nessuno sa ancora neppure se deve andare in un seggio del comune o in una parrocchia); c'è poi- e non è poco- una commissione che stabilisce i quesiti..

Insomma, il pasticciaccio Arcella ha veramente poca parentela con il regolamento comunale sui referendum; l'obiezione alla proposta di spostarlo al 25 giugno pare veramente di gran poco pregio (contro il vantaggio di un risparmio di appena 60.000 euro).

Le bugie hanno le gambe corte, anche se vengono dall'alto. Io spero che, nonostante il percorso ad ostacoli che questa giunta sta ponendo alla partecipazione ( quella vera, intendo) dopo questo pasticcio si accorcino ulteriormente.

A chi ha la responsabilità della gestione del sito (il Settore Comunicazione ai cittadini, assessorato Scortegagna, responsabile retecivica dott.ssa Francesca Saracino) credo sia doveroso chiedere almeno una corretta e doverosa informazione soprattutto su un argomento così importante e la rimozione dei dati fuorvianti vergognosamente pubblicati in internet, in un sito istituzionale.

Aurora d'Agostino
Consigliera comunale "verdi per la pace"

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