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(25 Giugno 2011) Enzo Apicella

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Lettera aperta ai parlamentari “dissidenti” di prc, pdci, verdi

(15 Luglio 2006)

Cari/e compagni/e
sosteniamo con forza il vostro dissenso sul rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. Proprio per questo ci auguriamo che non rimanga a metà strada, riproponendo incertezze e contraddizioni francamente insostenibili.

Ricapitoliamo. Appena un mese fa avete votato la fiducia, assieme ai vostri partiti, al governo Prodi-D’Alema-Parisi. E dunque, di fatto, avete votato la fiducia al programma di governo della settima potenza capitalistica del mondo che rivendica letteralmente, nero su bianco, “ l’alleanza leale con gli Stati Uniti d’ America”. Bene: ciò che oggi Prodi, D’Alema, Parisi vi chiedono - e con essi i dirigenti dei vostri partiti - è paradossalmente di onorarare quel programma di governo che avete votato.
Infatti, cos’è e cosa è stata la missione in Afghanistan se non la celebrazione dell’ “alleanza leale con gli Stati Uniti” di tutte le potenze europee? Cosa è stata e cos’è se non la concretizzazione di quel”impegno multilaterale contro il terrorismo” che il programma dell’Unione rivendica? Peraltro tutta la politica estera del governo, sta dentro questa rotta: dall’accordo con Bush sui tempi e modi del ritiro dall’Iraq, al vergognoso e tacito avallo dell’aggressione israeliana contro il popolo palestinese. L’Afghanistan è solo un risvolto di questa linea generale.

Voi oggi vi siete differenziati sulla missione afgana. E’ un bene . E’ un primo passo importante che sarebbe miope sottovalutare, ma che richiede una prospettiva nuova e coerente.

Vi chiediamo innanzitutto di mantenere fermo il proposito di voto contrario al rifinanziamento della missione, respingendo ogni ipotesi di mediazione letteraria sulla mozione parlamentare di accompagnamento: sarebbe davvero grottesco, per di più all’ultimo minuto, l’ennesimo baratto tra il fumo e l’arrosto, nelle peggiori tradizioni del “ cretinismo parlamentare”.

Ma un voto contrario alla missione afgana non può restare un episodio circoscritto. Nei fatti sarebbe il voto contrario a un’intera politica estera, e dunque investirebbe il rapporto complessivo col governo dell’Unione il suo programma. Come potreste votare contro il rifinanziamento di una missione di guerra e poi continuare a far parte di una maggioranza di governo che l’ha deciso e di partiti di governo che l’hanno votato? Più in generale, sulla guerra non sono consentiti equilibrismi. In tutta la storia del Novecento la guerra ha fatto da spartiacque a sinistra: ha ridefinito collocazioni generali e scelte di campo. E il vostro campo non può essere quello dell’alleanza leale con Bush.
Per questo ci pare che l’unica conseguenza seria dell’annunciato voto contrario alla missione dovrà essere la rottura aperta col governo, la revoca della vostra fiducia a Prodi, la vostra ricollocazione all’opposizione.

Vi chiediamo la coerenza di questo atto.

Ve lo chiediamo non in omaggio alla nostra posizione politica che, come ben sapete, ha rivendicato da sempre il carattere irrinunciabile dell’opposizione di classe ad un governo dei poteri forti. Ve lo chiediamo in ragione dell’interesse generale dei movimenti e della loro prospettiva di rilancio contro le missioni militari e contro l’ennesimo programma dei sacrifici: una prospettiva che richiede la rottura della concertazione politica tra sinistra e governo, e un punto di riferimento autonomo a sinistra. Tanto più in vista dell’autunno che si prepara.

Certo se questa sarà la vostra scelta la saluteremo positivamente. In ogni caso, comunque si concluda questo passaggio parlamentare, le ragioni di un’opposizione di sinistra al governo Prodi, D’Alema, Parisi emergeranno nelle prossime settimane con una forza decuplicata. E con esse le ragioni di un Partito Comunista dei Lavoratori.

Movimento Costitutivo per il Partito Comunista dei Lavoratori

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