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Te lo avevo detto

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(3 Agosto 2012) Enzo Apicella

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Restauro:ecco come veniamo sfruttati nei cantieri noi restauratori-dipendenti.

Le soprintendenze ed il ministro Rutelli continuano ad essere latitanti

(23 Luglio 2006)

I RESTAURATORI E LE RESTAURATRICI SONO SFRUTTATI, SENZA DIRITTI. SI CONTINUA A NON APPLICARE IL CONTRATTO DEL SETTORE DELL'EDILIZIA
UNA DRAMMATICA TESTIMONIANZA DI UNA RESTAURATRICE NAPOLETANA SULLE CONDIZIONI DI LAVORO E SULLA VIOLAZIONE DEI DIRITTI NEL SETTORE DEL RESTAURO ARTISTICO

Sono anni che "SOPRINTENDENZE AI BENI CULTURALI" di Napoli capeggiate da soprintendenti e dai vari funzionari(ai quali spetterebbe il compito di controllare i cantieri e soprattutto la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici addetti ai lavori di restauro) fanno finta di non sapere e di non vedere quei lavoratori e lavoratrici che vengono sfruttati nei cantieri di restauro artistico dalle varie imprese "fiduciarie". In quei cantieri si lavora nove ore al giorno fianco a fianco con gli operai edili. Le imprese "fiduciarie" per i restauratori e le restauratrici applicano "contratti di progetto"...tanto nessuno li controlla, funzionari e soprintendenti legittimano di fatto una vera e propria "consorteria di imprese di fiducia del settore del restauro".
Nei cantieri di restauro artistico molto spesso non ci sono i bagni, non ci sono spogliatoi, non si fanno visite mediche(solo sulla carta) e si consuma il pranzo seduti per terra e magari dove tutto il giorno si è lavorato con sostanze tossiche e nocive.

Ti dicono che hai avuto fortuna a trovare quel lavoro, che fuori dal cantiere ci sono centinaia di ragazzi/e che ti invidiano e che lavorerebbero gratis addirittura, quindi alla fine devi anche ringraziarli per l'opportunità che ti è stata data. La paga si aggira intorno ai settecento euro mensili per chi lavora da tanti anni nel settore, trecento euro per chi ha iniziato da poco(per questa cifra hanno lavorato al restauro della "guglia di S.Domenico Maggiore" a Napoli.

Ti dicono che non sei restauratrici/ore perchè non hai i requisiti e che non sei nemmeno collaboratore perchè non hai un l'attestato di un corso regionale o di una scuola autorizzata e riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali, e, quindi non puoi pretendere nulla, deve sottostare a quello che ti offrono, che non esiste un contratto per i restauratori/trici, ma i "funzionari" della Soprintendenza sanno benissimo che sono i collaboratori ad iniziare e finire tutte le fasi dei lavori di restauro.
Ma loro continuano a fare finta di nulla.

Le imprese di restauro artistico si accreditano gli appalti dando laute ricompense ai funzionari della soprintendenza e mettendosi d'accordo tra di loro per la spartizione dei lavori facendo in modo da tenere le i neoimprenditori fuori dal giro. Infatti con il controllo dell'ufficio contratti e appalti delle soprintendenze si scopre che i lavori vengono affidati sempre alle stesse imprese.

I lavoratori e le lavoratrici vengono tutti i giorni umiliati/e e psicologicamente demoralizzati, molti sono depressi e cambiano lavoro(se gli riesce di trovarne uno) specialmente chi opera nel settore da tanti anni.

Non hanno trovato sostegno nemmeno nelle organizzazioni sindacali le quali dicono "sono pochi non fanno numero".

E poi c'è qualche sigla sindacale che a tavolino insieme alle lobby del restauro(Istituto Centrale del Restauro, Opificio delle Pietre Dure e scuole di "alta specializzazione" o scuole private) organizza il "massacro" di questa minoranza, chissà per quale occulta ragione.
Ma la verità forse è sempre la stessa.

AI RESTAURATORI E ALLE RESTAURATRICI SI NEGANO I DIRITTI PIU' ELEMENTARI(COME LA MALATTIA, LA MATERNITA', LE FERIE) SUSSISTE UNO STATO DI SFRUTTAMENTO UOMO SU UOMO, UMILIAZIONI CONTINUE CHE VIOLANO(SPECIE PER LE DONNE) LA SFERA PERSONALE E PSICOLOGICA.

UNA RESTAURATRICE NAPOLETANA

Nino Stella

Commenti (13)

in breve...

7 anni a bottega, restauratrice doratrice legno e dipinti...Avevo bisogno d'imparare un mestiere non potendo permettermi gli studi...Morale della favola? Nessuna qualifica che dimostra la mia esperienza. Ad oggi sono disoccupata!

(30 Giugno 2007)

katy

eddyweb@yahoo.com

VERGOGNA

E' un continuo sfruttamento della persona, una mancanza di rispetto della professionalità, non credo che i vari ministeri interessati comprendano cosa vuole dire fare il restauratore / restauratrice.
I sindacati sempre più lontani dall'interesse sociale e dalle varie attività lavorative, contratti a progetto, contratti inesistenti, sfruttamento professionale, mancanza di contratto lavorativo specifico, NON SIAMO MURATORI (rispettiamo la categoria), vogliamo un nostro contratto.

(7 Ottobre 2007)

Staff Albo restauratori
www.alborestauratori.eu
info@alborestauratori.eu

info@alborestauratori.eu

ho realizzato il sogno di molti

Sono una restauratrice d'effrschi e faccio questo lavoro, per me il più bello del mondo, da 6 anni...ho COLLABORATO con 4 ditte in varie città d'Italia. Ho sempre accettato queste forme di contratto con compensi bassi pensando di dover fare esperienza, sei all'inizio, ecc. ma poi dopo un periodo mi si propone di essere capo cantiere...ok, e i compensi...poco più dei precedenti, i diritti li conosciamo,a parte quello di lavorare ne vedo ben pochi. Quando sei in cantiere con tempi stretti ti vengono affidate nuove colleghe, ragazze appena uscite da scuola, e spieghi tu come si lavora...e questo copione per me si è già ripetuto 2 volte,con 2 ditte differenti..capisci che hai sì qualcosa da imparare, ma che ti stanno evidentemente sfruttando. Poi parlando del mio lavoro tutti rimangono affascinati...che bello...col pennellino...quanta pazienza...Insomma io non capisco: ho sempre avuto questa passione e un gran trasporto per questo lavoro ma sinceramente non voglio lavorare in queste condizioni di sfruttamento, e allora penso di aver realizzato il sogno di molti,ma non il mio...perchè essenzialmente non si può vivere solo di questo lavoro. Ho sempre cercato di essere indipendente ma non lo sono proprio:non lo ero prima a casa dei miei, non lo sono ora come moglie, e non lo sarò di certo da madre!

(15 Ottobre 2007)

franci

giampiefranci@libero.it

che vita?

Ho finito da poco gli studi e la mia famiglia sente ogni giorno lamentarmi dei contratti, della non tutela verso i dipendenti da parte delle ditte di restauro e del mondo del restauro in generale.
Le uniche anoressiche parole di consolazione che mi vengono date sono:"almeno fai un lavoro che ti piace!"
Purtroppo le uniche persone a rendersene conto del marciume che gira nel mondo del restauro siamo noi, per il resto del mondo esiste ancora una versione "romantica", che ovviamente non c'è mai stata, del restauratore.
Che vita può crearsi un giovane come me?che futuro possono avere dei ragazzi con contratti a progetto a 700 euro al mese?chi può costruirsi casa o avere famiglia?Non è sempre colpa dei giovani se rimangono in casa con mamma e papà!!!!!!!

EEEE PER FORTUNA CI PIACE IL NOSTRO LAVORO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

(16 Ottobre 2007)

dui_dui@libero.it

"la speranza è dura a morire...Però!"

Signore e signori siamo tutti nella stessa barca che affonda! Ma siamo sicuri che non c'è più niente da fare? Dopo tutti questi anni svolti a lavorare per questo e per quell'altro quasi sempre senza essere regolarizzato, allo stato attuale di fantasma che continua a lavorare mi viene da rispondere si. Tanto è meglio scontrarsi col Ghetty Museum che fare delle leggi serie che tutelino le opere d'arte e la loro conservazione... D'altronde col " er piacione" a fare da Ministro c'è che da stare tranquilli. In Italia è importante tutelare i film di De sica e Pieraccioni che il patrimonio artistico. Grazie per avermi dato un pò di spazio per sogarmi. Buona fortuna a tutti.. Fede.

(13 Gennaio 2008)

federico

Federicoancora@yahoo.it

come ti capisco

sono restauratrice ho 42 anni, vivo come una 25enne nel senso che per non deprimermi non penso al futuro a quando insomma questo lavoro diventerà troppo pesante, a quando non riuscirò più a salire su un ponteggio.spero in un miracolo. non possiedo nulla nemmeno una macchina e pago con fatica un mutuo. la frase ricorrente e che io faccio un lavoro che mi piace!come se questo fosse da pagare con la povertà e l'mpossibilità di fare progetti per il futuro.

(3 Marzo 2009)

lab.devescovi@live.it

studentessa di restauro

sono al secondo anno di restauro presso l' Accademia di Belle Arti di Napoli..... non avevo la minima idea che fuori dal mio piccolo mondo di studente ci fosse un tale scatafascio.... ma è davvero solo così dura? e i restauratori che lavorano presso i musei? tutta la categoria è in queste condizioni?

(18 Marzo 2009)

francesca.carotenuto@yahoo.it

NON CI SONO PAROLE

MI SONO DIPLOMATA DA POCO ISCR E DEVO DIRE CHE DOPO QUATTRO ANNI DI DURI SACRIFICI C'E' STATO PERFINO CHI HA AVUTO IL CORAGGIO DI OFFRIRMI UN LAVORO NON PAGATO

NON SOLO E' UNA VERGOGNA MA ACCANTO HAI RESTAURATORI CONSIDERATI SENZA TITOLO ANCHE I TITOLATI, SE COSì VOGLIAMO CHIAMARLI, FANNO LA FAME

LO SFUTTAMENTO IN QUESTO PAESE NON RIGUARDA SOLO GLI EXTRA COMUNITARI MA ANCHE LA GENTE CHE CON BEN DUE LAUREE NON RIESCE A TROVARE UN LAVORO DECENTE E DIGNITOSO

IL MONDO RESTA IN MANO ANCORA UNA VOLTA HAI RACCOMANDATI, FIGLI DI BUONA FAMIGLIA MENTRE PER TUTTI GLI ALTRI RESTA SOLTANTO TANTA AMAREZZA

(18 Maggio 2009)

cinziagiorgi@tiscali.it

una come voi.... che pensava di essere sola

beh.... e io che pensavo di essere sola, di essere l' unica a lamentarmi di queste condizioni di lavoro: sono una ragazza di 20 anni, l' anno scorso ho avuto la fortuna di entrare a far parte di un cantiere di restauro inizialmente nel mio paese, un paesino in provincia di messina, ho iniziato così un po per gioco anche se in questo lavoro c' ho creduto dal primo momento perchè è una cosa che mi piace fare e per cui mi sento portata.successivamente mi è stata fatta la proposta di spostarmi in un cantiere lontano da casa, per un restauro di un coro ligneo.... la situazione per i restauratori, ma sopratutto per gli pseudo collaboratori ( che poi sono gli unici a lavorare) ho riscontrato, leggendo questa pagina essre uguale un po in tutta italia.... la vita di cantiere e dura stare 8 o addirittura 10 o 12 ore sul luogo di lavoro.... magari tutto il tempo in bilico su una scala o in posizioni impensabili... tutto il tempo a contatto con prodotti chimici che ti rovinano o addirittura ti consumano la pelle delle mani perche magari si usano guanti scarsi e non adeguati ai prodotti... rischiare ogni giorno di farsi male di mettersi in pericolo senza nessuna sicurezza e senza potersi neanche lamentare perche non hai il diritto di farlo perchè devi ringraziare di lavorare in quel cantiere perche gente come te con 2 lauree non ha lo stesso tuo " privilegio", e allora inizii a pensare che sei tu la persona sbagliata che sei tu quella che magari ha qualche problema e che si lamenta mentre gli altri pretendono da te cose obbiettivamente impossibili!!! beh questo era quello che pensavo prima di leggere questa pagina e devo dire di sentirmi meglio anche perchè da pochi giorni ho deciso di mollare perchè siamo arrivati ad un punto in cui non era più possibile continuare: mi si proponeva di lavorare a 40 km da casa (dovevo viaggiare, quindi avrei avuto delle spese) senza essere pagata,fino a dicembre con un contratto a progetto e con una busta paga in cui venivano dichiarati 1,900,00 € (di cui io non avrei visto neanche un cent) qualche minuto fa ancora avevo dei dubbi se avevo fatto la cosa giusta a mollare... visto che secondo qualcuno sto sprecando un' occasione immensa che altri a 20 anni come me non hanno.... ma a questo punto sapete cosa penso???? penso di aver fatto la cosa giusta..... grazie di non farmi sentire l' unica pazza in questo mondo di lavoro di merda.... in cui chi si rompe la schiena vale meno di zero

(28 Agosto 2009)

elena, una come voi

elen4_88@hotmail.it

uh, dio!

ciao a tutti, ragazzi posso dirvi che mi avete terrorizzata?
ho 23 anni e studio archeologia all'università di salerno, e avendo scoperto che questa laurea non mi potrà dare mai niente, da un paio d'anni sognavo di coronare le mie competenze con un corso di restauro all'opificio di firenze (mi piacerebbe molto il restauro di pietre e gioielli, o il restauro di armi e bronzi, o il restauro archeologico).
pensavo che essendo laureata in archeologia e specializzata in restauro avrei avuto più speranze di condurre una vita lavorativa appagante. invece, leggendo le vostre esperienze mi sento ancora più demoralizzata!
volevo chiedervi se questo precariato esiste in tutti i campi del restauro o solo in certi settori: ad esempio, se la passano meglio i restauratori di dipinti o quelli archeologici?
ma, anche all'estero la situazione è così disperata per quelli come noi che vogliono solo fare il lavoro che ci piace ed essere rispettati nei nostri diritti?
vi prego, fatemi sapere qualcosa! almeno, mi toglierò l'idea di diventare restauratrice prima di fare indebitare mio padre per farmi studiare all'opificio!

grazie a tutti e a chi mi risponderà,
un caro saluto

(14 Settembre 2009)

Mariateresa.

ringstorm@libero.it

la realtà

Cara Mariateresa, questa purtroppo è una brutta realtà, io sono una restauratrice laureata in Conservazione dei Beni Cultuali, lavoro e vivo in Veneto e credimi che per quanto questa regione possa essere ricca, anche qui la minestra è la stessa.
Ma non perdere le speranze, se ti piace il settore, non limitare il tuo campo d' azione ad un' unica strada, valuta diverse opzioni.
Se sei portata per questo lavoro e la passione scalcia dentro te allora prova ad andare a Firenze (opificio), sappi però che i guadagni a tali sacrifici non sono ben retribuiti.
Mi auguro che la situazione cambi.
saluti e non demoralizzarti mai....non serve a niente....credici e vedrai che anche tu troverai il tuo sentiero da seguire.
in culo alla balena.

(24 Settembre 2009)

ilaryasorrentino@yahoo.it

3 anni di scuola di restauro ben pagati e sono 3 anni che non lavoro e nn c'è posto per me in nessun cantiere.

Ho letto tutti i vostri commenti all' articolo della restauratrice di Napoli e sono rimasta colpita dalle vostre storie personali. Io ho studiato 3 anni a Roma in una scuola privata da 4500 euro annui per la qualifica di collaboratore restauratore con la speranza di poter lavorare un giorno in un cantiere a contatto con ciò che amo e da sempre mi sono impegnata a studiare, l'arte. Mi sono anche diplomata in pittura presso l' Accademia di Belle Arti di Roma e subito i pregiudizi nei miei confronti da parte di altri restauratori che non mi reputavano all' altezza perchè in possesso di un diploma accademico e quindi, secondo loro, ero più artista pazzo che tecnico per il restauro.Lavoro decorando e restaurando mobili in casa, ma senza lo stipendio di mio marito credo che non avrei i soldi neanche per mangiare.Ho 30 anni e la tentazione è forte di mollare tutto e abituarmi all' idea di fare un lavoro dietro scrivania, ma temo che sia altrettanto forte il desiderio di continuare a lottare per il mio sogno grazie anche all' appoggio della mia famiglia...magari quando avrò 60 anni riuscirò anch'io a lavorare in cantiere.Nel frattempo ringrazio solo me stessa e la mia forza d' animo un pò vacillante, ma sempre presente e tutti coloro che hanno letto la mia mail.

(26 Novembre 2009)

Rosangela Greco

rosangela.greco@gmail.com

allo sbaraglio..

ciao carissimi colleghi, come tutti sapete la situazione è di una complessità enorme.. nel totale o quasi silenzio abbiamo tutti lavorato fianco a fianco, in ogni regione, riscontrando gli stessi problemi, difficoltà, a volte sfruttamenti e soprusi.. Lavorando nel mio piccolo studio, io so di essere fortunata: la logica dei cantieri la conosco purtroppo bene da amici e colleghi, ma non sono costretta a viverla direttamente (almeno per ora!). Ma IL NON RICONOSCIMENTO CHE SUBIAMO è ESATTAMENTE LO STESSO! Anch'io, che ricevo incarichi a mio nome, non sono legalmente riconosciuta, e per motivi anagrafici (ho 31 anni, diplomata restauratrice nel 2001) in virtù di una legge retroattiva, non ho mai avuto la possibilità di ottenere direttamente il titolo di restauratore. Alla luce degli ultimi decreti, applicativi , bando di concorso e struttura della fantastica prova di idoneità ( prevista 1 sola volta nella vita, per tanti, - no, per tutti no, con ironia continuano a dirci che siamo troppi!! ah! ah!- e che non meritiamo di avere più di una possibilità..) insomma, alla luce di quanto sta succedendo e dell'amore e professionalità messa per ANNI al servizio del patrimonio artistico che è DI TUTTI, ho scelto di non stare seduta ad aspettare. HO ADERITO AD UN COMITATO DI RESTAURATORI: LA RAGIONE DEL RESTAURO. HO FIRMATO RICORSI CONTRO QUESTI DECRETI ED IL BANDO. SONO SCESA IN PIAZZA. Servirà a qualcosa tutto ciò? non lo so, ancora una volta non posso conoscere il futuro, ma sono positiva e stanca di piangermi addosso, e ci credo. Ho deciso di metterci la faccia e di difendermi "da sola" con gli altri restauratori che la pensano come me.
SIAMO IN TANTI, E DOBBIAMO ESSERE UNITI E MOTIVATI! Abbiamo dalla nostra la ragione, e la passione.. non è ancora ora di mollare ma di farsi conoscere, di far conoscere la realtà, illogicità e crudeltà di questo meraviglioso lavoro. Un abbraccio a tutti.

(10 Gennaio 2010)

natalia baccichetto
http://www.laragionedelrestauro.org

nataliabaccichetto@gmail.com

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