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Tre coltellate qualunque

(31 Agosto 2006)

All'alba di domenica 27 agosto tre pugnalate uccidevano un ventiseienne romano in quel di Focene, Ostia.
I media hanno parlato di "omicidio incomprensibile", di "balordi", di "rissa per futili motivi".
Ma già da subito qualcosa non tornava.

Renato Biagetti era un compagno attivo in città ed era appena uscito da una festa.
I suoi assassini lo hanno atteso in un vicolo scuro - da vermi - lo hanno provocato e urlato frasi deliranti di chiaro stampo fascistoide mentre lo accoltellavano al torace.

I due arrestati hanno 17 e 19 anni.
Uno è figlio di sbirri ed ha sul braccio, tatuata, una croce celtica.
Due fascisti. O meglio, due fascistelli che giocano, scimmiottano, pescando a piene mani da quella fogna a cielo aperto che è il fascismo. Non avevamo dubbi.

Semmai volevamo evitare d'apparire patetici e sviluppare pezzi d'indagine senza accedere ai fatti. Eppure la dinamica dell'agguato, il contesto e la filosofia che lo reggevano ci hanno, da subito, portato ad immaginare quel che in effetti è stato.

Fosse andata diversamente non sarebbe cambiato niente, certo.
Ma diversamente non è andata. Un altro compagno è morto, ucciso da mano fascista. Vittima del grande gioco di ruolo della tolleranza.

Non ti dimenticheremo Renato.
Per quel che conta.

31/08/2006

AgitProp/Jacob Foggia

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