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Chi aveva detto che la concertazione è finita ?

Parte il confronto sulla nuova politica dei redditi

(9 Settembre 2006)

Il 5 settembre scorso nel corso di una "colazione" a Palazzo Chigi tra Prodi ed i segretari di Cgil, Cisl e Uil, convocata per l'illustrazione (a colazione ??) delle linee guida della legge finanziaria si è in realtà fissata l'agenda della prossima concertazione tra governo e parti sociali.

Scarse le notizie sul dettaglio dell'incontro ma tutto lascia pensare che non solo di metodo si sia discusso, anche se è chiaro che lo scopo immediato era quello da una parte di rassicurare i Sindacati sul loro ruolo e potere concertativo e dall'altro chiarire al Governo che nulla si sarebbe potuto fare senza un più stabile riconoscimento della struttura sindacale come "soggetto politico".

Così è che gli scarni commenti a latere dell'incontro (anche a fronte della probabile decisione governativa di stralciare il capitolo pensioni dalla finanziaria per affidarlo ad un tavolo concertativo separato ma contestuale alla finanziaria) sono tutti positivi:

Per Raffaele Bonanni (Cisl).. «il paese ha bisogno di un messaggio rassicurante, non di docce scozzesi. Per questo abbiamo detto al presidente del Consiglio che serve una discussione pacata, che punti a rilanciare lo sviluppo. Forzature di altro tipo non sono positive e non ci aiutano a camminare nel modo giusto»

Per Epifani (Cgil) ... «Abbiamo fatto il quadro dei problemi aperti. Ora si sono determinate le premesse per avviare subito dei tavoli di confronto».

Tavoli che dovrebbero partire già dalla prossima settimana. In uno si discuterà di sviluppo e, nel secondo, di politica dei redditi.

Manca ora da sapere con quali obiettivi Cgil Cisl Uil intendono affrontare questi tavoli (a cui ovviamente si aggiungerà anche il tavolo sulla previdenza) che, senza mandato alcuno, hanno già deciso di aprire.

L'unica cosa certa è che le recenti polemiche sulla finanziaria hanno in parte ridimensionato un poco, e solo per ora, le accelerazioni liberiste presenti nel Governo (anche se non ne hanno messo in discussione gli obiettivi) ed hanno portato i sindacati a vedersi riconosciuto il loro ruolo concertativo. Una concertazione (lo dice la parola stessa) che permetterà ai sindacati di concertare i nuovi interventi sulla previdenza e di concertare le nuove norme di regolazione della contrattazione. Tutte cose che ci caricano di preoccupazione viste le posizioni fin cui espresse.

Sull'abolizione dello scalone ormai più nessuno dice nulla (quindi di fatto c'è ormai chiara una certa disponibilità a concertare tempi e modi di un innalzamento dell'età pensionabile). Rimangono le perplessità sindacali sui disincentivi, ma si rimane sfumati sulla chiusura delle "Finestre" e sulla necessità di mettere mano a qualche risparmio. Di fatto la concertazione sindacale mira a dare fiato alla previdenza integrativa (quella dei fondi chiusi), di fatto senza una vera piattaforma per il rilancio della previdenza pubblica sulla quale è ormai chiara la disponibilità a concertare qualche altro arretramento.

Sulla nuova politica dei redditi rimangono diverse le valutazioni in casa sindacale (la Cisl punta alla territorializzazione e la Cisl a mantenere integra sul piano formale l'attuale struttura concedendo comunque spazi alla territorializzazione) ma tutti concordano di rimanere nell'ambito di una contrattazione predeterminata su vincoli decisi a priori, quindi nell'ambito di una moderazione sindacale entro i limiti dell'inflazione programmata o parametri similari.

L'accellerazione data alla convocazione delle nuove sessioni concertative fa saltare inoltre tutti i bei propositi precedentemente spesi dalla Cgil (prima una proposta unitaria, poi al confronto con i lavoratori, solo dopo al tavolo), tant'è che già si avvia il tavolo senza che si sappia su quale posizione andranno i sindacati e senza che i lavoratori siano neppure stati sentiti ed avvisati.

Sembra che quindi tutti siano stati presi dalla grande fretta affinchè (stralcio o meno) si vada ad un accordo sulle pensioni, non in finanziaria ma contestualmente alla finanziaria (per dare a questa quella credibilità chiesta dall'Europa e dalla nostra più nostrana Confindustria). La stessa fretta riguarda le nuove regole sulla contrattazione che devono essere stabilite contestualmente alla concertazione sulle così dette "politiche di sviluppo" che poi altro non sono (basta guardarsi intorno) che trasferimenti si risorse a sostegno della profittabilità di impresa.

Intanto di legge 30 se ne parla sempre meno se non per dire che vanno limate alcune oscenità.

La nostra fine ed intelligente burocrazia sindacale (paga dei riconoscimenti formali che il nuovo governo le riconosce) farebbe bene a sapere da subito che nessun tavolo potrà essere aperto senza prima aver definito una piattaforma sindacale complessiva e senza avere avuto su questa un mandato a trattare da parte dei lavoratori.

Già siamo incazzati perchè il Governo non rispetta la sua piattaforma elettorale , ma cominciamo ad essere preoccupati maggiormente se la Cgil non darà coerenza conseguente alle sue conclusioni congressuali.

Chi aveva detto che la concertazione era finita ???

8 settembre 2006 - Il Coordinamento RSU

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