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(4 Maggio 2011) Enzo Apicella

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Guerre imperialiste e terrorismo di stato: NO PASARÁN!!!

comunicato dell'Associazione nazionale Nuova Colombia

(12 Ottobre 2002)

Negli ultimi anni, mesi e giorni il panorama internazionale si è evoluto come un vortice inarrestabile. L'imposizione e l'accentuazione delle guerre di conquista, come strumento di risoluzione (solo apparente) della crisi propria del capitalismo neoliberista, ha disegnato una scia di prepotenze ed attacchi criminali contro i popoli che non sembra aver fine: Irak, Jugoslavia, Afganistan, Palestina ed ancora Irak, a quanto pare.

Tutti paesi la cui sovranità, ci dicono i campioncini della "democrazia", è solo un mito su cui sputare in nome della difesa oscurantista degli autoproclamati gendarmi del mondo.
Tutti popoli da sottomettere, schiacciare, umiliare e, possibilmente, distruggere sul piano tanto materiale quanto culturale.

La Colombia, aldilà del silenzio e della manipolazione sistematicamente disinformativi dei media internazionali e nostrani, rappresenta un paradigma del disegno scellerato di Bush "lo squartatore" e del suo delirio di onnipotenza, che ambisce a portare a compimento la neo-colonizzazione dell'America Latina.

L'obiettivo strategico, e nemmeno tanto dissimulato nonostante i pretesti vecchi e nuovi (lotta al narcotraffico, guerra al terrorismo, difesa della democrazia, ecc.), è l'imposizione a sangue e fuoco dell'Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA), che promette ai popoli latinoamericani ciò che quotidianamente questo modello già dispensa: miseria, fame, terrorismo di stato, assoggettamento strutturale, ultradipendenza economica, sfruttamento generalizzato e morte.

Sarebbe un grave errore, da parte del movimento contro la guerra, l'imperialismo e la globalizzazione, dimenticare che l'egemonia mondiale USA può essere garantita strategicamente solo attraverso l'ALCA, patibolo definitivo per un continente le cui ricchezze reali e potenziali sono incalcolabili ed incomparabili (biodiversità amazzonica, petrolio, risorse minerarie ed idriche, ricchezze agricole, tra le altre), e che costituirebbe il più grande mercato al mondo, unificato sotto il controllo della Federal Reserve ed interamente occupabile e gestibile, per le esportazioni nordamericane.

Il braccio armato di questo progetto efferato, com'è noto, è il Plan Colombia, piano militare -recentemente esteso agli altri paesi dell'area mediante l'Iniziativa Regionale Andina- che implica l'afflusso permanente e massiccio di militari e mercenari statunitensi, elicotteri da guerra, tecnologia bellica di punta e la guerra batteriologica, con il pretesto della lotta contro le piantagioni di coca.

In Colombia, il nuovo governo del paramilitare e narcotrafficante Uribe Vélez ha sancito anche de iure la svolta fascista di un regime corrotto, antidemocratico ed illegittimo.
Infatti, il pupillo di Bush ha decretato alcuni dipartimenti del paese "zone di guerra" (guarda caso quelli in cui passa l'oleodotto più lungo del continente), dove i militari hanno poteri pressoché illimitati; ha ordinato di impedire manu militari ogni forma di dissenso, come dimostrato dalla repressione verso la combattiva e riuscitissima mobilitazione contadina, popolare ed operaia che il 16 settembre scorso ha paralizzato il paese; ha accentuato le già gravissime misure neoliberiste, introducendone di nuove; e, cosa ancor più drammatica, sta istituzionalizzando di concerto con Washington e la CIA il paramilitarismo, attraverso una rete di delatori prezzolati.

TUTTAVIA, UNO SPETTRO S'AGGIRA PER LA COLOMBIA: È QUELLO DEL MOVIMENTO POPOLARE E DI QUELLO INSORGENTE, CHE, COME DIMOSTRATO DALLO SCIOPERO NAZIONALE DI SETTEMBRE E DALL'ATTACCO GUERRIGLIERO AL PALAZZO PRESIDENZIALE IN AGOSTO, STANNO AVANZANDO UNITI E SENZA CEDIMENTI VERSO L'ABBATTIMENTO DI QUESTO REGIME E LA COSTRUZIONE DI UNA NUOVA COLOMBIA, IN PACE E CON GIUSTIZIA SOCIALE!

Associazione nazionale Nuova Colombia

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