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La sanità a Cuba e negli Usa

La sanità a Cuba e negli Usa

(28 Marzo 2012) Enzo Apicella

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    (10 Ottobre 2006)

    Gentile Direttore,
    abbiamo appreso, nell’edizione delle ore 13,30 del Telegiornale che Lei dirige, che secondo alcuni non meglio identificati blog, dei cosiddetti dissidenti cubani, a Cuba ci sarebbe una vera e propria epidemia di dengue che avrebbe causato migliaia di morti.

    Se la notizia fosse vera preoccuperebbe non solo noi ma ogni persona sensibile nonché tutti coloro che intendono trascorrere le proprie vacanze a Cuba.

    Per quello che ci risulta, invece, da notizie non solo di autorità sanitarie cubane ma anche da rappresentanti di ONG presenti sull’isola e da molti nostri amici, cittadini residenti cubani, la situazione sarebbe notevolmente diversa.
    Giova, anzitutto, fare una precisazione : il dengue, allo stato endemico presente in molti Paesi dell’America-Latina, è stato a Cuba, grazie al suo sistema sanitario, tenuto sempre sotto controllo. Considerato il tipo di clima e il tasso di umidità è quasi impossibile debellare totalmente l’Aedus Aegypti, la zanzara colpevole della trasmissione del virus.

    Dal mese di agosto, effettivamente, nella più grande isola del Caribe c’è stata una certa recrudescenza di dengue che ha causato, purtroppo, una diecina di vittime (non migliaia).

    Grazie al pronto intervento del Governo cubano e a una mobilitazione generale di tutte le strutture sanitarie del Paese, la presenza del virus è stata riportata ad un livello, se così si può dire, fisiologico. E appare strano riportare delle dichiarazioni (false?) del portavoce della OMS di Ginevra, Gragory Hartl, su delle “voci”, quando dispone di un ufficio a Cuba che collabora attivamente con il Ministero cubano della Sanità!

    Siamo veramente sorpresi di come si siano potute diffondere certe notizie, non corrispondenti al vero, soprattutto ora che gli U.S.A. hanno stanziato ottanta milioni di dollari, di cui una decina da devolvere a compiacenti organi di informazione, al fine di screditare e distruggere il sistema politico e sociale che i cubani si sono scelto.

    Comunque il Suo Telegiornale renderebbe un notevole servigio alla libertà di stampa nonché all’etica professionale se trasmettesse immagini dei funerali delle migliaia di vittime e facesse i nomi e cognomi di almeno una cinquantina delle stesse.

    E’ di tutta evidenza che una tragedia che avrebbe causato migliaia di morti non potrebbe essere occultata da nessun Governo, soprattutto in una piccola isola come Cuba.

    Rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti Le inviamo distinti saluti.

    Roma, 6 ottobre 2006

    IL DIRETTIVO NAZIONALE
    ASSOCIAZIONE DI AMICIZIA ITALIA-CUBA

    Fonte

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