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(17 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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No alla finanziaria ammazza precari

Damiano, amico dei padroni, vattene

(26 Ottobre 2006)

L'assemblea del Brancaccio ha lanciato la manifestazione del 4 Novembre con una piattaforma centrata sulla abrogazione delle tre leggi-vergogna (Moratti, 30 e Bossi-Fini, oltreche sul no al pacchetto Treu) e sulle richieste della stabilizzazione dei precari, della centralità del contratto a tempo indeterminato, del riassorbimento del lavoro esternalizzato e di forme di garanzia del reddito, inviando un monito al governo di centrosinistra affinché rompesse con il berlusconismo, il liberismo e con il dilagare della precarietà nel lavoro, nel reddito, nella vita.
La risposta del governo Prodi è stata totalmente negativa. Non solo le leggi-vergogna sono operanti, ma per alcuni aspetti (accordi governativi con i call center, intensificazione della distruttiva "autonomia scolastica", creazione di muri e simil-CPT clandestini) in forma persino più devastante.

Nel contempo la Finanziaria di centrosinistra, lievitata a 40 miliardi, invece di "far piangere i ricchi", in cambio di incerti spiccioli di sgravi fiscali, aumenta i ticket sanitari e elimina servizi pubblici cruciali per il diritto alla salute; taglia più di 2 miliardi ai Comuni; non stanzia per i contratti pubblici nulla per il 2006 e per il 2007-8 addirittura meno dell?inflazione programmata; taglia 50 mila posti di lavoro nella scuola pubblica, aumenta i finanziamenti a quella privata e sottrae fondi ad Università e Ricerca; prevede di stabilizzare solo 8 mila dei 350 mila precari della Pubblica Amministrazione; regala ai padroni miliardi con il cuneo fiscale, e destina alle distruttive "grandi opere" (TAV,Mose) il TFR dei lavoratori.

E una vergogna particolarmente rivoltante per i precari riguarda la politica del ministro "padronale" Damiano, a partire dalla vertenza Atesina. Dopo due anni di coraggiosa lotta dei precari Atesia, l'ispettorato del Lavoro aveva accertato che i dipendenti sono lavoratori subordinati, disponendone l'assunzione a tempo indeterminato (con il pagamento degli arretrati) e scoperchiando il verminaio del lavoro paraschiavistico dei call center e di migliaia di posti analoghi. Damiano ha steso una pietra tombale sulla vicenda con l'art.178 della Finanziaria che regala il condono fiscale a Tripi ed agli altri "padroni delle ferriere" e continua a dividere i lavoratori in subordinati e "autonomi", con l'aiuto di Cgil-Cisl-Uil, firmatari di un accordo peggiorativo della legge 30. E' lo stesso ministro che prepara un decreto per anticipare al 1° Gennaio 2007 lo scippo del TFR da regalare ai fondi pensione cogestiti tra Confindustria e Cgil-Cisl-Uil e che stà per aprire una trattativa catastrofica per ulteriori tagli delle pensioni.
A livello regionale dilaga l'ostilità del centrosinistra verso i precari: ad esempio nel Lazio l'assessore alla Sanità Battaglia, per favorire ditte private, ignora le lotte dei lavoratori precari ed esternalizzati del Sant'Andrea e altri ospedali, da più di un anno mobilitati per la stabilità del lavoro, la garanzia del salario, la salvaguardia delle strutture pubbliche e del diritto alla salute. Persino sul piano della democrazia il governo è impresentabile, con il gattopardo Fioroni che, sotto la pressione di Cgil-Cisl-Uil, riconferma il furto di democrazia ai danni dei lavoratori della scuola e non restituisce il diritto di assemblea; e con Amato che, oltre a ribadire il neoschiavismo della Bossi-Fini e i lager CPT ( di cui il 4 chiederemo la chiusura) permette che amministrazioni di centrosinistra innalzino muri per ghettizzare gli immigrati (Padova) o si inventino simil-CPT clandestini (Roma).

IL 4 NOVEMBRE TUTTE/I A ROMA PIAZZA DELLA REPUBBLICA ore 14,30
PER DIRE BASTA CON LA PRECARIETA' E NO ALLA FINANZIARIA TRUFFALDINA E AL MINISTRO DAMIANO, AMICO DEI PADRONI

CONFEDERAZIONE COBAS

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