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"Sul movimento e la disobbedienza"

Lettera aperta dei Giovani Comunisti della Versilia

(26 Ottobre 2002)

Vogliamo esprimere alcune considerazioni sul movimento e in particolare sulla disobbedienza.

In molti tra i comunisti esasperano la critica al movimento, traendo cosi conclusioni che portano all'isolamento e al settarismo.
Altri sposano a pieno il movimento cosi come è, cadendo in quella che è la deriva movimentista.

Riconosciamo il valore del movimento e siamo pronti a difenderlo da ogni tentativo di criminalizzazione cosi come dagli attacchi repressivi che esso subisce.

Tuttavia dobbiamo avere chiaro che all'interno di esso predominano tendenze pacifiste, ghandiane, riformiste.
I vertici dei Giovani Comunisti invece di trovare una risposta politica alternativa a queste idee scorette, hanno teorizzato che fosse necessario farsi "contaminare" da tali idee.

La teoria della contaminazione è errata e pure ipocrita.
E' errata perchè un movimento non è chimicamente puro.
Ipocrita perchè i giovani comunisti non si sono fatti contaminare dalle ideee genericamente presenti nel movimento ma hanno fatto una scelta di campo ben precisa.
Si sono accodati a "Ya Basta" e alle "Tute Bianche" con cui hanno pure formato il laboratorio dei disobbedienti scordando un piccolo ma significativo particolare "ya Basta" e le "Tute bianche" non sono il movimento ma strutture politiche che lottano per diffondere le proprie concezioni nel movimento.
Il ruolo dei GC si riduce a quello di portatori d'acqua.

Questo e per noi inaccettabile.
Le nostre idee, la nostra militanza non sono al servizio di qualche "leaderino" con manie madiatiche.

I disobbedienti, poi, farebbero bene a fare un bilancio serio sul loro operato.
Dalle responsabilità per ciò che è avvenuto a Genova, dove molti giovani sono stati mandati allo sbando e dove solo il caso fortuito ha fatto si che i morti non fossero più di uno.
Alle iniziative fatto tante per avere un ritorno esclusivo di immagine.
Cosa sia la disobbedienza in realtà non lo sanno nemmeno gli inventori.
Essa è tutto e il contrario di tutto.
E' esternare di azioni con il solo risultato di far salire la tensione come se la repressione fosse già bassa.
E' l'accordarsi con gli amici di Cacciari.
E' il pacifismo a senso unico che fa si che i pacifici disobbedienti a Venezia si trasformano in rissaioli che picchiano i compagni che hanno pratiche politiche diverse.

Il nostro giudizio sulla disobbedienza è sostanzialmente negativo e per questo come Giovani Comunisti della Versilia non ci comporteremo da dissobbedienti nelle giornate del Forum sociale di Firenze come del resto non abbiamo mai fatto.
Riteniamo l'appuntamento importante per discutere, socializzare e internazionalizzare le lotte.
Cercare nuove unità sulla prassi con i soggetti che vogliono ora resistere, domani avanzare.

Contestiamo il "diritto" di esponenti del centrosinistra specie dei DS che hanno applicato politiche liberiste e fatto guerre a fare la loro passerella al forum.

Inoltre come Giovani Comunisti della Versilia pur riconoscendo la disobbedienza come un anima di questo movimento ci dissociamo da essa perchè estranea alla nostra pratica.

I Giovani Comunisti della Versilia, inoltre, annunciano la propria adesione alla manifestazione di Camp Derby del 6 Novembre.
Ci saremo perchè siamo contro la guerra senza se e senza ma.
Ci saremo perchè la manifestazione ha carattere internazionalista e perchè è bene far risaltare le contraddizioni della regione Toscana che da una parte da lo spazio al forum e dall'altra tollera sul territorio una base militare americana dove all'interno vi sono pure armi nucleari.

Giovani Comunisti Versilia

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