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    Mail di quesiti a Prodi & C.

    Dal sogno alla realtà: per i precari della scuola la finanziaria è una CARNEFICINA

    (18 Novembre 2006)

    Pongo a tutti i destinatari di questa e-mail, in particolare al presidente Prodi, al ministro Fioroni e al vice ministro Bastico, alcune domande.
    ° Come mai nella finanziaria vi è un' evidente disparità di trattamento nelle regole previste per la stabilizzazione del precariato, come risulta dal confronto tra l'art. 57 e l'art. 66, così come modificato dal paragrafo aggiunto dal maxiemendamento?
    ° Se questa diversità di trattamento non è casuale, gli autori di questa politica potrebbero comunicare al popolo italiano, di cui i docenti precari sono una parte, quali sono i principi sulla base dei quali agiscono, gli obiettivi che intendono raggiungere e gli strumenti che utilizzano , evidenziando anche la congruità con quanto è previsto dal programma dell'Unione sulla stabilizzazione del precariato scolastico, e negli articoli 3, 35 e 97 della Costituzione?
    ° La riformulazione dell’art. 66 delle legge finanziaria è coerente con quanto il viceministro Bastico ha dichiarato in alcune interviste (Italia Oggi – Radio anch’io)?
    ° Nel paragrafo aggiunto dal maxiemendamento all'art. 66 della finanziaria la sopravvivenza delle graduatorie permanenti è subordinata alla eventualità che dopo il 2009 " fosse necessario comunque procedere alla copertura di posti disponibili in deroga al meccanismo di cui ...... con decreto del Ministro della Pubblica istruzione, potrà attingersi alle graduatorie permanenti " . Ma chi e sulla base di quali criteri deciderà questa necessità? Per quanto tempo la deroga alla nuova regola generale avrà valore? In quale misura i posti saranno assegnati alle graduatorie permanenti? Quali sono i limiti al potere discrezionale del ministro: tutti noi conosciamo la differenza tra il verbo potere e il verbo dovere.
    Secondo autorevoli fonti l'emendamento 66.28 non è stato recepito perché trasformando le 150 mila assunzioni nel triennio da limite numerico massimo a limite numerico minimo, non aveva la copertura finanziaria. E' evidente a tutti che nessuno chiede il mancato rispetto dell'art.81 della Costituzione, pertanto siamo disposti ad accettare limiti numerici ragionevoli in nome del risanamento finanziario. E' anche evidente a tutti che la salvaguardia delle graduatorie permanenti non ha alcun riflesso finanziario, ma riguarda unicamente il riconoscimento di un diritto: quello di poter partecipare alle immissioni in ruolo, nei numeri che di volta in volta i pensionamenti e la compatibilità finanziaria renderanno disponibili.
    Il Parlamento è sovrano nel rideterminare le norme sul reclutamento dei docenti: nel farlo non può non tenere conto dei diritti acquisiti, che ad altri vengono riconosciuti. Ricordo che chi è inserito nelle graduatorie permanenti si è abilitato seguendo le procedure che la legge del tempo prescriveva. Non siamo né usurpatori né abusivi!
    Le vicende degli emendamenti correttivi all'art. 66 accadute alla VII e alla V commissione della Camera, l'ostruzionismo dell'opposizione durante il dibatto in aula, hanno impedito che ci fosse un dibattito, in cui ognuno si assumeva le responsabilità dei voti e dei pareri dati alle proposte presentate. Non vorrei che ci fosse un disegno "furbino"...... per questo vi chiedo un impegno affinché al Senato non sia così.
    Fra qualche tempo inizieranno le nuove tornate elettorali, (europee ecc.) non mettete me, e tanti altri docenti precari, guardando la vostra faccia in televisione o su un manifesto elettorale, in condizione di voltarsi dall'altra parte.
    Più che una minaccia per me che sono sempre stato di sinistra è soprattutto un’altra tragedia personale, che si aggiunge alle altre che la vita ci offre.

    Saluti
    da www.scuolanostra.it

    Maria Zammitti

    Fonte

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