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In merito alla manifestazione di Roma: fantocci e bambocci

(20 Novembre 2006)

Da due giorni Tg e giornali, come se ubbidissero ad un’unico direttore d’orchestra, stanno picchiando duro sulla manifestazione di sostegno alla resistenza palestinese svoltasi a Roma il 18/11.
Si urla allo scandalo per tre fantocci di mercenari occidentali dati simbolicamente alle fiamme.

Verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
Gli esponenti politici dei due poli sistemici che fanno a gara nell’esecrare questo gesto sono gli stessi che hanno inviato le forze armate italiane in Somalia, Iugoslavia, Afganistan, Iraq e ora in Libano.
In tutti questi casi i loro tanto amati soldatini non hanno bruciato fantocci, ma esseri umani in carne ed ossa, nella gran parte dei casi civili, bambini, vecchi e donne innocenti.

In Iugoslavia, con le loro «bombe umanitarie» hanno incenerito case, ospedali, scuole, stazioni TV, interi villaggi.
In alcuni casi (vedi Mogadiscio negli anni 1993-94) hanno seviziato e torturato dei giovani per obbligarli a fare la spia.
E siccome di parla di simboli, come dimenticare quali fossero quelli che i nostri gloriosi para’ ostentarono in Somalia mentre svolgevano la loro opera umanitaria?
Ovvero: «... l'ostentazione presso talune unità di simboli e slogan nazisti e fascisti" —dalla relazione del maggio 1998 della commissione presieduta dall'ex presidente della Corte costituzionale Ettore Gallo.

Dove voglia andare a parare il Partitone filo-sionista e’ presto detto.
A illegalizzare chi sostenga le Resistenze, abolendo il diritto costituzionale a manifestare liberamente le proprie opinioni.

Anche stavolta, come in altri casi, Di Pietro è la bocca della verita’.
In un’intervista rilasciata a La Nazione di oggi, dichiara apertamente che il governo dovrebbe approvare una legge per vietare le manifestazioni antimperialiste, una legge sul modello di quella che vieta negli stadi l’ingresso a certi ultra’.

Questo sara’, in effetti, un punto decisivo dello scontro politico italiano nel prossimo futuro.
Il sistema italiano tentera’ di adeguarsi piu’ di quanto non abbia gia’ fatto, alla tendenza generale delle democrazie imperialiste, alla loro trasformazione in regimi totalitari ove non ci sia agibilita’ politica per forze antagoniste, alla loro definitiva militarizzazione interna —conseguenza apparentemente ineluttabile della militarizzazione delle relazioni internazionali.
In ballo non c’e’ quindi solo il diritto degli antimperialisti ad affermare le loro opinioni, in ballo c’e’ la sorte della Cosituzione formale e sostanziale di questo paese, se esso si debba adeguare alle norme fasciste adottate negli USA dopo il 2001 o meno.

L’unita’ piu’ decisa degli antimperialisti non e’ necessaria solo per aiutare le Resistenze popolari in Palestina o Iraq.
Quest’unita’ e’ indispensabile per ricostruire in questo paese un movimento di massa che sbarri la strada ad un’esito autoritario e totalitario.

In questa cornice vale il motto del ‘68: dai loro un dito e ti prenderanno tutto il braccio.
I diritti democratici, tra cui anche quello di dar fuoco a fantocci che simboleggiano il militarismo e la guerra imperialista, vanno difesi in blocco, nella loro interezza, non a pezzi e bocconi.

Per questo siamo rimasti basiti nel leggere la brutta nota diffusa dal Forum Palestina (promotore della manifestazione di Roma: «5. Infine vorremmo chiedere a chi nella manifestazione di sabato ha bruciato i pupazzi e lanciato slogans inservibili e insulsi (lo stesso era accaduto a febbraio). Se sapevate (e lo sapevate) che era pronta la trappola mediatica che sarebbe servita a manipolare e occultare una manifestazione sulla Palestina, perché vi siete coscientemente e puntualmente prestati alla trappola? O siete stupidi o siete malconsigliati.
Nel primo caso ravvedetevi, nel secondo allontanate i cattivi consiglieri. La prossima volta sarà l’intera manifestazione che non permetterà che vi prestiate di nuovo alla trappola».


Vorremmo sbagliarci, ma questa dichiarazione sembra essere stata fatta a comando: «Io chiederò al Forum della Palestina che ha organizzato il corteo non soltanto di condannare ma anche di cambiare le regole. D'ora in avanti io scenderò in piazza se la piazza sarà messa al sicuro da queste trappole mediatiche. (...) Bisogna ritornare a un bel servizio d'ordine. Che prima sterilizzi, cinga e si premuri di mandarli, come si faceva una volta, in coda al corteo, tenendoli a una distanza di sicurezza in modo che sia evidente la separazione dei due mondi. E poi convinca, persuada alla calma, alla tranquillità». (Intervista di O.Diliberto a Repubblica di oggi)

Non chi brucia fantocci deve essere cacciato dalle nostre manifestazioni, ma chi viene a sfilare solo qualche attimo per poi recarsi in Parlamento a votare finanziarie e missioni di guerra.

Notiziario del Campo Antimperialista ... 20 novembre 2006

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