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Oslo: le radici

Oslo: le radici

(24 Luglio 2011) Enzo Apicella
Strage fascista in Norvegia. 92 morti in due attentati di matrice cristiano-fondamentalista.

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Inseguire le "sponde" è inutile e pericoloso

(26 Novembre 2006)

Interveniamo nel dibattito in corso con la sintesi di una chiacchierata fra i compagni di Cesena sui fatti di Roma specificando che purtroppo non eravamo presenti e non abbiamo partecipato al percorso preparatorio.

La sinistra del capitale ogni tanto ricicla qualche vecchio volpone per agganciare, dividere,criminalizzare e riportare dentro le compatibilità i movimenti che possono “sfuggire” al controllo. E qualcuno, nonostante una lunga militanza politica rivoluzionaria, ingenuamente abbocca all’amo.

Il buon vecchio Andreotti sosteneva la pericolosità di un grande vuoto – formale sia chiaro - lasciato a sinistra dal Pci dopo la “svolta”, Tanto da auspicare la nascita di una nuova formazione “comunista” istituzionale.

Cossutta, poi Bertinotti e adesso Diliberto: ce ne sono per tutte le stagioni.

Tutti provengono da una grande scuola di polizia e “psicologia aziendale”.

L ‘ultimo anello, dopo che Bertinotti è approdato sullo scranno magico e tanto agognato, sembra essere diventato proprio Diliberto: da tempo frequenta i cortei di movimento , sempre con un manipolo abbandierato a marcare il “territorio” come fanno i cani in “libera uscita” . Da tempo lancia insulti, anatemi e invocazioni repressive contro antifascisti e compagni. Da troppo tempo ha la facoltà di partecipare alle manifestazioni antimperialiste con la presunzione e l’arroganza di chi vorrebbe dettarne le “regole”, nelle forme e nei contenuti perchè sa che avrà sempre i riflettori puntati du di lui.

E’ incredibile che pochi abbiano immediatamente risposto per le rime alle affermazioni di Diliberto sull’episodio dei pupazzi ( come sui fatti di Milano dell'11 Marzo e altre manifestazioni contro la guerra).

La risposta del Forum Palestina è legittima ma equivoca e di parte perchè pone dei paletti in una sola direzione. Non ci è chiaro come mai non emerge lo stesso atteggiamento con Diliberto che non solo ha parlato di servizi d'ordine e ha gestito l'evento prima , durante e dopo in maniera strumentale per la sua contrattazione dentro il centro-sinistra (alla faccia del popolo palestinese) ma ha colto la ghiotta opportunità per colpire i settori più indigesti del movimento antimperialista con i soliti metodi che tutti ben conosciamo....Coerenza vorrebbe che nel comunicato del Forum si dicesse che i rapporti finiscano anche con Diliberto e la gente della sua risma.

Ricordiamoci bene chi sono queste persone . La storia politica e morale non lascia spazio a dubbi e dimostra chi sono i veri “provocatori”: è nota la provenienza del “Senatore” dall’ala “migliorista” del PCI che emerge dall’”oscurità” diventando il delfino di Cossutta che di servizi d’ordine e delazioni se ne intende.

Note sono anche le sue passate frequentazioni e “amicizie” spregiudicate come l’onorevole Previti e Marcello Dell’Utri.

Come i rapporti diretti con società legate al noto faccendiere sardo Grauso e l’amicizia con l’ex Ministro dell’interno Pisanu. C’è un detto massonico che calza a pennello nelle scarpe dei politici italiani: “la realtà in politica è quella che non si vede”. Ma è anche vero che quando i “provocatori” come Diliberto non frequentano i cortei, nel continuo sforzo di dimostrare di essere “comunisti folkloristici”, “sdegnano di far conoscere le loro intenzioni” : la guerra alla Jugoslavia, l’istituzione dei GOM (squadre di picchiatori della polizia penitenziaria), la penosa rincorsa ad incarichi e poltrone negli enti locali e nei consigli di amministrazione,il voto su Afghanistan e Libano. La piena rivendicazione della presenza delle truppe in Kossovo definite da Diliberto “truppe di pace”, la finanziaria di guerra. Non c’è bisogno di andare oltre.

Si può discutere, fra compagni, se è stato giusto o sbagliato,ingenuo o coraggioso bruciare pupazzi , spaccare tutto di fronte ad un raduno nazi-fascista , lanciare slogan truci ma nell’era della comunicazione globale ci troviamo di fronte ad un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Proviamo a domandarci che significato può avere su centiania di milioni di arabi, africani, asiatici e latino-americani e i lavoratori immigrati vedere bruciare i fantocci dei loro nemici in una metropoli della ciitadella imperialista ? Vale più rincorrere la “sinistra radicale” (termine molto eufemistico) e i settori sociali dei privilegi neo-corporativi che essa rappresenta di fronte ai suoi richiami all”ordine” o parlare il linguaggio dei “selvaggi” popoli della “Tricontinetal” che ci guardano e sono la “maggioranza” dell’umanità. Oppure centinaia di milioni di esseri che le bandiere e i fantocci li bruciano tutti i giorni sono dei provocatori e degli inopportuni imbecilli ? Stesso parallelo si può tracciare per i fatti di Milano per quelle centinaia di migliaia di giovani e antifascisti che , a parte la pessima gestione degli scontri di piazza e l'alto prezzo pagato in termini repressivi, hanno compreso e Giustificato quanto è accaduto perché ne abbiamo tutti i coglioni pieni di veder scorazzare con la camicia nera in lungo e in largo le future reclute degli “eseciti della salvezza” di Fini e Dalema.

Abbiamo torturato e stuprato in Somalia, bombardato la Yugoslavia , sparato in Iraq...E' ovvio che i pupazzi tocchino il tasto dolente della "difesa degli interessi nazionali". Siamo diventati un paese imperialista con maggioranze borghesi e larghe fasce di "consumatori"

convinte del diritto al consumo illimitato di merci spesso inutili e dannose sulla pelle di altri popoli, con la stessa percentuale di bambini obesi degli Stai Uniti. Di fronte al riemergere dell'anima social-fascista e cristiana dell'imperialismo italiano bruciare in una manifestazione i simboli di questo nuovo corso militarista ci sembra,francamente, un fatto scontato. Se la comunità palestinese in Italia , o una parte di essa, non ha condiviso il momento è comprensibile . Non è di questi pupazzi però che si deve preoccupare ma degli sporchi intrighi e delle false promesse del ceto politico italiano che hanno portato all'isolamento politico ed economico dei palestinesi.

Se le manifestazioni dell’ultimo sciopero e per la Palestina dimostrano qualcosa è che un movimento di opposizione indipendente e autonomo da tutto lo schieramento del Centro-sinistra, pur minoritario, diviso e ancor lontano da conquistare “peso” nelle masse è possibile senza corvi e avvoltoi come Diliberto e compagni di “merende”. Nessun tatticismo, in cui siamo cascati anche noi diverse volte più per disperazione che per altro, può giustificare oramai il mantenimento di legami che rappresentano non una sponda ma una zavorra . Abbiamo bisogno di questi cialtroni per fare cosa ?

Che apporto reale danno alla crescita dei movimenti ? E anche ragionando da un punto di vista istituzionale cosa fanno ? Vogliamo ridurci ad essre appendici dissidenti sotto l'ala paternalista di questo scabroso ceto politico che solo IlManifesto" può definire "sinistra radicale". Vogliamo essere inclusi nell'archivio storico del "comunismo folkloristico" del nuovo millennio ? Scordiamoci maggioranze da conquistare ora in questo paese e lavoriamo per l'allargamento e il consolidamento di uno schieramento politico- sindacale fermamente deciso a difendere la propria autonomia e principi irrinunciabili così come fanno i nostri compagni e alleati in Palestina, Iraq, Colombia,Nepal, Cuba etc..

Dall'altra parte la "palude" della politica romana fatta di settarismi, giochetti, alleanze e rapporti ambigui con la "sinistra" di palazzo non può continuare a condizionare così pesantemente il movimento antimperialista in Italia .

Il ritorno di un’altra stagione di concertazione e “pace sociale” che stringe sempre più il nodo scorsoio, imposta dall’ennesimo governo di centro-sinistra, ci pone il quesito se sia giunto il momento di recidere questo cappio.

Fare dei distinguo per distanziarsi dai “facinorosi” senza avere il coraggio di rivendicare l’internità di questi fatti al movimento contro la guerra e di solidarietà alle resistenze dei popoli e il dibattito che ne è scaturito in piena autonomia vuol dire accettare il terreno imposto dalla borghesia imperialista , è mentire a noi stessi, al popolo palestinese e soprattutto rinunciare a guardare avanti.

Tutta la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni denunciati per i fatti di Roma.

Fuori i fautori delle guerre "umanitarie" dalle manifestazioni a sostegno della resistenza dei popoli

Associazione Pellerossa Cesena

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