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Sulla "Mozione a sostegno del riconoscimento di diritti alle persone che vivono in convivenze non matrimoniali".

Lettera aperta al Consiglio Comunale di Padova

(9 Dicembre 2006)

Ci permettiamo di dissentire da tutti/e quelli/e che hanno creduto che la proposta del consigliere Zan, approvata in consiglio comunale a Padova, possa essere considerata un passo in avanti. Di seguito la nostra lettera.
Briciole

Siamo d'accordo con Sinigaglia, non cambia nulla. Non c'è la costituzione di un registro delle coppie di fatto, non c'è l'equiparazione tra famiglia e convivenza, non è neppure sfiorata l'ipotesi di riconoscere convivenze, matrimoni o adozioni omosessuali.

Non cambia nulla perché ci si limita a ribadire un dato di fatto puramente anagrafico. La legge già prevede che chiunque possa costituire un "nucleo familiare". Per esempio: due lavoratori che convivono per ragioni di economicità devono attivarsi presso i Comuni per ottenere stati di famiglia separati, altrimenti fanno parte dello stesso nucleo familiare. Dove sta la novità?

E neppure è una novità il fatto che le gerarchie vaticane influenzino il dibattito pubblico, nella società e nella politica del nostro paese. Sembra infatti, sia a livello nazionale che locale, che la preoccupazione maggiore sia di non contraddire i diktat di Ratzinger e Ruini piuttosto che rispondere al vuoto legislativo ancora vigente.
Padova è l'esempio più evidente di questo clima: una politica di basso profilo che sul fronte dei diritti elemosina il minimo accettabile.

Come gay e lesbiche non ci sentiamo rappresentati da chi, su questi temi, all'interno del Consiglio Comunale, porta avanti una politica autoreferenziale senza aver mai aperto un dialogo con tutte le realtà gay e lesbiche della città.

Ringraziamo Aurora d'Agostino di averci dato l'opportunità di inserirci all'interno di questa questione, e ne approfittiamo per indicare che cosa dovrebbe effettivamente essere chiesto al Consiglio Comunale:

- l'inserimento nello statuto del Comune di Padova di una norma antidiscriminatoria a tutela dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale, come già avviene in altre parti d'Italia (comune di Venezia, Regione Toscana, ecc.);

- di farsi promotore, assieme ai governi locali, affinché questa norma antidiscriminatoria sia messa, nero su bianco, in ogni statuto comunale, provinciale e regionale;

- aderire alla campagna di pressione sullo Stato Italiano affinché recepisca le direttive e raccomandazioni dell'Unione Europea e della Carta dei Diritti Umani per il riconoscimento giuridico e sociale e la cittadinanza dei gay, delle lesbiche, dei bisessuali , dei/delle transessuali e transgender.

Invitiamo inoltre tutti coloro che sono interessati a questi temi all'assemblea pubblica che si terrà a Padova il giorno martedì 9 gennaio 2007: "Più autodeterminazione meno Vaticano".

Circolo Lesbico Drastica...mente di Padova
Davide Guglielmo, ex Presidente dell'Arci Gay di Padova
Michele Grigolo, ex Presidente del Circolo Omosessuale
Tralaltro
Circolo Pink Verona

Fonte

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