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5 anni di incontri del Comitato di Solidarietà con i Popoli dell'America Latina

(9 Dicembre 2006)

CSPA: 5 anni

Il Comitato di Solidarietà con i Popoli dell’America Latina (CSPAL) nasce a Massa dopo l’assemblea dell’8 febbraio 2002 dal titolo “È solo argentina la crisi dell’Argentina ?”.
Da quella assemblea molto partecipata, che si collocava all’indomani delle giornate di lotta del 19 e 20 dicembre 2001 e a cui era presente il gruppo italiano di appoggio alle Madres de Plaza de Mayo, emerse chiaramente la convinzione che la crisi argentina fosse solo un tassello di una più generale crisi dell’imperialismo, una crisi economica, sociale e politica i cui effetti non erano ormai più occultabili e che stava trascinando interi popoli alla fame e alla guerra. Emerse inoltre la convinzione che la soluzione del “problema argentino” non risiedeva né in alchimie finanziarie, né in “politiche di aggiustamento strutturale” indicate dal FMI e dalla Banca Mondiale, ma solo nella costruzione di un reale potere popolare.
Con quella iniziativa il Comitato avviò una puntuale attività di contro-informazione sulla drammatica situazione sociale e politica del continente latino-americano, attività lungo la quale abbiamo incontrato esponenti di tanti paesi che ci hanno raccontato di speranze, di lotte, spesso di vere e proprie tragedie…

La nostra attività di contro-informazione non poteva però svilupparsi adeguatamente se non partendo dalla constatazione che oggi, in Italia e in Europa, cresce un’ondata reazionaria, razzista, xenofoba… che gioca sulla pelle degli immigrati una partita decisiva per imporre un certo modello di società. In questa una partita gli immigrati vengono indicati come un problema da risolvere; noi riteniamo, invece, che gli immigrati non sono un problema contro cui combattere, ma una risorsa assieme alla quale combattere contro le ingiustizie sociali e contro le oligarchie economiche, politiche e culturali.
Pensiamo che lavoratori italiani e lavoratori immigrati hanno interessi comuni e che devono allearsi per migliorare la propria condizione e per risolvere i problemi sociali che colpiscono entrambi.
Certo, la situazione economica e sociale degli immigrati è spesso molto peggiore di quella degli italiani e questa differenza viene usata come arma di ricatto per peggiorare le condizioni degli italiani e portarle a quelle degli immigrati. Invece, dobbiamo lottare per migliorare le condizioni degli immigrati e portarle verso quelle degli italiani, non dimenticando che anche molti italiani soffrono pesanti problemi sociali ed economici e che sempre di più ne soffriranno mano a mano che va avanti l’attuale processo di smantellamento delle conquiste sociali.
In un paese veramente “civile” questi temi sull’unità tra “indigeni” e immigrati sarebbero scontati. Invece, in questo paese, diventano necessari - così come diventa essenziale il lavoro di informazione e di conoscenza – per evitare che si sviluppino pericolose forme di razzismo e di “guerra tra poveri”.

In questi 5 anni il Comitato ha svolto una enorme mole di attività, impossibile da racchiudere in una pubblicazione come questa. Vogliamo però ricordare almeno i passaggi principali di questa attività anche per ricordare a noi stessi il lavoro svolto e quello non svolto, le cose buone e quelle da migliorare.
A volte alcune persone ci chiedono: perché vi occupate dei problemi dell’America Latina e non di quelli dell’Italia ? A questa domanda noi rispondiamo che tutti gli attivisti del CSPAL sono in vario modo impegnati direttamente anche sulle tematiche “italiane”. Ma rispondiamo anche che, in un mondo sempre più interconnesso a livello mondiale dalla “globalizzazione capitalistica” ha sempre meno senso rinchiudersi nelle dimensioni “locali” (anche se spesso è proprio questo l’effetto della reazione psicologica contro la globalizzazione).
Noi comprendiamo “cosa sia l’Italia” anche attraverso l’analisi degli scenari internazionali, così come la comprendiamo anche attraverso l’analisi dell’accoglienza agli immigrati. Che dire, ad esempio, di un paese che spende enormi e crescenti quote del reddito nazionale in spese militari e missioni di guerra piuttosto che per migliorare la vita dei propri cittadini, specialmente di quelli più poveri ? Che dire di un paese che ha “invaso” il mondo con la sua emigrazione e che oggi ha una grande difficoltà ad accettare una quota di immigrazione ?

L’America Latina è un continente molto importante nello scenario internazionale. E’ una grande speranza per il cambiamento dell’umanità da un’epoca di egoismo e di sfruttamento ad un’epoca di solidarietà e fraternità tra i popoli.
E, dunque, chi auspica un tale cambiamento non può che guardare con fiducia e seguire con interesse il lento movimento di quel continente che proprio in questi anni sta vivendo una nuova stagione di speranza e di cambiamento.

CSPAL, novembre 2006

Comitato di Solidarietà con i Popoli dell'America Latina (CSPAL)
WEB: http://cspal.supereva.it - EMAIL: mailto:cspal.ms@libero.it
TEL: 339.6473677 - 339.4505810 - 0585.833476

Sede Massa c/o "Centro culturale 'Pablo Neruda'" - via stradella 53d - MARINA DI MASSA
WEB: http://xoomer.virgilio.it/centroneruda - EMAIL: mailto:centroneruda@virgilio

Sede Viareggio c/o "Circolo Iskra" - via IV novembre 51 - VIAREGGIO
WEB: http://circoloiskra.freeweb.supereva.it - EMAIL: c.iskra@virgilio


La crisi dell’Argentina è solo dell’Argentina ?
Assemblea pubblica. Ospite il SIMA, Gruppo Italiano di Appoggio alla Madres de Plaza de Mayo.
8 febbraio 2002, Scuola San Filippo Neri, Massa


L’obiettivo della serata era quello di informare sulla situazione di crisi in cui versava l’Argentina, in particolare sui movimenti di lotta in atto nel paese, collegandola al contesto generale di crisi economica e politica dell’imperialismo di cui la crisi argentina rappresentava uno degli aspetti. L’iniziativa fu introdotta da un filmato di 30 minuti in castigliano sulle giornate del 19 e 20 dicembre 2001 a Buenos Aires realizzato dall’Università Popolare delle Madres de Plaza de Mayo e dal Gruppo de Cine Insurgente.
Durante l’iniziativa Hebe de Bonafini inviò un saluto telefonico all’assemblea in cui riassumeva la situazione argentina ed indicava gli obiettivi della lotta.
L’iniziativa fu anche l’occasione per presentare la prima edizione italiana del libro Non un passo indietro, storia delle Madres de Plaza de Mayo.
Questa iniziativa fu promossa dal Gruppo promotore per un comitato di Solidarietà con i Popoli dell’America Latina.
Nelle settimane successive il CSPAL si costituirà formalmente ed avvierà in maniera organica la sua attività basando la sua forza militante sull’unità tra italiani e immigrati latino-americani (in una prima fase principalmente argentini) con l’obiettivo, come scritto nella Carta d’intenti, di lavorare su due binari: contro-informazione sulla situazione latino-americana e impegno anti-razzista sull’immigrazione.

Un viaggio in America Latina tra oppressione e liberazione (dedicato a Gabriel)
Ciclo di 5 film sull’America Latina
Maggio-giugno 2002, Scuola San Filippo Neri, Massa


Il CSPAL realizzò questa rassegna cinematografica (dedicata a Gabriel Arcuri, un nostro compagno fondatore del CSPAL, morto qualche giorno prima in un incidente stradale mentre era sceso dall’auto per dare un passaggio ad un immigrato) con l’obbiettivo di operare una ricognizione sullo stato di un continente da sempre attraversato da feroci dittature e da importanti movimenti di liberazione.
I 5 titoli proposti furono: La notte delle matite spezzate (1988, Hector Olivera); Missing (1982 Costa Gavras), Sotto tiro (1983 Roger Spottiswoode), Salvador (1986, Oliver Stone), L’amerikano (1972, Costa Gavras).
Si andò quindi dall’Argentina dell’ultima dittatura militare con i suoi oltre 30.000 desaparecidos al Cile della dittatura di Pinochet, alla vittoriosa rivoluzione Sandinista in Nicaragua, al Salvador della più importante guerriglia latino-americana degli anni ‘80, alla lotta dei Tupamaros in Uruguay.
Ogni proiezione fu introdotta da un relatore appartenente al paese di cui trattava il film per militanza politica, per origine o per entrambe. Ritenendo le pellicole insufficienti ad espletare l’obiettivo della rassegna, per ogni proiezione venne preparata e distribuita una scheda politico-culturale auto-prodotta riguardante il film e la situazione passata e presente del paese in oggetto.

I Piqueteros e la rivolta popolare Argentina
Incontro con Neka Jara, del movimento piquetero CTD “Anibal Veròn”
13 giugno 2002, Massa, Libreria Mondoperaio


Con questa iniziativa il CSPAL iniziò a rendere sempre più incisivo il suo impegno di informazione sulla situazione latino-americana interagendo direttamente con i protagonisti delle lotte in atto nei paesi latino-americani in particolar modo, in questa fase, con la realtà argentina. L’iniziativa con Neka Jara ci permise di informare ed informarci su uno degli aspetti del variegato movimento di lotta in atto in Argentina (piqueteros, fabbriche recuperate, assemblee di base).
L’iniziativa fu introdotta da un filmato in lingua originale che descriveva l’ampio spettro di attività, sociali e politiche, del movimento piquetero.

Dalla Turco-Napolitano alla Bossi-Fini: quali differenze, quali continuità ?
Luglio 2002 Circolo AICS, Alteta (MS)

Il seminario, a cui parteciparono avvocati e attivisti di organizzazioni sociali e di base, focalizzò la sua riflessione sulla legislazione in materia di immigrazione ed evidenziò la linea di continuità tra la legge Bossi-Fini e la precedente legge Turco-Napolitano.

L’ora della rivolta latino-americana
Incontro con Carlos Aznares e Willy Nocetti di Resumen Latinoamericano.
18 ottobre 2002, Viareggio, CRO Darsene


Carlos Azanares è scrittore e giornalista (direttore di RL); Willy Nocetti è giornalista e analista esperto in particolare di Colombia e Argentina, membro del consiglio direttivo di RL e del gruppo politico basco “Euskal Herrico Komunistak” (Comunisti del paese basco).
Con questa iniziativa si operò una ricognizione a tutto tondo della realtà di lotta latino-americana mettendo in risalto le espressioni più avanzate di queste lotte. Questa assemblea fu anche l’occasione per tributare un omaggio al comandante Ernesto “Che” Guevara nel 35° anniversario dalla sua caduta in combattimento:

“Oggi con ogni probabilità il Che sarebbe definito un terrorista, come lo sono stati e lo sarebbero tuttora i partigiani italiani. Ma noi in America Latina abbiamo imparato bene chi sono i terroristi... In questo l’insegnamento del Che e di tutta l’esperienza rivoluzionaria cubana è centrale: nessun terreno di lotta è precluso a chi lotta contro l’oppressione imperialista”
[Dall’introduzione della serata].

L’omaggio al Che fu accompagnato da una esibizione del maestro uruguaiano di chitarra Miguel Baladan Gaddea.

Zanon. Incontro con i lavoratori della fabbrica argentina occupata con la produzione sotto controllo operaio
15-22 novembre, Zona apuo-versiliese.

Massa fu la prima tappa di una iniziativa che coinvolse per più giorni l’intero territorio apuo-versiliese.
Furono presenti Nestor Natalio Navarrete (operaio Zanon) e Mariano Pedrero (“avvocato” dei lavoratori).
Il 15 novembre, a Massa, gli operai argentini furono protagonisti di due momenti. La mattina, intervenendo all’assemblea dei lavoratori in occasione dello sciopero generale dei metalmeccanici; la sera, nell’assemblea pubblica “Sosteniamo i lavoratori della Zanon in occupazione e autogestione contro i licenziamenti” presso l’Auditorium della Scuola San Filippo Neri. Durante l’iniziativa, cui aderirono varie realtà lavorative (lavoratori, delegati, ecc.) e politiche del territorio, fu proiettato un filmato sulla autogestione delle fabbriche occupate e fu approvato un ordine del giorno a sostegno dei lavoratori argentini e dei lavoratori italiani impegnati sia localmente, in una serie di vertenze contro la chiusura delle proprie fabbriche, sia a livello nazionale, nella battaglia per la difesa ed estensione dell’articolo 18. La mozione conteneva anche la solidarietà verso alcuni attivisti politici che nei giorni precedenti erano stati sottoposti ad un attacco repressivo da parte dello Stato italiano.
Il passaggio sul territorio apuo-versiliese dei lavoratori della Zanon si realizzò nell’ambito di un tour nazionale che toccò oltre 20 province italiane.

Gli operai argentini della Zanon sono noti in tutto il mondo per essere stati protagonisti dell’occupazione e dell’autogestione della loro fabbrica dopo la minaccia di chiusura avanzata dalla proprietà italiana. Per molti mesi i lavoratori della Zanon hanno portato avanti la produzione sotto controllo riuscendo non solo a mantenere l’occupazione ma anche a dare lavoro ad alcune decine di disoccupati offrendo un importante esempio di resistenza e di solidarietà di classe.
[Dal volantino di convocazione dell’assemblea]

Il 16 novembre, a Viareggio, gli operai argentini incontrarono le realtà lavorative versiliesi aderenti all’iniziativa (Salindo, Sec, Lion Boat...) presso il Circolo Iskra, per un confronto sulle rispettive condizioni di lavoro e prospettive di lotta.

Il 18 novembre a La Spezia, presso il Centro Sociale “Geko”, assemblea pubblica congiunta dei lavoratori Zanon con rappresentanti del movimento piquetero argentino “Teresa Rodriguez”.

Il 22 novembre, a Marina di Carrara, gli operai argentini della Zanon incontrarono gli operai dei Nuovi Cantieri Apuania all’interno del cantiere, confrontandosi sulle rispettive condizioni di lavoro e prospettive di lotta.

Incontro con le Madres de Plaza de Mayo
8 marzo 2003, Giornata Internazionale della donna

Alla vigilia dell’aggressione all’Iraq, il CSPAL promosse sul territorio nazionale (con passaggi a Pescara e Venezia) la presenza delle Madres de Plaza de Mayo nelle persone di Hebe de Bonafini e Marta Badillo.

“La storia delle Madres è la storia di un gruppo di donne comuni, casalinghe, lavoratrici, che un giorno videro come la prepotenza fascista dei militari argentini strappava loro i figli per confinarli in uno spazio incerto, terribile e criminale: quello dei desaparecidos. Partorite dai loro propri figli, nutrite dai loro ideali e dal loro impegno rivoluzionario, le Madres hanno socializzato la maternità trasformandosi in sostenitrici infaticabili dei principi di giustizia e libertà per i quali essi caddero”.

Come per gli operai della Zanon, la presenza delle Madres si articolò in più momenti.

Il giorno del loro arrivo, il 7 marzo, parteciparono dapprima ad una conferenza stampa tesa ad illustrare le tappe della loro permanenza ed in seguito incontrarono i lavoratori di NCA dentro il cantiere. La sera furono festeggiate con una cena sociale da tutti coloro che avevano contribuito a costruire la loro partecipazione.

L’8 marzo, dapprima incontrarono gli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale “Carlo Piaggia” di Viareggio nel quale ribadirono la necessità per i giovani di prendere in mano il loro destino, di avvicinarsi alla politica attiva.

Nel pomeriggio parteciparono alla manifestazione contro la guerra e le basi della morte a Camp Darby.
Hebe de Bonafini parlò dal palco centrale davanti a migliaia di manifestanti lanciando una fortissima invettiva contro l’imminente aggressione all’Iraq:

“Perdono amato popolo iracheno. Perdono, madri irachene per questa guerra. Perdono. Noi, le Madri de Plaza de Mayo, siamo qui per denunciare l’imperialismo che ci vuole distruggere, questo imperialismo che vuole essere il padrone del mondo... Maledetti uomini potenti, maledetto Blair, maledetto Bush, maledetto Aznar, maledetto Berlusconi”.

Successivamente le Madres si posizionarono in testa al corteo e lo guidarono fin davanti ai cancelli di Camp Darby.

La sera dell’8 marzo le Madres furono decise protagoniste della giornata internazionale della Donna. Nessuno dimenticherà l’entrata delle Madres nell’auditorum accolte da centinaia di persone in piedi e dalle note di “Venceremos”. Rimarranno scolpiti i passaggi dell’intervento di Hebe de Bonafini

“Parlerò in piedi perché voglio guardarvi tutti negli occhi, perché in ognuno di voi vedo qualcosa dei miei figli, di quei 30.000 figli scomparsi che sono sicura, stanno ancora lottando con noi”

e l’analisi lucida sulla situazione del continente latinoamericano, delle responsabilità chiare ed indiscutibili dell’imperialismo (sia esso nordamericano o altro) nel costringere interi popoli alla miseria, indicando al contempo la lotta con ogni mezzo necessario come unica possibile strada da percorrere.

Notevole impegno e creatività fu profusa dalle compagne e dai compagni del CSPAL nell’allestire stupendamente la sala. Dietro il palco campeggiava una frase a caratteri cubitali della stessa Hebe pronunciata a chiusura del suo intervento al Forum Sociale di Porto Allegre: “Un altro mondo è possibile: con la rivoluzione e il socialismo”.

L’assemblea dai forti toni emotivi terminò in un abbraccio collettivo alle Madres.

Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero (GIRP)
Viareggio, 19 giugno 2003, Circoscrizione Marco Polo

Nell'ambito dell'iniziativa dedicata al prigionieri politici, proiezione di un video sul carcere di Bogotà (Colombia).

30.000 presentes ahora y siempre, no al imperialismo.
24 marzo 1976-24 marzo 2003

Produzione di un manifesto-locandina per ricordare il 27° anniversario del golpe fascista in Argentina. Si utilizzò come immagine il murale di César Lòpez Claro dedicato alla “notte delle matite spezzate”.

No a la Intervencion Gringa en Colombia
Incontro con Miguel Cifuentes Ardila (associazione contadina della valle del fiume Cimitarra)
16 maggio 2003, Massa, Croce Bianca.


Con questo incontro, promosso assieme all’Associazione Nazionale Nuova Colombia, attraverso l’esperienza di lotta dei contadini della Valle del fiume Cimitarra, abbiamo aperto una riflessione sulla situazione colombiana, sulla resistenza del suo popolo, sul ruolo di organizzazioni (come le FARC-EP) che in Colombia combattono da decenni contro l’oppressione. L’assemblea fu al contempo l’occasione per riflettere sul Plan Colombia, varato dal governo colombiano e direttamente finanziato dagli USA del governo Clinton con la scusa formale di voler combatter il narcotraffico, ma destinato in realtà contro la resistenza attiva nel paese.
Questa tappa si inseriva in una più generale campagna a livello europeo “Un’altra Colombia è possibile: in pace e con giustizia sociale” promossa da organizzazioni popolari colombiane.

“La Colombia oggi rappresenta il paese dell’emisfero occidentale più fortemente sostenuto dall’imperialismo Nord Americano per forniture militari e dove più che altrove vengono calpestati i diritti umani: la Colombia è tristemente al primo posto per gli omicidi di sindacalisti e di attivisti di militanti di movimenti di base che si realizzano attraverso gli squadroni della morte (AUC) direttamente sostenute dall’esercito regolare”
[dal documento di presentazione della campagna europea]

Argentina: tra lotte sociali ed elezioni
Incontro pubblico con Monica Saiz (docente di storia all’Università Popolare delle Madres de Plaza de Mayo) e Silvia Saravia (Movimiento Barrios de Pié)
23 maggio 2003, Viareggio, Circoscrizione Marco Polo


Questa assemblea fu un ulteriore tassello nella conoscenza della realtà argentina soprattutto alla luce dei risultati delle elezioni appena avvenute che sancirono, contrariamente a quanto molti pensavano, una grande affluenza al voto e che, tra l’altro, non premiò la cosiddetta “sinistra”, ma piuttosto i “vecchi arnesi” del regime variamente riciclati. Il “Que se ne vayan todos” delle giornate del 2001 apparve un po’ tristemente lontano.

America latina tra oppressione e liberazione
1-2 agosto 2003, Festa di Liberazione, Marina di Massa

Due giorni di iniziative. Il primo giorno dedicato alla situazione colombiana, con dibattito e proiezione di video inediti provenienti dalla Colombia. Il secondo giorno Festa latinoamericana, con cibi e bevande tipiche dell’America Latina con il coinvolgimento diretto della comunità immigrata latino-americana del territorio nella preparazione della serata.

La notte delle matite spezzate.
30.000 presentes ahora y siempre, no al imperialismo.
8 agosto 2003, Forno (MS), Festa di Liberazione.


Proiezione del film “La notte delle matite spezzate” e dibattito. Questa iniziativa – per la quale venne prodotta una scheda politico-culturale – fu l’occasione per riflettere, partendo dall’ultima dittatura militare in Argentina, sulla questione dei desaparecidos e sulla più generale lotta dei popoli contro l’imperialismo.

Mercedes Sosa in Concerto
Agosto 2003, Massa

Il CSPAL realizzò una presenza con banchetto di materiale di controinformazione sull’America Latina all’interno del concerto che la famosa cantante argentina Mercedes Sosa realizzò in Piazza Mercurio.
Mercedes Sosa salutò e ringraziò dal palco l’attività del CSPAL. Con l’artista fu realizzata una breve video-intervista all’interno di un cordiale e fraterno incontro svoltosi il giorno successivo al concerto. La video-intervista è a disposizione di quanti fossero interessati.

Incontro sul processo bolivariano in Venezuela
6-11 settembre 2003, zona apuo-versiliese

Il CSPAL avvia in questi giorni un percorso di approfondimento su un’altra realtà cardine dell’America Latina: il Venezuela di Hugo Chavez. Grazie alla presenza sul nostro territorio di Maria Bencomo, venezuelana, militante e dirigente dell’UFI (Unione Forze Indipendenti), movimento studentesco e giovanile venezuelano impegnato nel processo di approfondimento della rivoluzione boliviariana e nel sostegno al presidente Hugo Chavez Frias.
Non ci saranno vere e proprie iniziative pubbliche, a parte una conferenza stampa, ma una serie di incontri di approfondimento interni volti ad illustrare le conquiste in atto del processo bolivariano dopo il 1999 (anno della Nuova Costituzione) da cui scaturì l’idea di costituire sul nostro territorio Circoli Bolivariani deputati ad informare sull’evolversi della situazione venezuelana caratterizzata anche dalla crescente offensiva dell’imperialismo nord-americano (si pensi al tentato golpe militare dell’aprile 2001 e al prolungato sciopero generale dei ceti medi del settembre 2002).

Inti Illimani in concerto
11 settembre 2003, Massa

Allo stesso modo del concerto di Mercedes Sosa il CSPAL organizzò una presenza importante all’interno del concerto, distribuendo materiale informativo ed esponendo per la prima volta la Mostra della Memoria, una mostra politico-fotografica che ripercorreva gli anni del governo di Unidad Popular di Salvador Allende fino alla dittatura di Pinochet con la feroce repressione che la caratterizzò.
Questa mostra fu realizzata dal CSPAL in occasione dell’anniversario dei 30 anni del colpo di Stato in Cile.

Chile: 30 anos. Olvidar Nunca
A 30 anni dal colpo di stato in Cile (11 settembre 1973) assemblea pubblica con relazioni di esuli politici cileni.
12 settembre 2003, Massa, Croce Bianca


“L’11 settembre 1973 un colpo di stato militare capeggiato dal generale Pinochet pose fine al governo di Salvador Allende. La morte di Allende, le migliaia tra morti e desaparecidos, le decine di migliaia di torturati e un numero imprecisato di esuli è il prezzo che il Cile pagò agli USA affinché questi potessero trasformarlo nel primo laboratorio latino-americano delle teorie economiche ultra-liberiste dei “Chicago boys”. Quelle stesse teorie che hanno portato oggi altri paesi, come l’Argentina, sull’orlo della bancarotta. Dopo 30 anni non è stata fatta alcuna giustizia. Né poteva essere fatta, visto che la transizione dalla dittatura esplicita ad una debole pseudo-democrazia è stata possibile solo a patto dell’impunità per i responsabili del genocidio cileno... Oggi, a 30 anni di distanza da quell’11 settembre 1973, rendiamo omaggio a quella coraggiosa parte del popolo cileno che seppe affrontare il fascismo al prezzo del proprio sacrificio”.
[Dal comunicato del CSPAL di presentazione della serata]

Scuole Popolari di Lingua 2003
Da ottobre 2003, Sala Croce Bianca, Massa

Il 2003 registra l’avvio delle prime scuole popolari di lingua del CSPAL indirizzate sia agli immigrati nella necessità di imparare l’italiano, sia agli italiani desiderosi di apprendere lo spagnolo nell’ottica di una reale contaminazione culturale. I corsi si protrarranno fino a giugno.
L’intento originario delle Scuole popolari era quello di caratterizzare la nostra attività come attività di “sportello sociale”, uno sportello degli immigrati per gli immigrati, che cogliesse due aspetti essenziali: il primo, che gli interessi della comunità latino-americana (e più in generale delle “comunità immigrate”, anche se è importante evitare la cristallizzazione in “comunità” e stimolare la “contaminazione” culturale) non possono essere seguiti meglio che dagli immigrati stessi; il secondo, che la nostra attività non intende minimamente sostituirsi alle responsabilità e alle competenze delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni assistenziali le quali vanno anzi richiamate costantemente al rispetto di tali responsabilità e competenze.

Viaggio in Argentina
Ottobre-novembre 2003

Nel periodo ottobre-novembre una delegazione del CSPAL si reca in Argentina. E’ questa l’occasione per rinsaldare rapporti nati nel corso del primo periodo di attività. La delegazione viaggerà per l’intero territorio argentino. Dapprima incontrerà le Madres de Plaza de Mayo a Buenos Aires nella loro sede, partecipando tra le delegazioni internazionali al IV Congresso della Salute mentale, e produrrà una lunga ed articolata videointervista al direttore di Resumen Latinoamericano Carlos Aznares sullo stato attuale dell’America Latina oltre ad incontrare varie realtà politiche e sociali argentine. In seguito viaggerà verso sud per raggiungere Neuquen, dove entrerà nella fabbrica Zanon per produrre una video intervista agli operai della fabbrica in autogestione. Tutto il materiale video prodotto in questo viaggio è consultabile nelle sedi CSPAL.

Presidio contro la guerra e a sostegno della Resistenza irachena e palestinese.
26 ottobre 2003, Viareggio, passeggiata

Con questa iniziativa, promossa con altre forze, il CSPAL puntualizza ulteriormente la sua posizione di sostegno a tutti i popoli in lotta contro l’imperialismo. Non abbandonerà più questa strada sostenendo e promuovendo in seguito varie iniziative analoghe.
Quella del 26 ottobre fu la prima manifestazione in Italia in appoggio alla Resistenza irachena. Ma anche in precedenza il CSPAL aveva contribuito a costruire importanti spezzoni nelle manifestazioni nazionali contro la guerra del novembre 2002 a Firenze e nel febbraio 2003 a Roma.

Con Cuba
Incontro con Ruben Pino Martinez, Primo Segretario Culturale dell’Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia.
19 dicembre 2003, Massa, Sala della Resistenza.


Serata di solidarietà e sostegno alla resistenza del popolo cubano contro l’aggressione imperialista. Di fronte ad un folto pubblico, prima della relazione del compagno cubano, furono proiettati 4 brevi filmati su uno dei periodi più duri del blocco economico contro Cuba: quello degli anni ‘90. Ad accogliere il compagno cubano nella Sala della Resistenza, in un simbolico gemellaggio, fu esposta la bandiera della Brigata Partigiana “Gino Monconi”. In quella serata il CSPAL compì un ulteriore passo nella costruzione di rapporti con le realtà avanzate dell’America Latina e realizzò una iniziativa forte in cui si mise in luce “le numerose conquiste centrate da Cuba negli ultimi anni dal punto di vista medico e dell’istruzione nonostante il blocco economico cui è sottoposta da decenni”. E soprattutto rivendicò “tutta l’importanza di Cuba nel sostegno, oggi come ieri, alle lotte di liberazione nel continente latinoamericano e non solo”. Tanto più importante fu ribadire il sostegno all’esperienza Cubana in quel momento se si pensa che quelli erano i giorni in cui, a Cuba, 75 “dissidenti” erano stati incarcerati e tre di questi fucilati per sabotaggio.
Per l’iniziativa il CSPAL produsse una mostra politico-fotografica in 12 pannelli sulla storia della Rivoluzione Cubana, alcuni dei quali strettamente legati all’attualità, come quello sui 5 patrioti cubani incarcerati nelle carceri imperialiste nord-americane.
La nostra iniziativa fu vanamente osteggiata da AN che chiese, attraverso una forte campagna di stampa locale, prima la revoca della Sala della Resistenza e in seguito convocò una ridicola contro-manifestazione; infine chiese lo scioglimento del CSPAL per sostegno passivo al terrorismo islamico in quanto il CSPAL riconosceva che a Guantanamo (Cuba) esistevano effettivamente pericolosi terroristi e torturatori ma che questi avevano tutti le divise nordamericane.

Incontro ufficiale presso Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia
11 febbraio 2004, Roma

“Mercoledì 11 febbraio 2004 una delegazione del CSPAL è stata ricevuta a Roma, su invito ufficiale, presso l’Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia. All’incontro erano presenti l’Ambasciatrice della Repubblica di Cuba in Italia Maria De Los Angeles Florez, il Primo Segretario Culturale dell’Ambasciata Ruben Pino Martinez e i Consiglieri Hugo Ramos Milanes e Josè Alvarez Conesa. E’ stata l’occasione per il CSPAL per consegnare nelle mani dell’Ambasciatrice la mostra politico-fotografica realizzata per l’iniziativa del 19 dicembre scorso a Massa. Il fraterno incontro è servito per rafforzare i legami e per ribadire il nostro impegno a sostegno di un popolo che resiste ad un embargo genocida da più di 40 anni. Un popolo che è stato ed è di esempio per tutte le lotte di liberazione condotte in America Latina. In questo senso abbiamo ribadito il nostro impegno a sostenere Cuba anche sulla base di progetti di carattere umanitario (costruzione di scuole, centri geriatrici, ospedali, attività sportive) da presentare alle Pubbliche Amministrazioni della nostra zona.
[Comunicato stampa CSPAL dopo l’incontro]

Il Brasile tra lotte popolari e bilanci partecipativi ad un anno dalla vittoria di Lula.
Incontro con Mario Maestri, docente di storia presso l’Università di Porto Alegre.
20 febbraio 2004, Croce Bianca, Massa


Grazie al contributo di Mario Maestri fu sviluppata un’analisi oggettiva della realtà economica, politica e sociale del Brasile di Lula, demistificando molti luoghi comuni, ad iniziare dai bilanci partecipativi che, applicati sia da amministrazioni di centro-sinistra che centro-destra, sono in generale difficilmente conciliabili con i reali interessi popolari. Il Brasile, ad esempio, destina gran parte delle proprie risorse per pagare il debito e solo una piccolissima quota è destinata agli investimenti “sociali”. Ancora meno è destinato ai bilanci partecipativi, con il rischio – tra l’altro – di mettere in concorrenza poveri contro altri poveri.

Passato e presente delle lotte popolari in Argentina.
Incontro con il cinema indipendente argentino
31 marzo 2004, Tago Mago, Ronchi (Massa)


Alla presenza della regista Natalia Polito del Gruppo de Cine Insurgente furono proiettati tre filmati: Assemblea, occupare è resistere (30’); Guernica, ciò che non si vede, (25’); Santucho ed il Prt-ERP, (35’).
Con questi tre filmati si sviluppò un’analisi della realtà attuale delle assemblee popolari argentine e delle attività dei movimenti di base, fino a risalire ad una delle pagine più interessanti della storia argentina recente come quella della lotta delle organizzazioni rivoluzionarie degli anni ’70. Tutti i filmati sono a disposizione presso le sedi del CSPAL.

America Latina tra oppressione e liberazione.
Incontro internazionale
20 luglio 2004, Viareggio, Croce Verde


Relatori indicati: Hebe de Bonafini (Madres de Plaza de Mayo, Argentina); Hugo Ramos Milanes (Ambasciata di Cuba in Italia), Max Lioce (associazione Nazionale Nuova Colombia); Javier Contreras (circolo Bolivariano di Roma).

Con questa iniziativa il CSPAL si proponeva di mettere a sedere allo stesso tavolo alcune delle più importanti esperienze latinoamericane di resistenza all’imperialismo nord-americano. Nonostante la mancata partecipazione di Hebe de Bonafini, improvvisa e legata a motivi di ordine personale, l’incontro internazionale di Viareggio ha rappresentato una tappa molto significativa nel percorso di conoscenza dell’America Latina.

Scuole popolari di lingua 2004

Per il secondo anno da novembre a giungo si realizzano le scuole popolari. Sempre presso la sede della Croce Bianca a Massa. Il risultato è al di là delle aspettative, sia per la partecipazione degli italiani, che si consolida, sia soprattutto per la partecipazione di immigrati di tutto il territorio.

Incontro con la Resistenza irachena e palestinese
1 dicembre 2004, Pietrasanta, Croce Verde

Il CSPAL co-promuove e sostiene assieme a varie realtà territoriali un incontro con esponenti della Resistenza irachena e palestinese. E’ un’occasione per ribadire la propria scelta di campo, senza se e senza ma.

Vi chiamano terroristi. Ma i popoli che lottano non sono mai terroristi. I popoli dell’America Latina sanno bene chi sono i terroristi. Abbiamo imparato a conoscere sulla nostra pelle, come voi, il terrorismo di stato Nord-Americano e dei suoi alleati [... ] E’ forse un caso che l’ambasciatore Nord americano a Baghdad oggi sia John Negroponte, cioè lo stesso criminale che negli anni ottanta come ambasciatore nord-americano in Honduras coprì, gestì e contribuì ad organizzare le sporche operazioni dei Contras contro il Nicaragua Sandinista ? [..] E non ci sfugge che se oggi l’imperialismo Nord-Americano non ha potuto provare ancora a chiudere definitivamente i conti con le situazioni più calde dell’America Latina (la Colombia, Cuba, il Venezuela) questo lo dobbiamo anche e soprattutto alla vostra Resistenza [...] Questa lotta è la nostra lotta.
[Dal saluto del CSPAL all’assemblea]

El Salvador: parla una bambina della guerra
Incontro con la scrittrice salvadoregna Rosa Ayala Sosa
17 dicembre 2004, Croce Bianca, Massa


Iniziativa realizzata in associazione con l’Associazione Culturale “Latino America”.
La serata fu introdotta da uno dei filmati più importanti prodotti dall’opposizione politico-militare in Salvador: Tempo di vittoria prodotto da Sistema Radio Venceremos (edizione italiana a cura del C.I. Crocevia 1990).
Attraverso il contributo di Rosa tornammo con la memoria ai tempi sulla guerra civile che insanguinò il Salvador dal 1979 fino al 1992, ricordando una lotta che “rappresentò per la sinistra dell’America latina quello che il Vietnam rappresentò per la sinistra dell’Europa e del nord-America” (Marta Harnecker). Fu anche l’occasione per riflettere sullo stato attuale di un paese dove la disoccupazione e la povertà sono sempre più largamente diffuse.

Perù. Incontro con la Resistenza Popolare
25 gennaio 2005, Massa, Croce Bianca

Nell’ambito di un tour internazionale abbiamo avuto la possibilità di ascoltare direttamente una delle voci della resistenza del popolo peruviano. Una resistenza importante per molti aspetti; non ultimo quello di una lotta guerrigliera che combatte da anni nel quasi totale silenzio dei mezzi di informazione.
L’iniziativa fu l’occasione per analizzare le prospettive dell’allora governo Toledo, eletto “a furor di popolo” ma presto dimostratosi uomo fedele alla Banca Mondiale, sostenitore dell’ALCA e del Plan Colombia, e che non esitò a schierare le forze armate nel maggio 2003 contro la mobilitazione popolare fatta di scioperi e manifestazioni contro le sue politiche. Ed è stata l’occasione per gettare uno sguardo ai governi precedenti: quello di Fujimori e quello del socialdemocratico Alan Garcia, sotto la cui presidenza comparvero gli squadroni della morte e che si rese responsabile nel giungo ‘86 di uno dei più atroci massacri nelle carceri peruviane.

Viaggio a Cuba
Novembre-dicembre 2005

In questo periodo una piccola delegazione del CSPAL si è recata a Cuba. E’ stato un viaggio di formazione ma anche l’occasione per incontrare i familiari dei 5 eroi cubani rinchiusi nelle carceri nord-americane. Di seguito il saluto al CSPAL inviato dallo zio di Ramón Labañino Salazar

Queridas amigas [...]: Es para nosotros una gran satisfacción poder saludarlas de nuevo por esta vía. Es nuestro deseo que vuestro viaje haya sido exitoso. Queremos expresarles nuestro agradecimiento por la valentía y el coraje que tienen al divulgar la realidad de los objetivos de lucha de nuestros cinco héroes prisioneros del imperio, para que el mundo conozca que hay cinco cubanos encarcelados en los Estados Unidos por combatir el terrorismo. Por favor, salúdenme en nombre de la familia de Ramón Labañino Salazar a todos los integrantes del Comité de Solidaridad con los pueblos de América Latina y exprésenles la necesidad de redoblar en estos cruciales momentos la lucha solidaria con los 5 para poder tenerlos de regreso lo mas pronto posible en nuestra patria.

Aprovechamos la ocasión para desearles una Feliz Navidad y un próspero y venturoso año nuevo a Uds., a vuestros familiares así como a todos los integrantes del CSPAL.

Con saludos cordiales se despide afectuosamente: Wilder Laffita Ortiz ( BABY), tío político de Ramón.
PD. Fue muy agradable recibir su visita y muy grata nuestra conversación”.

Le comunità indie e la differenza di genere: la realtà boliviana
28 dicembre 2005, Massa, Croce Bianca

Iniziativa realizzata in associazione con l’Associazione Culturale “Latino America” e il Centro Culturale “Pablo Neruda”. Con la relazione di Nestor Zaccaria, esponente della comunità india aymara, fu svolta una ricognizione puntuale della condizione sociale politica ed economica dei popoli originari della Bolivia. Questa riflessione si legò fortemente alla vittoria nelle elezioni presidenziali - avvenuta qualche settimana prima - dell’ex-dirigente sindacale ed indio Evo Morales.

Scuole popolari 2005-2006

Per il terzo anno ripartono le scuole popolari. Quest’anno, oltre ai corsi di lingua (spagnolo ed italiano) si è aggiunto il corso base di informatica. Tutti i corsi si svolgono nei locali del neonato Centro Culturale “Pablo Neruda”. Si consolida la partecipazione di immigrati ai corsi di italiano.

24 marzo 1976 -24 marzo 2006.
30 anni dal golpe fascista in Argentina

Produzione di un volantino-manifesto per rendere omaggio alla parte migliore di una generazione che non abbassò la testa di fronte al fascismo e all’imperialismo e che per gran parte fu fatta sparire nel nulla dall’ultima dittatura militare argentina con la complicità di tanti governi "democratici".

Il cammino verso la Nuova Colombia
31 marzo 2206, Centro Culturale Pablo Neruda, Ronchi (MS)

Ennesima tappa di aggiornamento sulla situazione colombiana immediatamente a ridosso della ri-elezione di Uribe Velez alla presidenza della Repubblica Colombiana.
Con la proiezione del video “Il cammino verso la Nuova Colombia” di Jacopo Merlini e Saverio Caparrini e la relazione di Max Lioce dell’Associazione nazionale “Nuova Colombia”, furono affrontate le cause e le dinamiche del conflitto armato che coinvolge il popolo colombiano da decenni. Fu questa l’occasione per inaugurare ufficialmente il Circolo apuo-versiliese dell’Associazione Nuova Colombia intitolato a Maria Cano, dirigente sindacale e popolare della resistenza colombiana. Questa è stata la prima iniziativa pubblica ad essere ospitata nel Centro Culturale “Pablo Neruda” che ospita, fra le altre, le attività del CSPAL sul versante apuano.

La lotta di liberazione di un popolo.
Incontro con Rayen Kvyeh, poetessa Mapuche
5 maggio 2006, Centro Culturale “Pablo Neruda”, Ronchi (MS)


Iniziativa realizzata in associazione con l’Associazione Culturale “Latino America” e il Centro Culturale Pablo Neruda. Serata di straordinaria intensità in cui si alternarono momenti musicali con l’ausilio di strumenti tradizionali della cultura Mapuche, lettura di poesie tratte dall’opera di Rayen Kvyeh, di recente traduzione e pubblicazione anche in Italia, e un vero e proprio approfondimento sulla lotta che i Mapuche conducono contro il furto della propria terra ad opera di multinazionali (in primis Benetton) e contro l’oppressione che subiscono da parte del governo cileno. Particolare risalto fu dato alla lotta che i prigionieri politici mapuche stavano conducendo in quei giorni, con uno sciopero della fame, contro l’incarcerazione per reati di "terrorismo".

Donne latino-americane ed immigrazione.
Incontro con donne delle comunità immigrate del nostro territorio
14 novembre 2006, ore 15.30, Centro Culturale “Pablo Neruda”, Ronchi (MS)


In questo incontro, promosso dall’Associazione “Latino America” e dal CSPAL, donne latino-americane immigrate nella provincia di Massa-Carrara hanno raccontato i problemi incontrati. Nella relazione introduttiva sono stati presentati i risultati di una indagine statistica sull’immigrazione femminile nella provincia.
Al dibattito è seguito un buffet con piatti tipici della tradizione argentina e italiana. Infine c’è stata la proiezione del film “El polaquito” di Juan Carlos Desanzo (2003).

CSPAL (Comitato di Solidarietà con i Popoli dell'America Latina)

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