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(No basi, no guerre)

Sull'allargamento base usa a Vicenza

Appello per la preparazione di un'assemblea pubblica

(11 Gennaio 2007)

L'Italia è una base militare per l'imperialismo statunitense di primaria importanza strategica. Secondo un rapporto ufficiale del Pentagono, Base Structur Report, nel 2003 c'erano in Italia 15.500 militari nordamericani, 4.500 civili e 2.000 strutture con una superficie occupata di oltre 1 milione di metri quadrati. A questa presenza massiccia va ovviamente aggiunta quella della NATO.

A Vicenza (già occupata da varie basi, alloggi per militari e magazzini) il governo americano, con il tacito assenso di quello italiano, vuole ampliare la caserma Ederle e annettere alla struttura l'aeroporto civile Dal Molin che in questa operazione passerebbe direttamente sotto l'autorità del Pentagono come tutta l'area della caserma.

Con un documento del Ministero della difesa statunitense (Construction Programs C1- Department of Defense Budget FY2007) sono stati stanziati 322 milioni di dollari, solo per il 2007, per il progetto Ederle 2. Questo mostra quanto è importante questa base per la strategia militare USA: qui verrà formata la Brigade Combat Team, una brigata speciale per gli interventi rapidi che dovrà garantire il massimo della potenza nel minimo del tempo. Insomma da qui partiranno tutte le prossime missioni imperialiste USA.

Il governo Prodi, anche in questa occasione, ha dimostrato la sua continuità con quello precedente. Non che questo ci meravigli, visto che la finanziaria di guerra approvata dal governo ha tagliato, come quella di Berlusconi, su tutti i servizi sociali per stanziare 18 miliardi di euro per la Difesa, a cui vanno aggiunti 1,7 miliardi per gli armamenti e 350 milioni per il finanziamento dello strumento militare. Insomma i sinistri al governo, oramai ancorati alle loro poltrone e dimenticate le bandiere della pace, pensano da un lato a come far pagare a noi proletari le spese delle 25 missioni in cui l'esercito italiano è impegnato, dall'altro lato a mantenere il ruolo di fedeli servitori dell'imperialismo USA. Addirittura sindacati come CISL e UIL hanno dato vita a un comitato in sostegno alla costruzione della base alla faccia di una città intera che da marzo si sta mobilitando contro la militarizzazione del proprio territorio. La determinazione dei cittadini di Vicenza ha costretto partiti e CGIL a misurarsi con questa lotta partita autonomamente e ha saputo unire la lotta contro la base a quella contro la guerra portando in piazza 30.000 persone lo scorso 4 dicembre.

Il Coordinamento di lotta per la Palestina vuole organizzare un incontro-dibattito col comitato No Dal Molin, invitiamo tutte le realtà e i singoli che hanno voglia di costruire con noi questo appuntamento a un incontro preparatorio l'11 gennaio alle 21,00 in viale Sarca 91, presso il CP Ilic.

Coordinamento di lotta per la Palestina - Milano

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