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L'Italia tripudia la guerra

L'Italia tripudia la guerra

(5 Novembre 2010) Enzo Apicella

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Via subito dall'Afghanistan

(25 Gennaio 2007)

Il sondaggio di Ipr Marketing reso noto oggi cancella ogni dubbio: la maggioranza degli italiani/e vuole il ritiro delle truppe dall'Afghanistan, come ieri dall'Iraq; gli italiani/e non vogliono partecipare alle guerre che si fanno non contro il cosidetto "terrorismo", ma per accaparrarsi materie prime e ricchezze energetiche. I favorevoli al ritiro risultano il 56% mentre a voler restare è il 37%: uno scarto che toglie ogni incertezza. Tra gli elettori/trici dell'Unione lo scarto è di ben 30 punti (64 a 34). Perchè allora il governo intende sfidare, come pure consentendo l'allargamento della base Usa a Vicenza, il suo stesso elettorato? Non si tratta solo di sudditanza agli Stati Uniti: Prodi e D'Alema vogliono, grazie allo strumento militare, ingrandire il ruolo di "piccola potenza" dell'Italia, agevolando l’espansione di un capitalismo nazionale non in grado, con i soli strumenti economici, di battere la concorrenza. Dall’esaltazione dalemiana dell'esercito italiano “sesto del mondo come impegno all’estero” alla difesa del valore “unificante” della parata del 2 giugno, dal ritiro dall’Iraq concordato con gli Usa in cambio di un maggior impegno in Afghanistan all'intervento in Libano per potenziare gli interessi economici italiani nell’intero Medio Oriente, dall’ estensione delle basi Nato all’aumento delle spese militari nella Finanziaria, il governo Prodi ha accettato la logica della guerra permanente, cercando però di estendervi i proventi per il capitale italiano. E' dunque inaccettabile la passività con la quale la "sinistra radicale" parlamentare si sta preparando a cedere sia sul rinnovo della missione di guerra in Afghanistan, in cambio di fantomatiche "discontinuità" o "Conferenze di pace", sia sull'allargamento della base di Vicenza. Imponiamo al governo con la mobilitazione di tutto il movimento nowar - a Vicenza il 17 febbraio, e a Roma a marzo, durante la discussione parlamentare sul ri-finanziamento delle missioni - di ascoltare la volontà popolare, ritirando le truppe dall'Afghanistan e dagli altri luoghi di guerra e rifiutando la richiesta Usa per la base di Vicenza.

23.1.2007

CONFEDERAZIONE COBAS

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