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La poesia fra amore e odio di classe

(28 Gennaio 2007)

Questa breve nota ha lo scopo di aprire un dibattito su un argomento che considero imprescindibile, e non solo per i poeti e per gli amanti della poesia, ma per l’Uomo in generale.

Chi mi conosce sa che non posso che condividere le recenti affermazioni del poeta Edoardo Sanguineti sulla necessità di “restaurare l’odio di classe”.

Sono dichiarazioni che,al di là del clamore e dello scandalo suscitato negli ambienti del potere e dei media, hanno un fondamento scientifico e storico ineccepibile poiché è fuori discussione che tutta la Storia dell’umanità si è sviluppata attraverso le contraddizioni e le lotte di classe. In questo senso, si può affermare che l’odio di classe abbia costituito il principale motore della Storia.

Questa affermazione ci deve indurre necessariamente a concludere che l’amore per l’uomo non abbia svolto un ruolo fondamentale per lo sviluppo e la crescita della società ? Certamente no e la spiegazione è molto semplice : alla base dell’odio di classe dei diseredati, dei “dannati della terra”, c’è l’amore per l’Uomo inteso come essere umano che possa vivere in un mondo di uguaglianza, fraternità, giustizia e libertà, tutte cose rese impossibili dall’ideologia, l’economia, la politica e la cultura delle classi dominanti capitalistiche.

Esiste un rapporto fra la poesia , l’amore e l’odio di classe ? Credo che la domanda non sia né vana né retorica in quanto la poesia, come le altre manifestazioni artistiche dell’uomo, è strettamente vincolata alla praxis umana e , al di là delle sue specificità estetiche, ne è uno dei più vivi riflessi.

Questo argomento, che considero basilare per una corretta concezione della poesia, l’ho sviluppato in un breve intervento dal titolo , appunto, “Poesia e prassi” , che m’ero proposto di leggere in occasione di una conferenza dallo stesso titolo, tenuta a San Remo dal poeta Sanguineti e che, solo per pura mancanza di tempo, non potei allora presentare.

E’ evidente, e tutta la Storia del genere umano ce lo conferma, che per farla finita con le guerre, i genocidi, la fame e tutte le ingiustizie sociali che conosciamo, è necessario eliminare le cause ed i responsabili di tutto questo che si identificano con le classi dominanti capitalistiche ed imperialiste.

Che la poesia abbia un proprio specifico ruolo in questa battaglia per il futuro dell’Umanità è cosa ampiamente riconosciuta da tutti coloro che identificano nella poesia un fattore non puramente estetico ma di trasformazione culturale e sociale.

Chiudo riportando dei versi che ho scritto recentemente e che, in qualche modo,
riflettono il senso di questa nota e confermano la giustezza delle recenti dichiarazioni del poeta Edoardo Sanguineti :

IL VERO AMORE

Tu sai che con l’amore
il mondo nonsi cambia,
tu sai che con l’amore
non finisce il dolore,
tu che, dopo il colpo,
porgesti l’altra guancia.
Tu sai cheil vero amore
per l’uomo è odio
e violenza contro l’oppressore.
Tu sai che il vero amore
per l’uomo nasce dall’odio
per l’ingiustizia ed il dolore.
Tu sai che non c’è
amore senza odio
e odio senza amore.
Tu mi dici che questo
è ovvio ed è scontato,
per questo ti dico :
come ogni cosa semplice
è facile da dirsi
ma difficile da farsi.


(da “Cantata dei tempi oscuri”, Zambon Editore, 2005)

San Remo, 25 Gennaio 2007

Gian Luigi Nespoli

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