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(7 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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Pubblico impiego: memorandum o de profundis ?

(26 Gennaio 2007)

La filosofia a cui si ispira l’accordo siglato a Roma il 18 gennaio 2007 tra CGIL CISL e UIL e Governo, rilancia il comodo luogo comune che la responsabilità del deficit e dell’inefficienza della Pubblica Amministrazione sia addebitabile ai soliti dipendenti fannulloni.

Balle!
In questi anni i miseri stipendi dei dipendenti pubblici (tra 900 e 1100 euro al mese) sono calati (come quelli degli altri lavoratori), le funzioni, le responsabilità e le mansioni sono aumentate a dismisura, chi è andato in pensione non è stato sostituito, per cui chi è rimasto si trova a svolgere anche il lavoro di chi non c’è più, secondo la strana logica del lavorare sempre di più per guadagnare sempre di meno!
In questi stessi anni, per sistemare gli amici del politico di turno, con i soldi pubblici sono state pagate inutili e costose consulenze, sperperate risorse con valanghe di appalti (sapevate che ogni rotonda costa da 150.000 a 500.000 euro?), affidati servizi pubblici a costi esorbitanti a società private (trasformando i diritti dei cittadini in affari su cui lucrare).

In questi anni ci hanno raccontato che le privatizzazioni sarebbero state la panacea di tutti mali! Mentivano sapendo di mentire! Basta leggere qualunque bilancio per capire che esternalizzare i servizi costa di più e non di meno (altro che risparmi) e che la qualità dei servizi ed il costo per gli utenti è quella che conosciamo tutti/e.

La lezione, però, non è servita a molto, dato che nel memorandum i firmatari concordano che “gli aumenti di efficacia e di efficienza dovranno essere perseguiti ricorrendo a esternalizzazioni” precisando solo che non dovranno riguardare solo le attività “core” (cioè funzioni interne) dell’amministrazione (il contrario della famosa caramella, ossia il centro con il nulla intorno), tant’è che si parla esplicitamente di possibilità di spostare il personale in esubero (visto che sono anni che non si assume, perché si parla di esuberi?), attraverso l’utilizzo della mobilità tra Enti (senza limite di distanza) e forme incentivate di uscita (buoni uscita e prepensionamenti).
In questi anni hanno stanziato miliardi di Euro per progettare e tentare di realizzare ciò che chiamano Grandi Opere. Grandi solo per le imprese che le realizzano ed il deficit prodotto nei bilanci dello Stato (davvero l’interesse generale è arrivare 15 minuti prima a Lione, con l’Alta velocità ferroviaria, piuttosto che garantire una velocità normale per i pendolari?), devastanti per il territorio e le popolazioni locali.

Nel Memorandum si parla di meritocrazia, di premiare chi lavora meglio.
In realtà, lo scopo è quello di legittimare il sistema feudale delle carriere e dei premi, per cui chi è più suddito o maggiormente ammanicato con il politico o il Dirigente viene remunerato di più, utilizzando i soldi che dovrebbero servire per recuperare la perdita del potere d’acquisto di tutti gli altri lavoratori (é da anni che nei Contratti Nazionali si utilizza una fetta delle risorse destinate al recupero dell’inflazione programmata per finanziare la cosiddetta produttività). Oltre al danno la beffa!

Parlano di meritocrazia quegli stessi politicanti che hanno premiato con stipendi da capogiro (milioni di Euro all’anno) quotati personaggi dell’alta finanza che poi hanno fatto fallire imprese a partecipazione statale (Do you remenber Alitalia, Trenitalia, Telecom?) ed ora si apprestano ad elargire loro liquidazioni e pensioni altrettanto da capogiro.

In compenso, in questo paese, qualunque miliardario si sente in diritto di denunciare inesistenti privilegi dei poveri (visto che non amiamo i privilegi si può sempre far cambio!).
Così, grazie ad un recente accordo tra Governo e CGIL CISL e UIL, mentre si assottigliano ulteriormente le pensioni pubbliche, viene scippata anche la liquidazione, che rappresenta un bell’affare per Sindacati, Padroni ed Assicurazioni, che gestiranno i fondi della previdenza integrativa.
In pratica: grazie alla riforma previdenziale, sommando alla pensione maturata quella integrativa non si arriverà a prendere nemmeno la vecchia pensione pubblica, mentre in un perverso gioco delle tre carte scompare anche il TFR!

Il Memorandum fa anche finta di interessarsi dei precari, ma l’unico impegno di cui si parla è quello di destinare parte dei fondi previsti per i rinnovi contrattuali all’assunzione di questo personale (insomma si sottraggono altri soldi a quelli previsti per i dipendenti in servizio per finanziare le nuove assunzioni).

In ultimo, hanno deciso di trattare solo con i sindacati amici, escludendo tutti gli altri, ma soprattutto evitando accuratamente di sentire i lavoratori e le lavoratrici, proprio quelli che quotidianamente garantiscono il funzionamento dei servizi ai cittadini in mezzo a mille difficoltà, gli unici che ora sono sul banco degli imputati.

Sicché i cultori delle liberalizzazioni, sembrano molto interessati a garantire il monopolio del triplice sindacato di stato, al punto da ridurre la contrattazione decentrata (dove spesso i lavoratori possono esprimersi e far valere le propri ragioni) ad una mera applicazione tecnica del Contratto Nazionale.

Noi non abbiamo idea con quale mandato i signori di CGIL CISL e UIL hanno firmato il memorandum, ma per quanto ci riguarda è carta straccia da rigettare ai mittenti.

Dobbiamo impedire, organizzandoci e lottando, che il prossimo contratto nazionale si trasformi in uno strumento punitivo contro tutti i lavoratori.


Gallarate, 24 gennaio 2007

ASSOCIAZIONE LAVORATORI COBAS

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