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(No basi, no guerre)

Lettera aperta ai comitati No Dal Molin

(15 Febbraio 2007)

“Non serve domandare se poi ce la faremo
lasciamo alle parole il tempo di aspettare
O forse qui si aspetta la rossa provvidenza
per cui gli altri decidono, e noi portiam pazienza

Buttiamo a mare le basi americane
cessiamo di fare da spalla agli assassini
giriamo una pagina lunga di vent'anni
andiamo a guadagnare la nostra libertà”

Care/i compagne/i,

ho potuto sentire e vedere personalmente la determinazione di alcuni comitati che si oppongono all’allargamento della base militare di Vicenza, alla difesa del territorio, della pace, della dignità in un incontro che si è tenuto a Bassano del Grappa in solidarietà con il popolo palestinese.
Alcune delegazioni erano venute per ascoltare, ma anche per parlare della lotta contro l’allargamento della base americana. Ancora il governo “amico” di centro sinistra non aveva dichiarato la propria sudditanza di fronte ai padroni statunitensi.
Neanche il bellicoso “baffino” in genuflessione aveva ancora chiesto ai suoi padroni di pensare alle vostre e nostre preoccupazioni.
Questi signori del parlamento italiano mentre sono, determinati quanto feroci, nel mettere in pratica l’embargo al popolo palestinese o sostenere i bombardamenti nei confronti del popolo afgano, si inginocchiano umilmente ai padroni americani.
Oggi, mentre scrivo, è l’anniversario della strage del CERMIS, dove decine di persone sono state assassinate dai piloti USA , ma anche in questa occasione i governanti della destra, del Centro e della sinistra in Parlamento si sono piegati di fronte all’arroganza a stelle strisce.
Nulla di nuovo e non mi sarei rivolto a voi se non ci fosse altro.

Gli Achei riuscirono a sconfiggere i troiani dopo un assedio durato 9 anni, non con la forza ma attraverso un perfido strumento: il cavallo di legno.
Subito dopo il servile annuncio di Prodi, è sceso in piazza, cioè in campo, il cavallo di Troia del governo filo americano e filo sionista.

Mentre il cavallo costruito dagli Achei era formato di ottimo, ma funesto legno di abete, questo del governo è composto da diversi legnami: la CGIL, finti pacifisti, cooperanti internazionali, tutti quelli che, senza profferire parola hanno accettato la partecipazione dei militari italiani alla guerra contro il popolo afgano, l’embargo al popolo palestinese, la finanziaria di guerra.
Lo hanno fatto perché appartengono al campo filo americano (CGIL) per opportunismo (finti pacifisti), per servilismo (cooperanti, che pur di prendere soldi accettano la parte del colonialista) andando a collaborare con i militari oppressori.
I primi in più occasioni hanno dimostrato che questo è il loro ruolo, ancora una volta i sindacati nascondono la testa sotto il tappeto, come fecero vergognosamente durante i 5 anni di centrosinistra al governo, nella lotta per l’articolo 18, nella perdita della scala mobile, a tutti gli accordi-bidone che hanno firmato, nella lotta contro gli omicidi bianchi ecc….

Ecco la politica “pacifista” del governo Prodi1, D’Alema e Prodi 2:
A Camp Darby c'è il più grande arsenale USA all'estero. Nel 2003 si parlava di 20.000 tonnellate di munizioni per artiglieria, missili, razzi e bombe d'aereo con 8.100 tonnellate di alto esplosivo in 125 bunker, 2.600 tra tank, blindati, jeep e camion. Già allora c’erano armi per 2 miliardi di dollari, missili e ordigni esclusi. Da Camp Darby sono partite quasi tutte le munizioni della Tempesta nel Deserto nel '91 e il 60% delle bombe scagliate sulla Serbia nel ’99.
Grazie al canale navigabile che arriva dentro la base, carichi giganteschi di armi vanno e vengono senza che nessuno possa spiarli. Per la prima guerra all'Iraq c'e’ stato un traffico complessivo pari a 4.000 tonnellate di bombe e granate; per il Kosovo 16.000. Nel Natale ‘98, sui moli tirrenici sono sbarcate 3.278 cluster bomb, che sono state lanciate da Israele nel Libano a guerra finita.

Oggi, mentre ci dobbiamo sorbire le prediche pacifiste del “buonopertuttelestagioni” Napolitano, del “Presidenteconlaspilletta” Bertinotti, ci obbligano a vedere le stragi che gli americani compiono in Iraq, Afganistan, Somalia e gli israeliani in Libano ed in Palestina. E queste stragi hanno il beneplacito dei pacifisti DOC!!!

Sia, dunque, benvenuto chiunque voglia difendere la pace e non essere complice della politica guerrafondaia dell’amministrazione Bush, ma che stiano dietro ai Comitati e coerenti con un NO senza se e senza ma.
E che non sia la stessa coerenza già disattesa in mille altre occasioni.
Di questa gente non bisogna fidarsi, sono funzionari pagati con i nostri soldi e lontani dai veri bisogni delle persone.

Chi si oppone all’allargamento della base americana ha un compito che va aldilà della “semplice” questione territoriale, si parla di vita e di morte, di servilismo e di dignità.

Febbraio 2007

Francesco Giordano

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