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In difesa della dignita' degli insegnanti e della scuola pubblica

(5 Marzo 2007)

Premesso che intenzione di chi scrive non è quella di giustificare in alcun modo comportamenti ed atteggiamenti assolutamente scorretti e deplorevoli da parte di alcuni docenti nei confronti dei loro allievi, docenti che col loro operato rischiano di far passare l’intera categoria come problematica, impreparata, non “sana”, incapace di affrontare le situazioni più difficili; d’altra parte però non si può fare a meno di chiedersi come mai nessuno si preoccupi di provare ad avere una visione più precisa, puntuale e veritiera su quella che è la situazione in cui i docenti di oggi sono chiamati ad operare.
Per vari motivi la scuola di oggi non è più quella di una volta, e questo è sotto gli occhi di tutti: un modello di educazione “liberista” ha generato individui sempre più irresponsabili, superficiali, privi di maturità e rispetto. E’ per questo motivo che gli allievi si sentono autorizzati ad assumere in classe atteggiamenti intollerabili, e questo senza che ai docenti e alla scuola tutta sia lasciata la possibilità di intervenire, di correggere, di operare per il bene comune.
Valori come il rispetto, l' amore verso gli altri, la comprensione e l'accettazione delle diversità, sono stati sostituiti da altri modelli presi in prestito da chi oggi è il vero educatore: il mezzo televisivo. Contemporaneamente, ai giovani d'oggi non sono forniti gli strumenti per decodificarne i messaggi e dunque sempre di più tendono ad assumere modelli comportamentali errati e improntati al conseguimento di obiettivi aleatori quali la smodata voglia di divertimento ed il possesso di beni materiali. Questo, unito alla globalizzazione dei consumi e al desiderio del tutto e subito da ottenere senza alcun tipo di sacrificio, ha portato allo smarrimento di regole e principi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Scuola e famiglie sembrano viaggiare su due binari paralleli (ovvero destinati a non incontrarsi mai) se non addirittura divergenti. Alla scuola, lasciata sola nel difficile compito di istruire ed educare le giovani generazioni, le famiglie sembrano spesso addirittura opporsi, distruggendo ciò che faticosamente la scuola cerca di costruire.
Gli alunni di oggi sempre più frequentemente hanno alle spalle famiglie che vedono nella scuola quasi un antagonista, se non addirittura un nemico. Questo perché non c’è condivisione di intenti, non c’è fiducia nell’istituzione scolastica da parte di molte famiglie. Va detto inoltre che ai docenti non è stato lasciato alcun potere di intervento: non è quasi più possibile applicare alcuna sanzione disciplinare, così come è diventato molto difficile bocciare un allievo; persino gli esami di riparazione sono stati aboliti.
E' diventato inutile se non addirittura problematico scrivere una nota sul diario ad un alunno, dal momento che nella quasi generalità dei casi l’unico risultato ottenuto è quello di veder piombare in classe genitori che, anziché intervenire riprendendo il comportamento del proprio figlio, si ribellano e non accettano l’operato del docente.
Tutto ciò esaspera, giorno dopo giorno, il rapporto tra docenti ed allievi, trasformando quello che dovrebbe essere uno scambio di conoscenze ed esperienze proficuo per tutti, in una sorta di contrasto snervante e deleterio.
Bisognerebbe ri-educare le famiglie di oggi, sempre più assenti sul piano educativo, sempre meno responsabilizzate e preparate a sostenere il proprio ruolo.
L’accanimento e le modalità con cui i media stanno riportando certe notizie è foriero di danni ulteriori, in quanto assolutamente diseducativo per i giovani e lesivo della dignità della stragrande maggioranza dei docenti che assolvono al proprio ruolo con professionalità e dedizione.
Manca oltretutto, da parte dei media, una analisi seria delle politiche adottate dai diversi governi di destra e di sinistra sulla scuola, basate esclusivamente sui tagli agli organici ed ai finanziamenti e sull' aumento degli alunni per classe, che sono la causa principale dell' attuale degrado della scuola pubblica; scandaloso il fatto che i finanziamenti alle scuole private siano invece sempre stati garantiti.
Con classi di 30 o 32 studenti diventa molto difficile per i docenti seguire in modo adeguato tutti gli alunni e rimediare alle situazioni di disagio.
Anche l'attuale governo, su cui puntava il popolo della scuola per un cambio di tendenza, sembra considerare la scuola pubblica un peso da cui tagliare e non una risorsa su cui tornare ad investire.
E' inoltre molto preoccupante la strumentalizzazione che viene fatta di questi episodi: basti pensare alle dichiarazione del presidente dell' Associazione Nazionale Presidi, Rembado, volte a denigrare i docenti precari, senza il cui apporto in questi anni molte scuole non avrebbero potuto funzionare in modo regolare, che vengono considerati come bisognosi di selezione dimenticando che si tratta di professionisti in possesso di una o più abilitazioni conseguite superando i concorsi statali.
Si tratta del solito tentativo dell'Associazione Nazionale Presidi di ottenere la chiamata diretta dei docenti per poter assumere parenti ed amici abbassando la qualità dell' insegnamento, con grandi ringraziamenti da parte dei detentori del potere: una scuola pubblica scadente che non sviluppa le capacità critiche degli studenti fa un gran comodo ai potenti di destra e di sinistra: potranno contare su masse acritiche che li voteranno senza farsi troppe domande.

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