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(17 Luglio 2013) Enzo Apicella

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(No basi, no guerre)

Grave ingerenza dell’ambasciatore statunitense Spogli

sulle sorti dei territori italiani che ospitano camp Darby

(16 Febbraio 2007)

Con la solita arroganza di chi si sente padrone a casa d’altri, l’ambasciatore Spogli, dalle pagine nazionali de Il Tirreno di mercoledì 14 febbraio, entra nel merito del futuro di un nostro territorio, dove attualmente viene ospitata la base di camp Darby.
A Livorno in visita ufficiale lo scorso 13 febbraio, Spogli si è intromesso in un dibattito che non gli compete, confermando così l’atteggiamento di alcune settimane fa, quando con una lettera pubblica indicava al governo italiano il comportamento da tenere sulla vicenda afgana.

La nutrita schiera di militanti antiguerra pisani e livornesi, posizionati di fronte alla Provincia di Livorno per contestare questa presenza sgradita, hanno rappresentato un sentimento diffuso di repulsa verso atteggiamenti chiaramente colonialisti, che mortificano quotidianamente la dignità di una nazione, quella italiana, resasi indipendente dopo una dura lotta di liberazione contro altri occupanti, mentre nell’agosto 1943 i bombardieri a stelle e strisce facevano strage di civili pisani e livornesi: Oltre 3.000 furono le vittime civili, "effetti collaterali" ante litteram.

Ci auspichiamo che le forze politiche e sindacali, l’associazionismo democratico e tutto il movimento contro la guerra di Pisa e di Livorno, in procinto quest’ultimo di muoversi verso la grande manifestazione di Vicenza contro il tentativo di costruire una nuova base USA al Dal Molin, denuncino questa ennesima, grave ingerenza straniera nella nostra vita politica e sociale.

È ora che una intera classe politica alzi la testa e decida di dire un sonoro NO a questi atteggiamenti che mortificano un intero popolo, iniziando finalmente un percorso di emancipazione dei nostri territori da una condizione di retroterra delle guerre di aggressione dell’esercito statunitense.

La riconversione della base di camp Darby è un obiettivo strategico di questo percorso. Riconvertire significa mantenere gli attuali posti di lavoro e crearne di nuovi, togliendo nel contempo le nostre popolazioni dalla costante minaccia di possibili ritorsioni ed attentati da parte di Stati e popolazioni da anni massacrate con le armi che passano da questa base.

Nessun ambasciatore USA potrà fermare la nostra battaglia per la riconversione preventiva di camp Darby. Con questo impegno diamo indicazione di partecipare alla manifestazione di sabato 17 febbraio, a Vicenza.

Il Comitato per lo smantellamento e la riconversione a scopi esclusivamente civili della base USA di camp Darby

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