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Se ti do il pelo tu che mi dai...

(6 Aprile 2007)

Se ti do il pelo tu che mi dai....
Così cantava un tempo Renato Zero…

Questa è la canzone che mi torna in mente leggendo una singolare notizia comparsa su un quotidiano: una trentenne romana ha aperto un blog con un unico post in cui dichiara di offrirsi per una notte a chiunque le possa procurare un lavoro a tempo indeterminato con uno stipendio di 1300,00 euro al mese. Insomma un normale e dignitoso lavoro VERO! Non un solito annuncio personale tipo AAA, o un’offerta di meretricio… piuttosto una sorta di “do ut des” o meglio “do ut facias”…

Siamo arrivati davvero a toccare il fondo?

Sono ad un incontro di lavoratori precari… Chiedo a Nicolò cosa ne pensa…

“Pensavo che si dovesse scendere a compromessi solo per sfondare nel mondo dello spettacolo… vedi le notizie-tormentone di quest’estate sulle varie vallette “generose”… E posso anche capirlo, visto che la posta in gioco è ben più alta. Si parla di stipendi 10 volte maggiori di quello di un semplice impiegato. E’ deprimente che una persona, presumibilmente di sani principi, come si diceva una volta, sia talmente esasperata da una sequela di lavori a progetto, a termine, al nero, e tutti mal pagati, da arrivare a rinunciare alla propria integrità ed ai propri valori, con i quali però notoriamente non si mangia né si paga l’affitto!”

La situazione del lavoro oggi è disastrosa, grazie anche alla Legge Biagi… e a chi di questa abusa. Probabilmente ci sono migliaia di giovani, e di meno giovani, in Italia che sarebbero disposti ad un baratto di questo genere…

Nicolò mi racconta la sua esperienza:

“Lavoro a progetto circa 50 ore alla settimana, per uno stipendio di 1000 euro, pagati “a rate”. Ovviamente senza tredicesima, né ferie, né malattia, né nulla. Percorro circa 600 km la settimana con la mia auto e mi viene rimborsata la benzina, ma non l’usura dell’auto ( la macchina cade a pezzi ) perché, quella dicono, è compresa nello stipendio. Tutto questo a 33 anni e con in tasca una inutile laurea in Economia e Commercio ( Voto 107!!!). Purtroppo ho fatto un solo errore: una volta laureato ho voluto subito iniziare a lavorare, per guadagnare, pensando (INGENUO!!) che circa 20 anni di studio fossero sufficienti e che fosse tempo di iniziare la mia vita da adulto, rendendomi indipendente e vivere col mio ragazzo”

Il tuo ragazzo lavora?

“Anche lui lavora ad intermittenza (ed è laureato in Biologia Marina con 108) passando da un lavoro al nero all’altro, intervallato da qualche lavoro stagionale, interinale e a progetto.”

Il dibattito coinvolge anche Lapo, laureato in Filosofia (voto 110 e lode!): ”Molti fanno stages o tirocini, non retribuiti. Sarebbe piaciuto anche a me poterli fare, ma avrei dovuto gravare sui miei genitori ancora per qualche anno, per sperare di trovare un lavoro minimamente qualificato. Ci sono aziende che con questi espedienti ricoprono posizioni vacanti senza fare mai assunzioni vere e proprie. E, laureato a pieni voti… per mantenermi onestamente faccio ripetizioni, di latino, greco, storia, filosofia… ed ogni tanto ho un incarico per una supplenza. Le graduatorie sono ferme da anni.”

Se questa è la situazione non credo ci debba stupire l’iniziativa della ragazza di Roma…

“Anzi!!! – conclude Nicolò - mi voglio congratulare con lei per aver portato una volta di più l’attenzione dei media su un problema come quello del lavoro… e colgo l’occasione per segnalare anche la mia disponibilità, se ci fosse qualche datore di lavoro dai gusti un po’ particolari…!!! Inoltre, se poi ci mettiamo a fare due conti, considerando lo stipendio, e poi la pensione, come la rata di una rendita perpetua, ho calcolato il suo valore attuale con la formula che chiunque abbia studiato ragioneria conosce. Ebbene, considerato un tasso del 2% annuo, quell’unica notte di passione vale la bellezza di 780.000 euro!!!”

Una delle marchette più care della storia!

Letizia Tassinari

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