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(26 Settembre 2011) Enzo Apicella

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(Imperialismo e guerra)

La nostra risposta alle dimissioni di Cindy Sheehan.

(1 Giugno 2007)

Come cittadini statunitensi apprendiamo con profondo dispiacere la notizia delle dimissioni di Cindy Sheehan dal movimento contro la guerra. Abbiamo avuto occasione di conoscerla durante i suoi viaggi in Italia e l’abbiamo seguita e sostenuta, anche se da lontano, nel suo impegno contro questa guerra ignobile e nella sua lotta per promuovere un vero cambiamento nel nostro paese.

Con il suo messaggio chiaro e semplice, ma altrettanto forte, Cindy ha portato la gente comune a scendere nelle strade. Ha dato coraggio ai familiari dei militari e ai militari stessi di rompere il muro di silenzio. Per più di due anni ha viaggiato attraverso tutti gli Stati Uniti e in tutto il mondo portando il suo messaggio di pace. Ha partecipato a innumerevoli incontri, dibattiti, fiaccolate, proteste, manifestazioni e atti di disobbidienza civile. Il tutto con il dolore di una madre che ha perso il figlio in Iraq.

È del tutto comprensibile, dunque, la sua stanchezza. Come anche la sua delusione di fronte ad un Congresso a maggioranza democratica che continua a finanziare una guerra che è già costata le vite di tanti statunitensi e tantissimi iracheni, che non rispetta la volontà della gente che l’ha votata, che cede alle politiche di un presidente che sta solo al 28% nei sondaggi.

Ci dispiace della decisione di Cindy, ma siamo comunque consapevoli e riconoscenti del suo contributo al movimento. L’importanza di quanto da lei fatto è testimoniata in numerosi siti, blog, forum e mailing list inondati da messaggi di sostegno e di gratitudine, anche da tutto il mondo, insieme alle promesse di continuare a portare avanti il suo lavoro con maggiore determinazione.

Ed è quello che anche noi staunitensi di Roma intendiamo fare. Perché siamo convinti che cambiare si può. È tutto merito del movimento pacifista il recente voto alla Camera per il ritiro dall’Iraq entro 90 giorni, che non è passato ma ha visto ben 169 democratici e 2 repubblicani votare a favore. Inoltre il voto che ha tanto deluso Cindy Sheehan, e tutti noi, sul finanziamento per continuare la guerra, ha comunque visto 140 deputati e 14 senatori votare contro. Sono risultati inimmaginabili un anno fa.

La sfida continua, e il lavoro che ci aspetta è lungo e duro. Ci vorrà tanto impegno e perciò dobbiamo gustare ogni vittoria per poter tirar avanti. Vogliamo prendere la lettera di Cindy, per quanto triste, non come una sconfitta ma come una chiamata all’azione. Cindy ha già dato tanto. Come dice lei stessa alla fine della sua lettera, ora tocca a noi.

Statunitensi per la pace e la giustizia, Roma
U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome
http://www.peaceandjustice.it

Fonte

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