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Il diploma

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(3 Ottobre 2012) Enzo Apicella
Diaz: la Cassazione deposita le motivazioni della sentenza che condanna 25 poliziotti tra cui Franco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine.

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Rompiamo il silenzio sui fatti di Genova e sui processi in corso

(2 Giugno 2007)

Il comitato verita’ e giustizia per Genova organizza un presidio Mercoledì, 6 giugno 2007, alle ore 13 davanti al Tribunale di Genova dove comparirà: Vincenzo CANTERINI, già comandante del VII nucleo del I reparto mobile della polizia di Stato, nel frattempo PROMOSSO QUESTORE

Dagli atti processuali: imputato per avere, in concorso con altri, il giorno 21 luglio 2001:

1) partecipato in veste di comandante del VII Nucleo Sperimentale appartenente al 1 Reparto Mobile di Roma della Polizia di Stato, all'organizzazione e alla conseguente esecuzione delle perquisizione all'edificio scolastico A.Diaz-Pertini, con l'impiego di oltre duecento operatori, tutti appartenenti a vari Reparti ed Uffici della Polizia di Stato, operazione che si concludeva con l'arresto in flagranza di tutte le persone trovate al momento all'interno del medesimo edificio.

2) attestato fatti o circostanze non corrispondenti al vero, per assicurare a se stesso e ad altri pubblici ufficiali l'impunità dei reati commessi, nella relazione di servizio diretta al Questore di Genova in relazione all'arresto di 93 persone. Che venivano denunciate per i delitti di associazione per delinquere finalizzata alla devastazione ed al saccheggio, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, possesso di congegni esplosivi ed armi improprie.

3) attestato fatti o circostanze false per giustificare la violenza usata nei confronti dei 93 arrestati durante le fasi d'ingresso all'interno dell'istituto e la causazione di lesioni (molte delle quali gravi) a ottantasette di costoro, inferte in massima parte da appartenenti al Reparto di cui aveva il diretto comando.

4) attestato falsamente che gli appartenenti al Nucleo e Reparto dal medesimo comandato:
incontravano violenta resistenza da parte degli occupanti, consistita in un fittissimo lancio di pietre e bottiglie dalle finestre dell'istituto per impedire l'ingresso delle forze di polizia; incontravano resistenza anche all'interno dell'istituto da parte degli occupanti, che ingaggiavano violente colluttazioni con gli agenti di polizia, armati di coltelli, bastoni ed armi improprie, alcune delle quali rinvenute in tali circostanze;

5) aver cagionato lesioni personali varie; anche gravi, alle persone presenti all'interno del predetto edificio, colpite con sfollagente in dotazione o con altri atti di violenza, commettendo il fatto direttamente o comunque agevolando o non impedendo ad altri tale condotta, e che pertanto aveva, nella qualità e nel ruolo rivestiti, l'obbligo giuridico di impedire, così abusando della qualifica di pubblico ufficiale

Gli operatori di Polizia appartenenti ai vari reparti e, fra questi, in prima posizione il VII Nucleo del I° Reparto Mobile di Roma, facevano irruzione in massa all'interno dell'edificio da perquisire, ed in ogni occasione colpivano con violenza le persone presenti, tutte in palese atteggiamento di non offensività e di resa, in talune occasioni infierendo più volte sulle stesse già colpite, a terra, sanguinanti e ferite, utilizzando i manganelli in dotazione o sferrando calci ed cagionando lesioni.


Non lasciateci soli, il silenzio sui fatti di Genova e sui processi in corso è un’ulteriore ferita alla democrazia nel nostro paese.

COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER GENOVA
www.veritagiustizia.it
info@veritagiustizia.it

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