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(9 Aprile 2013) Enzo Apicella

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La politica di Cacciari

(2 Giugno 2007)

Rispetto alle ultime polemiche legate alla prevedibile completa acquisizione della Marco Polo Holding (azionista di maggioranza Save, societa’aeroportuale dello scalo di Tessera ) da parte del gruppo privato Agora’ Investimenti (Finint, Generali) diretto da Enrico Marchi, c’e’ da ribadire che ,nella sostanza, si rivive l’ennesima pantomima in cui con soldi pubblici (anche se in Veneto Sviluppo, ex azionista pubblico sono presenti soggetti finanziari privati) prima si costruiscono infrastrutture aeroportuali costosissime e poi, attraverso i soliti meccanismi speculativi in cui tanto abili risultano essere proprio i dirigenti posti ai vertici di tali società, se ne perde il controllo gridando allo scandalo.

Dietro la querelle della combine aeroportuale, per cui oggi si lamenta vergogna, emergono le solite divergenze di interessi presenti tra Comune (e Provincia) da una parte e Regione dall’altra, ambedue punti di riferimento di cordate economico-finanziarie spesso in lotta tra loro.

Il Sindaco che grida alla “privatizzazione” dell’aeroporto non e’ forse il Cacciari che. pezzo dopo pezzo. concede ai poteri cosiddetti forti della citta’ parti importanti del territorio comunale?

Non e’ forse Colui che pochi giorni fa’ ha acquisito 11500 mq di spazi logistici presso l’ex Eckart per nome e per conto di Interporto SPA al cui interno e’ presente il Centro Intermodale Adriatico? Operazione questa che essendo costata 2200000 euro tra costi e future bonifiche ed avendo visto la riassunzione di soli 12 dipendenti su 37 della vecchia azienda ha registrato la “benedizione” delle infrastrutture logistiche da parte del sindaco viste come volano di nuove opportunita’ di sviluppo economico su scala territoriale.

Chissa’ cosa devono aver pensato i lavoratori del Petrolchimico di fronte a tali affermazioni da parte di chi, per bonta’ sua, si spende per l’attuazione dell’accordo del 14 dicembre scorso stipulato a difesa della continuita’ produttiva chimica a Marghera.

Il Cacciari che si erge a paladino del pubblico, di recente ha sponsorizzato la gestione degli spazi espositivi di Punta della Dogana a favore dell’amico Pinault (il quale sembra avere piu’ di qualche problema in laguna); ha favorito attraverso una delibera comunale il cambiamento d’uso abitativo (da residenziale ad alberghiero) di una parte del nuovo Albergo Stucky alla Giudecca facendo guadagnare in un colpo solo all’”amico” Caltagirone quasi due milioni di euro; ha continuato l’operazione di vendita e chiusura dell’ex-ospedale al mare del Lido e si accinge ad esternalizzare completamente, attraverso la creazione di una fondazione ( in cui confluiranno soggetti affidabili e sicuri), l’intera gestione dei Musei Civici Veneziani.

Non solo: in citta’ continua la svendita del patrimonio immobiliare storico-artistico le cui operazioni hanno visto di recente la cessione (asta pubblica Vecart2) di gioielli quali Palazzo Foscari-Contarini e Palazzo Colleoni oltre alla messa sul “mercato” di Palazzo Zaguri, Palazzo Costa, Palazzo Bonfandini ecc.

E’ stato ancora una volta derogato il divieto di pubblicita’ in canal grande con il rinnovo del contratto pubblicitario del marchio Paul&Shark negli stazi delle gondole ed in piena febbre di grandi eventi si ricercano nuovi 13 siti in cui far approdare gli yacht dei futuri “padroni” della laguna veneta contribuendo cosi’a dare un’immagine della citta’ sempre piu’ improntata ad una Disneyland del XXI secolo.

Un territorio dunque sempre piu’ in mani private tant’e’ che addirittura le prossime iniziative legate al periodo del carnevale saranno affidate ad un’agenzia (Publieventi) in cui grosse presenze di soggetti privati faranno la loro parte in un’ ottica di completo ed ultimato sfruttamento della citta’ a vantaggio di albergatori e commercianti a cui fanno da contraltare i lavoratori del settore trasporti, turistico, portuale, commerciale,sanitario, e socio-assistenziale come veniva denunciato pochi giorni fa’ dalla CGIL.

Considerando che i veneziani quest’anno avranno anche un aumento del 3% sui costi relativi all’imminente stagione balneare al lido (VeneziaSpiagge lo ha anticipato pochi giorni fa’) c’e’ da rimanere sconcertati in riferimento alle suddette posizioni del Sindaco artefice amministrativo di un laissez-faire legato ad ordinarie compatibilita’ di un’economia lasciata alla deriva produttiva della delocalizzazione e sottoposta a nude operazioni speculative di selvaggio sfruttamento logistico-ricettivo.

Tali direzioni non possono conferire alla citta’ quelle aspettative di crescita che merita ed in cui una seria difesa dell’ambiente lagunare e di tutti i suoi delicati equilibri (MOSE “permettendo”), dei posti di lavoro e della loro qualita’, della ricchezza storica e del patrimonio artistico non visto come “merce”, potrebbero trovare ampie ragioni di merito su cui imbastire futuri piani di governo locali in piena armonia con le reali esigenze di una collettivita’ umana sempre piu’ “testimone” che parte attiva a Venezia.

Pellegrini Enrico
Portavoce PARTITO di ALTERNATIVA COMUNISTA
Sezione di Venezia

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